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In Puglia e Basilicata

Il progetto

Barletta, con «Apeneste» l’energia «sorge» dal vento

Paole eoliche

Depositati gli atti: un grande parco off-shore con 61 pale eoliche a 12 miglia dalla costa

23 Settembre 2022

Maria Pia Garrinella

BARLETTA - Il nome, Apeneste, è evocativo. Dal greco antico, vuol dire che sorge, orientato ad est, e in Puglia tale nome è legato a un altrettanto antico toponimo, probabilmente di una zona attualmente ricadente nel territorio di Mattinata o del promontorio del Gargano in generale, dove iniziava l’antica Daunia.

Sarà forse per questo che quel nome è stato scelto per il progetto di un parco eolico offshore, in mare aperto, al largo del promontorio pugliese, che prevede 61 aerogeneratori eolici galleggianti, ovvero delle pale galleggianti ancorate ai fondali, capace di generare una potenza complessiva di 930 MegaWatt.

Le turbine eoliche saranno poste in mare a una distanza di oltre le 12 miglia nautiche dalla costa e collegate mediante una rete di circuiti sottomarini interni al parco a una stazione di trasformazione galleggiante, posta a sud dell’area occupata dagli aerogeneratori.

L’energia prodotta sarà portata a terra mediante un cavo sottomarino collegato con un cavo terrestre il cui punto di approdo è previsto nel comune di Barletta. Una sorta di elettrodotto che dalla Città della Disfida raggiungerà la stazione elettrica di Andria collegata alla Rete di trasmissione nazionale.

È solo un progetto, al momento, nella fase preliminare, per il quale il committente, Apeneste società a responsabilità limitata (è una azienda di Milano che opera nel mercato delle energie rinnovabili e che si avvale di una società di progettazione di Cosenza, in Calabria, attiva nel medesimo settore, ovvero GrValue e New Developments), ha chiesto l’autorizzazione. Il che significa che è stato avviato il “Procedimento di Autorizzazione Unica per la realizzazione e l’esercizio di un impianto offshore di produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento nel mare Adriatico Meridionale”, una istanza volta all’ottenimento della concessione demaniale marittima per la durata di 30 anni, così come prevede l’articolo 36 del Codice della navigazione, per l’occupazione degli specchi acquei e zone del demanio marittimo, in questo caso per la installazione e l’esercizio di un parco eolico offshore galleggiante.

Tale istanza è depositata, a disposizione del pubblico, dal 19 settembre scorso ed è anche pubblicata on line sulla pagina istituzionale della Guardia Costiera di Barletta, per scontare il periodo di 30 giorni, che scadranno il 18 ottobre prossimo, entro i quali è possibile, per i cittadini, presentare alla Capitaneria di porto di Barletta osservazioni “che ritenessero opportune a tutela dei loro eventuali diritti attinenti gli usi pubblici del mare (traffico, navigazione, pesca, diporto, ecc.)”.

Trascorso il termine stabilito sarà dato corso alle pratiche per la concessione richiesta. Lo stesso termine fissato al 18 ottobre vale anche per la presentazione di domande concorrenti a quella di Apeneste.

L’istanza, trasmessa alla Direzione generale per la vigilanza sulle Autorità di sistema portuale, il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili il 23 giugno scorso, è stata trasmessa alla Capitaneria di porto di Barletta il successivo 18 luglio e richiede, nello specifico, uno specchio acqueo all’interno del quale saranno collocate le pale eoliche galleggianti, aerogeneratori, e la stazione galleggiante, per una superficie di circa 325,97 chilometri quadrati.

Avrà invece una superficie di 56 metri quadrati la zona demaniale marittima, ovvero quella per l’approdo e collegamento al cavo terrestre sulla costa di Barletta per portare l’energia prodotta e trasformata nella stazione flottante al l a rete di trasmissione nazionale di Andria.

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