Mercoledì 23 Ottobre 2019 | 09:14

NEWS DALLA SEZIONE

Il caso
Trani, introduce droga e una spycam in carcere: arrestato agente penitenziario

Trani, introduce droga e una spycam in carcere: arrestato agente penitenziario

 
In municipio
Barletta, «Rimpastino-bis» nella Giunta Cannito: esce Lacerenza entra Salvemini

Barletta, «Rimpastino-bis» nella Giunta Cannito: esce Lacerenza entra Salvemini

 
il caso
Barletta, la mostra sulla luna «vietata» ai disabili

Barletta, la mostra sulla luna «vietata» ai disabili

 
Alla stazione
Trani, indagini su denuncia 12enne: «Molestata da un anziano»

Trani, indagini su denuncia 12enne: «Molestata da un anziano»

 
L'incidente
Crolla parte di una palazzina ad Andria: il video del ferimento del vvf

Crolla parte di una palazzina ad Andria: il video del ferimento del vvf

 
Il caso
Barletta, campo di gioco non omologato: chiuso lo stadio «Simeone»

Barletta, campo di gioco non omologato: chiuso lo stadio «Simeone»

 
L'inchiesta
Trani, rifiuti da cava cammuffati come inerti: indagini su laboratorio analisi a Corato

Trani, rifiuti da cava cammuffati come inerti: indagini su laboratorio analisi a Corato

 
La viabilità in centro
Barletta, nessun beneficio con la chiusura di piazza Caduti

Barletta, nessun beneficio con la chiusura di piazza Caduti

 
Danza
«Libero Corpo»: a Bisceglie Regione Puglia finanzia corso di formazione per danzatori professionisti

«Libero Corpo»: a Bisceglie Regione Puglia finanzia corso di formazione per danzatori professionisti

 

Il Biancorosso

la partita
Il Bari fa indietro tutta: è un punto guadagnato

Il Bari fa indietro tutta: è un punto guadagnato

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaSul Gargano
Vieste, maxi operazione antidroga dei cc, decapitato clan: 15 arresti

Vieste, maxi operazione antidroga dei cc, decapitato clan: 15 arresti

 
BariI disagi
Bari, tornelli al vecchio tribunale: code e attese, protesta avvocati

Bari, tornelli al vecchio tribunale: code e attese, protesta avvocati

 
LecceUN 22enne
Otranto, adesca minorenne sui social e la violenta: in cella

Otranto, adesca minorenne sui social e la violenta: in cella

 
TarantoA 8 giorni dal via
Taranto, il bluff facoltà di Medicina: Rettore Bari dice stop a lezioni

Taranto, il bluff facoltà di Medicina: Rettore Bari dice stop a lezioni

 
BrindisiDanni a impianto
Mesagne, nuova intimidazione a coop che gestisce terreni confiscati

Mesagne, nuova intimidazione a coop che gestisce terreni confiscati

 
BatIl caso
Trani, introduce droga e una spycam in carcere: arrestato agente penitenziario

Trani, introduce droga e una spycam in carcere: arrestato agente penitenziario

 
PotenzaSicurezza in città
Potenza, 20 «occhi elettronici» per contrastare lo spaccio davanti le scuole

Potenza, 20 «occhi elettronici» per contrastare lo spaccio davanti le scuole

 
MateraL'intervista
Matera, Mariolina Venezia svela la «sua» Imma Tataranni

Matera, Mariolina Venezia svela la «sua» Imma Tataranni

 

i più letti

Ambiente

Trani, «La discarica? Colmiamola con inerti di cave e cantieri»

L’appello di Legambiente per occupare definitivamente i volumi ancora disponibili

Trani, «La discarica? Colmiamola con inerti di cave e cantieri»

TRANI - Lo aveva affermato per primo l’ex amministratore unico, Alessandro Guadagnuolo. Lo aveva ribadito l’ex direttore e progettista, Michele Zecchillo. Lo avevano lasciato intendere, soltanto pochi giorni fa, presentando il progetto di messa in sicurezza finanziato con 6 milioni e mezzo, sia il sindaco, Amedeo Bottaro, sia l’assessore all’ambiente, Michele Di Gregorio.

