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a Trani

C'era una volta
un «Super» cinema

La prima pietra alla fine del 1934 sotto la guida dell'ingegner Bovio

supercinema a Trani

Nico Aurora

TraniProsgeue il viaggio tra i cinematografi di Trani. La recente presentazione, a Trani, del libro di Francesco Maggiore e Valentina Ieva, dal titolo «Territori del cinema. Stanze, luoghi, paesaggi. Un sistema per la Puglia, letture e interpretazioni», edito nel 2013 da Gangemi, ci ha spinto ad approfondire i contenuti del volume con riferimento alle tre sale cinematografiche presenti in città, una delle quali in attività, l’Impero, e due chiuse, Bellini e Supercinema.

La storia del Supercinema comincia alla fine del 1934, quando fu posta la prima pietra sotto la guida dell’ingegner Enrico Bovio. I committenti di quest’opera avveniristica furono un gruppo di cittadini tranesi: Giuseppe Boccasini, che, dopo avere fatto fortuna in America, tornò a Trani; Domenico Di Mango, caposquadra alla diga Assuan, sul Nilo, e quindi esperto nell’utilizzo del cemento armato, materiale quasi sconosciuto in quel periodo a Trani; Domenico Persano, latifondista di origini leccesi; i coniugi Lucia Laurora e Nicola Guacci, capostazione.

All’inaugurazione, l’anno successivo, viene proiettato il film L’isola del tesoro, di Victor Fleming, uscito nelle sale americane nel 1934. Fu un grande successo di pubblico e, per l’occasione, accorsero numerosi sia da Trani, sia delle città limitrofe.

La nuova struttura comprende gli spazi del teatro, con uno dei palcoscenici più grandi della provincia di Bari, e del cinema, con il maxischermo e l’impianto sonoro. La sala disponeva, originariamente, di 1020 posti a sedere, dei quali 700 distribuiti in platea, 150 dislocati nella galleria e 170 sistemati in una seconda galleria collocata ad un livello superiore.

Il progetto prevedeva una struttura portante in cemento armato ed armatura con binari ferroviari e tondini di ferro. Con questa tecnica fu possibile realizzare, oltre tutte le strutture, anche le quattro grandi colonne poste al centro della platea che sostengono la grande copertura della sala e le gallerie laterali. Le pareti, sia interne, sia esterne, vennero invece realizzate in muratura.

La facciata principale presenta un basamento a faccia in vista, in pietra di Trani, con un grande portale centrale per l’accesso al foyer. Il primo piano, intonacato e tinteggiato con tinte vicino al rosso pompeiano, presenta un balcone centrale e due balconi laterali, con tre maschere teatrali in pietra, a bassorilievo, in corrispondenza delle aperture dei tre balconi. Infine, un coronamento poligonale, intonacato, e che nella parte centrale riporta la scritta a rilievo «Supercinema», in pietra. La facciata laterale è completamente intonacata e presenta tre porte e tre finestre allineate, nella parte corrispondente alla sala, e due coppie di porte e finestre a nastro.

Negli anni Ottanta si occupa della gestione Mauro Simone. Nel 1991 la struttura, gestita da Oliviero Pinto, è oggetto di lavori di ristrutturazione su progetto degli ing. Giuseppe Losito e Ferdinando Cervino, che prevedono il rifacimento degli impianti, la ristrutturazione del palcoscenico e dei camerini, la realizzazione di una controsoffittatura.

Ulteriori lavori di ristrutturazione e adeguamento sono stati eseguiti nel 1995. Nel 2002 viene proposto un progetto di trasformazione della struttura, su progetto degli ing. Antonio De Sandi e Giacomo Lanzellotto, che consiste nella realizzazione di una nuova sala in sostituzione della seconda galleria, e la conversione di un ambiente interno in sala proiezioni. Il cineteatro Supercinema viene chiuso nel 2008 e, attualmente, è un edificio sottoposto a vincolo storico architettonico.

(2 - continua)

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