Mercoledì 19 Febbraio 2020 | 09:12

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«Quel pitbull senza guinzaglio stava sbranando il mio cagnolino», tragedia sfiorata a Barletta

È successo nei pressi del castello: per un beagle poteva finire molto male

Pitbull sfugge al controllo e aggredisce una donna: ferita

foto di repertorio

«La mattina del 14 agosto, intorno alle 11, mi trovavo in compagnia di Quinto il mio beagle maschio all’interno del castello svevo, precisamente nella zona antistante il bar “Con Vista”, quando all’improvviso si avventava verso il mio cane un pitbull, anch'egli maschio, rigorosamente senza guinzaglio». È ancora scosso Ignazio Guaglione quando racconta la sua disavventura.
E poi: «Solo per miracolo non è finita in tragedia. Non so nemmeno in che modo ma in quegli attimi di panico riuscivo ad evitare che il mio cane venisse letteralmente sbranato dal pitbull dato che faceva di tutto pur di riuscire a mordere il mio beagle. Tutto ciò è durato fino a quando il proprietario del pitbull è riuscito, non senza difficoltà, a placcare il proprio cane».
La beffa: «Il proprietario, nell’improbabile tentativo di giustificarsi, una volta rimesso il guinzaglio al proprio cane, mi domandava: “ah ma quindi il tuo cane non è femmina?”. Nonostante l’istintivo desiderio di rispondere animosamente - dato il mio evidente stato di spavento misto a rabbia non ancora del tutto sopita - riuscivo a rimanere lucido preferendo unicamente portare il mio cane via di lì e tranquillizzarlo».

Ignazio continua: «Sottolineo che tutto quanto fino a qui esposto avveniva nella più totale assenza di qualsivoglia controllo. Clamorosamente nessun guardiano presenziava in quel momento. Se vi fosse stato il guardiano di turno a redarguire il proprietario del pitbull prima del mio arrivo, tutto ciò non sarebbe di certo accaduto. Dopo di che, chiaramente le responsabilità sono senza ombra di dubbio del padrone che con non curanza delle regole vigenti all’interno del castello ed in città (obbligo di tenere il cane a guinzaglio, obbligo per il padrone di portare con se la museruola, obbligo di portare la paletta con busta per la raccolta delle deiezioni ed obbligo di portare una bottiglietta d’acqua) ha messo a serio rischio l’integrità fisica mia e del cane».

«Pertanto, al netto di questa vicenda che rimane di indiscussa gravità mi preme evidenziare degli aspetti di assoluta rilevanza per la salvaguardia non soltanto del quieto vivere collettivo ma soprattutto dell’incolumità altrui. Dapprima, ritengo sia inaccettabile che a taluni orari del giorno non vi siano controlli all’interno del castello, ove già notoriamente avviene di tutto: si pensi all’irrefrenabile consumo di marijuana testimoniato dall’inconfondibile odore che pervade soprattutto la zona descritta oppure allo scriteriato ingresso di bici elettriche che sfrecciano a velocità folli per le vie del castello e mettono a serio rischio la sicurezza dei passanti».

La conclusione: «Sarebbe auspicabile una più massiccia e costante presenza di personale preposto al controllo del rispetto delle regole da osservare all’interno del castello nonchè multe salate per i relativi trasgressori. Inoltre, per quanto di questi tempi fare leva sul senso civico della collettività appare ardua impresa, è necessario ribadire e comprendere che fino a quando la nostra città non disporrà di attrezzate aree preposte allo sgambamento dei cani, questi devono necessariamente rimanere a guinzaglio (a maggior ragione se trattasi di razze comunemente “pericolose”), che piaccia o meno».
Insomma una storia andata a buon fine e se non fosse stato così?

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