Domenica 21 Aprile 2019 | 18:58

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Trani, discarica a Monachelle nuova indagine esplorativa

Disposti ulteriori scavi per approfondire l’origine dei fumi dell’ex cava

discarica Monachelle a Trani

TRANI - Nuove indagini esplorative alla cava dismessa fumante di contrada Monachelle, della quale, nei giorni scorsi si è celebrato - si fa per dire - il decimo mese di attività. Infatti, fu localizzata il 19 settembre 2017, ma forse fumava già da prima e non ha ancora smesso di farlo, sebbene l’intensità si sia progressivamente ridotta.

Da quel sito si liberano in atmosfera fumi derivanti dalla combustione di oli minerali e plastica, stoccati all’interno. Le certezze sulla natura del materiale abbancato si sono definite con le prime indagini esplorative realizzate lo scorso aprile, costituite dalla escavazione di due trincee esplorative concordate con il consulente della Procura della Repubblica di Trani, Francesco Fracassi. Peraltro, il titolare della relativa inchiesta, Alessandro Donato Pesce, ha aperto un fascicolo sulla vicenda con due persone iscritte nel registro degli indagati.

Adesso, per completare l’iter tecnico che precederà la messa in sicurezza e bonifica del luogo, il dirigente dell’Area urbanistica, Giacomo Losapio, ha determinato un impegno di spesa, di complessivi 7.500 euro, per ulteriori scavi esplorativi nell’area interessata. Infatti, «dai lavori eseguiti - si legge nel provvedimento - è emersa la necessità di indagare sull’intero spessore del materiale di riporto ivi presente, fino al piano di cava sottostante, realizzando una rampa che, dall’alto, permetterebbe di raggiungere la base della scarpata che delimita verso valle il materiale in questione».

L’assessore all’ambiente, Michele di Gregorio, ha espresso indirizzo politico in merito alla prosecuzione di ulteriori indagini esplorative nella cava affidando l’incarico per continuità e urgenza, al dottor Giuseppe Locoratolo, di Matera, che aveva già realizzato le trincee esplorative lo scorso aprile. A lui il compito di eseguire attività di scavo, supervisione delle attività e analisi in tempo reale di materiali rinvenuti, redazione di un elaborato tecnico e descrittivo delle attività svolte sul campo.

Di Gregorio ha fatto sapere che i lavori ricominceranno domani, martedì 26 giugno, sotto la supervisione del già citato professor Fracassi, con il coordinamento del dottor Locoratolo e dello stesso delegato del sindaco.

Il professor Fracassi, nella sua prima relazione tecnica, aveva scritto che «i risultati delle analisi hanno evidenziato che l’emissione di sostanze organiche dalla crepa, sebbene valutata in maniera differente dal consulente di parte, è notevolmente diminuita, ma soprattutto che la concentrazione di sostanze organiche, benzene in modo particolare, allontanandosi dal punto di emissione in direzione del vento, è di poco superiore a quella del bianco. Ciò consente di asserire - concludeva il professor Fracassi -, che al momento non sono necessari interventi urgenti finalizzati alla interruzione delle immissioni fumoso in atmosfera. Resta inteso - chiariva altresì il professionista - che questo giudizio deve essere confermato a seguito di una nuova campagna di indagini».

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