GLI INERTI Adesso, a richiederlo formalmente, è Legambiente: «Il terzo lotto della discarica di Trani va colmato con inerti». Non si può lasciarlo mezzo pieno o mezzo vuoto, a seconda dei punti di vista, poiché, così facendo, non si risolverebbe mai il problema della messa in sicurezza, chiusura e bonifica definitiva del sito di contrada Puro vecchio.
Ad affermarlo è il presidente di Legambiente Trani, Pierluigi Colangelo, chiarendo in un articolato documento che ciò si sta facendo per la discarica, a distanza di oltre quattro anni, dalla chiusura, è sicuramente importante, ma non sarà mai risolutivo se non si riempissero i volumi ancora disponibili: non potendo farlo con rifiuti solidi urbani, perché anche Legambiente è contro la riapertura della discarica, l’unica soluzione sarebbe il materiale di risulta prodotto dalla coltivazione della pietra e dall’attività edilizia.

I TRE LOTTI In principio la discarica fu una cava e Legambiente vuole seguire proprio quel modello, per chiuderla e bonificarla: «Siamo al cospetto di una ex cava - osserva Colangelo -, la cui ultima destinazione non può che essere un intervento che la ricolmi completamente e la riporti al piano di campagna. Solo con un tale obiettivo le attività di bonifica potranno garantire una concreta e duratura messa in sicurezza».
I tre distinti lotti sono frutto di tre, diverse epoche di esercizio del sito: il primo, dal 1994 al 2003; il secondo lotto dal 2003 al 2010 (sulla carta), ma fino al 2014 per effetto dell’ordinanza regionale per affrontare l’emergenza ambientale; il terzo, dal 2008 al 2014.

CONTINUITÀ E RISCHIO «Vi è una continuità tra i lotti - fa sapere Legambiente - che, separati dal sottosuolo da guaina e strati protettivi e, in alto, dalle acque meteoriche mediante le tanto invocate coperture, non conoscono tuttavia soluzione di continuità nella loro interazione. Ne consegue che il terzo lotto, più basso rispetto ai primi due ed al ciglio di cava, per l’elementare principio dei vasi comunicanti, subisca la ricezione e fuoriuscita di percolato che proviene dai lotti superiori».
A giudizio del cigno verde, quindi, «isolare il singolo lotto e non l’intera ex cava con le coperture antipioggia significherebbe creare delle isole montagnose nel bacino della cava, con la conseguenza che le acque meteoriche, scivolando sulle coperture, si raccolgano comunque sul fondo della cava, mischiandosi al percolato. Ben vengano, dunque, i finanziamenti regionali, ma gli stessi devono collocarsi in una generale visione di soluzione definitiva».

I PASSAGGI Legambiente, quindi, prospetta due soluzioni preliminari: «Rimozione di parte dei rifiuti presenti nel terzo lotto - scrive Colangelo -, per operare l’intervento di ricucitura delle pareti in cui si è individuata la potenziale perdita verso il sottosuolo, altrimenti l’intera discarica costituirà un permanete pericolo ambientale; riabilitazione del pozzo spia sospettato di presentare rotture nella camicia di protezione, tali da intercettare inquinanti che possono alterare la lettura dei valori».
Fatto questo, l’ultimo passaggio sarebbe quello di ricolmare l’intero bacino della discarica: «Il territorio di Trani - ricorda il presidente cittadino di Legambiente -, conosce una enorme produzione di inerti, in parte oggi raccolti dal consorzio Cogeser, nato all’indomani delle denunce di Legambiente contro l’abbandono indiscriminato sul territorio di detriti della lavorazione della pietra. Tali residui, insieme con possibili, altre molteplici categorie di inerti, non andrebbero che a restituire alla ex cava, attuale discarica, la stessa tipologia di materiale originariamente presente».

In altri siti da bonificare si utilizzano materiali di riempimento specifici, dall’elevato costo, mentre a Trani, con gli inerti, «Amiu avrebbe anche un introito, con un recupero finanziario che, unitamente al contributo regionale, consentirebbe di garantire le indispensabili risorse economiche per la concreta e definitiva chiusura del sito inquinante».
L’appello finale di Legambiente, a tutte le istituzioni, parti politiche e sociali, è «ad un leale e costruttivo confronto scientifico sul tema».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie