Giovedì 25 Aprile 2019 | 08:28

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incredibile svista

Alla sbarra il detenuto sbagliato
«Non è che volevate mio cugino?»

tribunale di Trani sede

di NICO AURORA

TRANI - Prelevato, tradotto e scortato dal carcere all’aula di Corte d’Assise del Tribunale di Trani. Si accomoda alla sedia riservata ai teste e comincia ad essere tempestato di domande, alle quali non risponde.
A prima vista, nulla di nuovo sotto il sole: un teste che faccia fatica a dare risposte o si mostri reticente ci può sempre stare. Ma quell’uomo, sulla quarantina, dà proprio l’impressione di non sapere di cosa si stia parlando, sembra disorientato, sconcertato.

LA SORPRESA - Dopo un po’ prende coraggio e, al microfono, rilascia le prime dichiarazioni: «Ma, signori, siete sicuri che state cercando me? Non è che dovevate portare qui mio cugino?».
Alla domanda, seguita da un momento di silenzio imbarazzante, la verifica e la conferma: la citazione era stata inviata per sbaglio, anziché alla persona effettivamente destinataria dell’atto, ad un suo cugino omonimo, coetaneo e detenuto.
Quest’ultima circostanza, in particolare, faceva apparire ancora più verosimile un errore che, divenuto plateale per il comportamento dell’ignaro teste sbagliato, ha evidentemente suscitato una, sia pur contenuta, ilarità generale sia da parte di chi faceva parte dell’udienza, sia di chi era in aula per quelle successive iscritte a ruolo.

UDIENZA RINVIATA - Il siparietto è avvenuto in occasione di un processo davanti al giudice monocratico penale che, senza fare una piega, anzi mostrando a sua volta incassato con stile e garbo l’imprevisto, ha rinviato l’udienza alla prima data utile entro la quale convocare la persona giusta, rimediando ad un incidente di percorso di una macchina pressoché perfetta come il Tribunale di Trani.
Quanto al cugino detenuto gli bastano e avanzano, per il momento, i problemi per i quali dovrà realmente e concretamente difendersi a breve, e da imputato, in un’altra aula di giustizia.

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