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Andria, mensa in bilico

Refezione scolastica
ancora «bagarre»

L'ultima proposta in ordine di tempo è quella della gradualità dei ticket per tutte le fasce

Refezione scolasticaancora «bagarre»

MARILENA PASTORE

ANDRIA - Sulla sospensione della refezione scolastica, prosegue il braccio di ferro ma aumentano anche i malumori tra i cittadini. E intanto si susseguono gli incontri nelle commisioni consiliari e nelle consulte.

Martedì scorso riunione della quarta commissione consiliare permanente, mercoledì invece riunione al settore istruzione con le dirigenti scolastiche. All’ordine del giorno di entrambe: il servizio di refezione scolastica che, per la delibera numero 145 del 20 settembre 2017 della giunta comunale, potrebbe essere sospeso per la scuola primaria e secondaria di primo grado a partire dal prossimo anno scolastico, restando invece inalterata per l’asilo nido comunale e la scuola dell’infanzia.

Un atto della giunta che, come detto, ha creato un serratissimo dibattito, passato inizialmente nel completo silenzio e portato alla luce dall’ex assessore all’istruzione Nespoli. Di fronte al coro di no sollevato da sindacati, scuole, presidi educativi, associazioni, genitori, l’amministrazione ha comunicato che non si tratta di un atto esecutivo ma di indirizzo. Dunque, tutto ancora può essere messo in discussione. E’ iniziato così il confronto all’interno delle commissioni, delle consulte comunali. Su tutto questo però incombe il fattore tempo: bisogna fare presto, secondo la dirigente del settore istruzione.

Entro dicembre vanno preparati il capitolato e il bando di gara. Un “braccio di ferro” tra chi amministra e chi è amministrato a colpi di numeri, cifre, spiegazioni ragionieristiche. Da un lato il comune che sempre con più notevole difficoltà riesce a far quadrare i conti e taglia a colpi di mannaia purtroppo sui servizi essenziali (il più colpito è il settore socio sanitario, ed ora anche quello dell’istruzione).

Il fronte del no è concentrato su due ordini di ragioni: il valore educativo del momento “mensa” e l’inopportunità di scegliere di eliminare tale servizio solo per ragioni meramente economiche. Martedì dunque riunione della quarta commissione consiliare permanente, presidente la consigliera di maggioranza (gruppo misto) Giovanna Bruno. Una seduta affollatissima, a cui hanno preso parte componenti della prima consulta della città ed il suo presidente Larosa, il presidente del comitato dei genitori Angelo Zaza, alcune mamme – rappresentanti d’istituto che hanno espresso il loro pensiero sull’accaduto, sugli sprechi da evitare e che stanno raccogliendo le firme contro la soppressione del servizio specie in quelle scuole (come l’”Imbriani – Salvemini”, o la “Federico II” o “Aldo Moro”) dove è perfettamente funzionante ed in aumento nella richiesta, preoccupate dall’ipotesi del cosiddetto «pasto domestico» che l’assessore al ramo e le forze di maggioranza continuano a richiamare facendo riferimento alla circolare MIUR 348/2017 che, in verità, lo ricordiamo dice tutt’altro. Il fronte dei genitori non intende mollare e lo ha ribadito durante la seduta.

Dalla commissione, poi, sono venute fuori delle proposte: il «mezzo pranzo» che permetterebbe di contenere la spesa e la rimodulazione delle quote di pagamento che potrebbero toccare tutte le fasce, anche quelle esenti, alleggerendo così il costo del servizio a carico dell’ente comunale di fronte ad un quasi certo aumento del costo del servizio. Dopo circa un’ora di confronto la seduta è stata sospesa per mancanza del numero legale essendo andata via la consigliera M5S Faraone, mentre la dirigente di settore si è allontanata per un concomitante impegno istituzionale.

L’assessore Albo non ha potuto allora fornire le risposte alle domande che il presidente della consulta Larosa stava ponendo rispetto ai numeri ed alle cifre riportate nell’atto della giunta. Risposte che invece sono giunte ieri mattina nell’incontro al settore istruzione a cui hanno preso parte le dirigenti scolastiche che hanno ribadito il valore pedagogico-educativo del momento mensa, in particolare nelle scuole di periferia dove l’agenzia assolve una funzione più che altrove educativa prima che scolastica. Ora è al vaglio la proposta della gradualità dei ticket per tutte le fasce, per capire se l’ente comunale potrà coprire questo servizio nei prossimi anni.

Il presidente dell’associazione «Io ci sono!» Savino Montaruli ha stigmatizzato la situazione accaduta nella commissione consiliare anche e già all’interno della stessa, parlando di «scorrettezza del comportamento istituzionale che ha seriamente messo in difficoltà tutti i presenti che mai si sarebbero aspettati che qualcosa di simile e di così grave potesse accadere in sede pubblica».

E in attesa di capire se il servizio mensa ci sarà o no dal prossimo anno, Montaruli promette approfondimenti sull’attuale servizio di refezione.

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