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Trani, via le slot machine per dimezzare la Tari

Misura di contrasto alla ludopatia che compenserebbe i mancati introiti con il dimezzamento del tributo sui rifiuti solidi urbani

Tassa rifiuti sbagliata, ancheLecce ha sbagliato i conti

Tari ridotta del 50 per cento per i gestori delle attività commerciali che decideranno di rinunciare alle slot machine. Lo ha approvato il consiglio comunale l’altra sera modificando, specificatamente per quella parte, il Regolamento dell’imposta unica comunale.
Il provvedimento, in particolare, dispone che, «a decorrere dal 2019, è concessa un’agevolazione, nella misura massima del 50 per cento, della sola quota variabile, per le utenze non domestiche legate alle attività commerciali iscritte nell’elenco dei soggetti che svolgono attività funzionali alla raccolta del gioco, mediante apparecchi da divertimento con vincita in denaro istituito presso il Ministero dell’economia e finanze, Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato».
Il beneficio riguarderebbe «coloro che dovessero dismettere, ed impegnarsi a non ripristinare per un periodo di cinque anni, tutte le macchine da gioco di qualsiasi genere, con premi in denaro, purché dimostrino di entrare di essere in possesso delle relative autorizzazioni alla data di entrata in vigore dell’articolo».


In altre parole, si tratta di una misura di contrasto alla ludopatia, che compenserebbe i mancati introiti dei commercianti con il dimezzamento del tributo da pagare sui rifiuti solidi urbani.
La proposta è stata sottoposta all’assemblea dall’assessore alle finanze, Luca Lignola: «È un provvedimento che propone una modifica apparentemente semplice, ma dal duplice valore: da un lato riduciamo la Tari per chi decide di eliminare dai propri esercizi commerciali le slot; dall’altra accogliamo una proposta fatta in terza commissione due anni fa, intraprendendo una chiara strada contro la ludopatia. Infatti, questa è la prima di altre operazioni pensate per limitare questo fenomeno sociale, che sta mettendo in ginocchio molte famiglie».
Il fatto che, per il momento, si sia approvata solo questa misura è legato alla circostanza per cui la copertura economica, di 10.000 euro, è sufficiente soltanto per questa fattispecie.


Lo ha dovuto spiegare lo stesso Vignola alle osservazioni giunte dall’aula, a cominciare dal portavoce del Movimento cinque stelle, Luisa Di Lernia: «Trani è prima in Puglia sulla ludopatia, siamo in emergenza ed il provvedimento va bene solo come inizio, perché serve una azione mirata contro questo problema serio, con precisi stanziamenti nel Piano sociale di zona».
Secondo Mimmo De Laurentis, capogruppo del Partito democratico, «per quest’anno gli esercenti non faranno in tempo a fare richiesta di agevolazione, perché dovrebbero recedere i contratti. Più probabile che si organizzino per il prossimo anno. In commissione avevamo proposto altri interventi che non avevano lo scopo di ridurre la tariffa, ma rientravano in un percorso virtuoso: per esempio, incentivi a chi conferisce all’isola ecologica ed a chi adotta un cane dal canile comunale».
Resta da verificare quanti commercianti riterranno più conveniente rinunciare alle macchinette piuttosto che ridurre il costo della Tari: per alcuni, fatto qualche calcolo, paradossalmente potrebbe risultare più vantaggioso pagare il tributo pieno e incassare di più da chi gioca, mandando a carte quarantotto tutti i buoni propositi di contrasto al gioco patologico.

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