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Il sindaco Cannito

Barletta - Fra urla, insulti e ipotesi di dimissioni assortite, la mattinata vissuta ieri al primo piano di Palazzo di Città è stata alquanto burrascosa (eufemismo). Alla fine si è conclusa con la revoca temporanea dell’incarico dirigenziale conferito dal sindaco Cosimo Cannito all’arch. Donato Lamacchia il 18 gennaio di quest’anno e la contestuale apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di quest’ultimo.
Cannito accusa Lamacchia, sinora responsabile dei settori Ambiente, Lavori pubblici e manutenzioni «di una serie di inadempienze, ultima delle quali la perdita di un importante finanziamento utile alla realizzazione di una scuola in via Tatò». Lo ha scritto in una nota diffusa nel primo pomeriggio.
E poi: «Non potendo la politica rimanere indifferente e inerme davanti a tali pesanti mancanze, si è ritenuto in tal modo tutelare la città e l’operato dell’Amministrazione comunale».
Tutto è cominciato dalla spiacevole (ma non isolata) scoperta della ulteriore perdita di un finanziamento da parte del Comune. Si tratta di 1milione e 500mila euro concessi con Decreto Ministeriale dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 21 dicembre 2017, per la costruzione di tre sezioni di scuola materna in via don Michele Tatò, nel quartiere Sette Frati. Quella somma era andata perduta già dallo scorso novembre 2020: ma allora perché il Comune aveva ritirato la concessione dell’area alla nuova Aurora srl che ne stava facendo un’area verde attrezzata?
«Da troppo tempo i residenti di via Tatò attendono la riqualificazione della grande aiuola destinata a ospitare una scuola materna», scriveva il primo cittadino lunedì 25 gennaio 2021, al termine delle proteste e delle perplessità suscitate dal «ripensamento comunale». «Quell’opera - continuava - sarà realizzata e il resto dell’area diventerà un giardino attrezzato di tutto punto, al servizio dei cittadini».
Ancora: «Il provvedimento di revoca alla società Nuova Aurora srl – spiegava il primo cittadino – non comprometterà in alcun modo le sorti di quell’area, che sarà valorizzata al massimo, con la realizzazione della previste tre sezioni di scuola materna e di un’area a verde attrezzato, progetti al compimento dei quali sta lavorando la macchina comunale e la Commissione consiliare Lavori pubblici, e per i quali c’è un finanziamento pubblico».
Di più: «La revoca era purtroppo doverosa – aggiungeva Cannito – in quanto il Comune, il 30 dicembre 2020, ha affidato i servizi di ingegneria per la realizzazione della scuola; inoltre gli adatari avevano previsto su quell’area interventi non contemplati dal disciplinare di adozione delle aree verdi e che, se consentiti, avrebbero creato un precedente oltre che un discrimine nei confronti degli adatari delle altre aree».
«L’intento dell’Amministrazione comunale – concludeva il sindaco – è valorizzare le aree verdi cittadine grazie al senso civico e alla partecipazione dei cittadini e, in questo caso specifico, non deludere le legittime aspettative dei residenti della zona di via Tatò che presto vedranno portare a compimento il progetto di riqualificazione di quell’area. Si precisa che l’Amministrazione comunale – concludeva il sindaco - è a disposizione della Nuova Aurora per un confronto che possa portare alla individuazione di una nuova area che accolga le aspettative della società».
Tutto inutile, il tempo era infruttuosamente trascorso e i denari ormai irrimediabilmente perduti.

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