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Un piccolo centro commerciale sulle ceneri di una famosissima industria del marmo: è la fotografia dei tempi che cambiamo e dell’economia cittadina che evidentemente si rinnova. Come già avvenuto per numerosi capannoni industriali (che in fila uno accanto all’altro, su quella stessa strada, fino agli anni 70 davano fulgore all’economia dell’industria della pietra e a tutto il suo indotto, fino alla crisi impietosa e alle chiusure definitive) che oggi sono stati riconvertiti e sono diventati sede di altro tipo di attività commerciale, in quella che viene comunemente ancora chiamata “la zona industriale” di via Barletta molto probabilmente sorgerà un nuovo centro commerciale, pare legato ad una catena di supermercati monomarca di nazionalità tedesca.


Lo si evince dalla determina dirigenziale n. 1109 del 22 novembre scorso (VI settore ambiente e rifiuti provincia Bat) pubblicata sull’albo pretorio dell’ente, con la quale viene rilasciata l’Autorizzazione Unica Ambientale relativa all’insediamento destinato ad attività commerciale e vendita al dettaglio ubicato nel Comune di Trani in via Barletta strada statale 16 n.56, richiesta nei mesi scorsi dalla società De Camelis Carmine & Partners snc.
Dalle informazioni “ricavabili dalla documentazione tecnica depositata in atti” si evince che nell’insediamento “che la società proponente intende riqualificare e destinare allo svolgimento delle attività di commercializzazione e di vendita al dettaglio di prodotti alimentari e altro, sono presenti edifici che saranno oggetto di recupero edilizio e che saranno destinati alle attività d’impresa, nonché un’area scoperta che sarà rifunzionalizzata e destinata in parte ad area parcheggio, in parte ad area carrabile e pedonale, lasciando uno spazio a verde attrezzato. L’insediamento si estende per complessivi 12.360 mq così ripartiti: 1.023 mq aree a verde; 3.074 coperture; 8.138,00 mq bacino scolante”.


Si tratterebbe dunque di un centro commerciale nella zona nord della città: le autorizzazioni regolarmente richieste alla Provincia, e regolarmente ottenute dai proprietari del sito, hanno permesso ai tecnici dell’ente provinciale di evidenziare a livello comunale alcune problematiche di carattere ambientale: nella determina si legge infatti che “l’inerzia dell’Amministrazione comunale all’adeguamento della rete pluviale ai requisiti previsti dal RR n.26/2013, sta generando un ricorso sempre più frequente allo scarico delle acque meteoriche di dilavamento negli strati superficiali del sottosuolo, con aggravi irragionevoli a carico di soggetti privati, determinando parimenti una maggiore pressione antropica sull’uso della matrice suolo, quale recapito delle acque meteoriche di dilavamento”.
Della stessa questione se ne era occupata la Cna Bat nei giorni scorsi, denunciando appunto la mancanza di questo tipo di adeguamento comunale per le reti fognanti, e non solo nella zona industriale, cosa che ricade tra l’altro sulle tasche dei privati che devono necessariamente dotarsi di un sistema di gestione delle acque meteoriche.

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