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Trani, allarme nichel nell'acqua dei pozzi della discarica

Il sito è chiuso da 4 anni per il probabile cedimento di una porzione di parete e dispersione di percolato in falda

Trani, allarme nichel nell'acqua dei pozzi della discarica

Torna l’allarme nichel nell’acqua dei pozzi della discarica di Trani. Lo si evince dal rapporto rilasciato lo scorso 17 settembre dalla Arace laboratori, di San Severo, convenzionata con Amiu per il costante monitoraggio dell’impianto di contrada Puro vecchio, chiuso da poco più di quattro anni (esattamente dal 5 settembre 2014), per il probabile cedimento di una porzione di parete e conseguente dispersione di percolato in falda.
L’impianto fu successivamente posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica, privato dell’Autorizzazione integrata ambientale, dissequestrato e, infine, oggetto di un’ordinanza di chiusura del sindaco, Amedeo Bottaro.Sulla base del provvedimento del primo cittadino sono in corso di svolgimento di lavori del Piano di caratterizzazione, finanziati dalla Regione Puglia, per la realizzazione di nuovi pozzi di monitoraggio e di tutti i lavori propedeutici alla definitiva messa in sicurezza e bonifica del sito. Allo stato sono stati parzialmente coperti due lotti su tre.
Dal giorno della chiusura la discarica è sempre più frequentemente oggetto di prelievi di campioni d’acqua dai pozzi al suo servizio, e relativo monitoraggio con rilascio di rapporti. I Pozzi maggiormente sotto osservazione sono due; il P6v, a valle, il più vicino al luogo del probabile cedimento che ha originato il presunto disastro ambientale; il P2m, a monte, nel quale si è più volte, ciclicamente ritrovata una presenza di nichel superiore al consentito.
Ebbene, nell’ultimo rapporto rilasciato, con prelievo effettuato il 31 agosto, il nichel si presenta nella misura di 24,4 microgrammi per litro, contro i 20 previsti per legge. Il rapporto farebbe a rientrare il nichel nella norma attraverso un margine di incertezza di più o meno 4,8 microgrammi per litro, ma dà atto del fatto che «il campione in esame non rientra nei limiti normativi indicati per legge».
Al pozzo P6v, invece, il manganese si presenta regolarmente nei limiti, con un valore di 10 microgrammi per litro contro 50.
Un altro dato oltre soglia è quello dei solfati nel pozzo Cb01: se ne rilevano 269 milligrammi per litro, contro i 250 previsti per legge. Il margine di tolleranza, di più o meno 32 milligrammi per litro,lo riconduce in un alveo di regolarità senza peraltro negare che anche questo campione non rientri nei limiti normativi indicati.
Complessivamente, dunque, un quadro ancora non del tutto rassicurante per una discarica che pure, da quattro anni, non riceve più rifiuti e viene considerata a tutti gli effetti ferma e cessata. Nonostante la maggior parte dei rapporti rilasciati in questi 48 mesi sia stata entro i limiti legge, le fluttuazioni fanno comprendere che la situazione non sia ancora del tutto sotto controllo.
Decisiva appare, in prospettiva, la candidatura del Comune di Trani si candiderà ad un finanziamento regionale di 5.800.000 euro per la messa in sicurezza e bonifica del sito. Amiu, dopo avere proceduto ad effettuare una gara ad evidenza pubblica, ha stipulato con l’aggiudicatario Ati Romanazzi-Boscia un contratto per progettazione esecutiva, direzione lavori, coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione della messa in sicurezza dei tre lotti della discarica, nonché completamento impiantistico comprese vasche e impianti di trattamento delle acque meteoriche, serbatoio di stoccaggio del percolato e altro.
Il finanziamento regionale sarà fondamentale anche perché il consiglio comunale, già con delibera del 28 dicembre 2015, aveva dato atto della impossibilità di Amiu di fare fronte ai costi necessari per la bonifica del sito inquinato.

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