Sabato 17 Novembre 2018 | 16:16

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tributi locali

Andria, tassa sui rifiuti
un salasso per tutti

La denuncia: «È come un canone annuo di locazione»

raccolta del vetro

di MARILENA PASTORE

ANDRIA - Tassa sui rifiuti: piuttosto che una bolletta sembra essere il cumulo di dieci rate di mutuo. Somme elevatissime che colpiscono profondamente i bilanci delle famiglie e di pubblici esercenti legate al «buon andamento» della raccolta differenziata, nella speranza (vana) di un risparmio reale sui costi che, al contrario, aumentano. E se le famiglie andriesi piangono, i commercianti, gli artigiani, gli imprenditori non ridono.

Diffonde qualche dato Unimpresa Bat: per locali commerciali della superficie di soli 80 metri quadrati complessivi le richieste di pagamento della Tari sfiorano i duemila euro, così come per pescherie, bar, fiorai, ristoranti ed esercizi similari. Una vera e propria batosta, secondo il sindacato di categoria, per alcuni addirittura pari ad un canone annuo di locazione. Lo scorso 28 luglio proprio Unimpresa ha organizzato una riunione tra gli operatori del commercio: «fortissima la rabbia degli imprenditori – riporta Savino Montaruli responsabile Unimpresa Bat - soprattutto dei pubblici esercizi, bar, ristoranti ed esercizi similari che si sono visti recapitare richieste di pagamento per la tassa rifiuti 2017 pari al doppio rispetto allo scorso anno. Un salasso vero e proprio che mai nessuno si sarebbe aspettato, anche alla luce del pessimo servizio pubblico di raccolta, specie nelle giornate festive.

La riunione è terminata in tarda serata e sarà aggiornata a breve perché è impensabile, insostenibile che possa essere tollerato un aumento del 100% in un solo anno dopo che già negli anni passati l’aumento è stato altissimo ed ingiustificato». Montaruli nel corso della riunione ha presentato la tabella comparativa elaborata dall’associazione di categoria, ed ha evidenziato come questi aumenti (pari al doppio – quasi) sono riscontrabili nelle due delibere comparate per gli anni 2016 e 2017. «Perché tanto accanimento – chiede in conclusione Montaruli - in particolare verso queste categorie di esercizi pubblici che tanto hanno investito in una città che dal punto vi vista istituzionale in cambio non ha mai dato nulla, neppure in termini di servizi? Ora lo sconcerto deve lasciare il posto alla strategia e alla ragione. Il comune di Andria si renda immediatamente conto del grosso guaio combinato e rimetta le cose a posto. In caso contrario significherebbe accettare tutto passivamente e veder morire la propria città, le proprie imprese».

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