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Trani: occupazioni abusive, presto altri sgomberi

Il sindaco, dopo lo sgombero in via Olanda: «Ci muoveremo nella stessa direzione»

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La casa del «nonnetto», in via Olanda, è stata liberata l’altra mattina dopo cinque mesi di occupazione. lo sgombero è avvenuto fra le proteste degli ex occupanti e degli altri residenti della zona, solidali con loro. Poche, invece, le reazioni sui social da parte della cittadinanza, più che altro impressionata dal numero delle forze in campo, mentre si registra il silenzio totale della politica, a parte le dichiarazioni di sindaco e assessore ai servizi sociali.
Vi è, però, il plauso del prefetto, Emilio Dario Sensi: «Ringrazio tutte le forze di polizia per la brillante operazione di Trani - ha dichiarato -, frutto di un eccellente lavoro di squadra degli scorsi mesi che ha visto, anche, il prezioso supporto del Comune e dell’Arca, e che ha garantito il ripristino della legalità e della sicurezza sul nostro territorio».
Il segnale forte, adesso, è stato dato. Un’azione in linea con le tendenze nazionali, senza differenze politiche perché in questi casi, vivaddio, si agisce nel nome della legalità. Ed in via Olanda si era in presenza di una violazione grave, una violazione di domicilio, avvenuta con la forza approfittando della degenza in ospedale di quell’anziano cittadino.


Peraltro, questo non può indurre a derubricare le altre occupazioni di immobili pubblici - casa Bovio ed ex residenza suore all’ospedale - che, per quanto vuoti, sono pur sempre ambienti di proprietà della collettività e che si occupano senza titolo. Ebbene, giacché in via Olanda si è dimostrato che, lavorando insieme, si ottengono risultati concreti, come si comporterà per le altre situazioni? E quando?
«Ci muoveremo nella stessa direzione - risponde il sindaco, Amedeo Bottaro -, anche perché non possiamo avere figli e figliastri. Ovviamente, cercheremo di evitare quanto più è possibile che si arrivi a questo, perché non fa piacere a nessuno vedere la città blindata per un giorno intero, un quartiere posto sotto assedio dalle forze dell’ordine. Io preferisco molto di più trovare soluzioni che non siano compromessi, ma capacità di accompagnare questi nuclei familiari verso soluzioni differenti».
L’ipotesi prevalente è quella delle case sfitte. Alla famiglia abusiva di via Olanda era stata prospettata più di una soluzione alternativa tutte, ma tutte erano state sistematicamente rifiutate: volevano stare lì.

«Non ci sono nuovi immobili popolari disponibili - conferma Bottaro -, quindi si era provato un percorso diverso nel quale il Comune versa un contributo, per esempio la caparra iniziale, ed assicura la sottoscrizione di un contratto a prezzi contenuti. Poi, però, la parte del Comune finisce ed ognuno deve entrare nell’ordine di idee che i contratti di locazione vanno rispettati e si devono pagare i canoni: non si può avere una casa gratis e non può passare l’idea che si occupino le case del Comune o, peggio, quale dell’Arca».
Nel frattempo, è ancora viva l’eco dello sgombero di via Olanda. La prima domanda del cronista, giungendo sul posto era stata come mai così tante forze dell’ordine per fare uscire di casa quattro persone. In realtà , alla luce dello sviluppo dei fatti, quell’impegno di uomini sul capo è apparso giustificato: «Non è semplice agire così - ammette Bottaro - bisogna mettersi anche nei panni anche della gente disperata, ma è proprio di fronte alla disperazione che i gesti inconsulti possono accadere e, rispetto ad essi bisogna porre in essere tutte le precauzioni possibili e le cautele del caso».

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