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«un'altra scuola»

Bari, il «Lenoci» apre le porte
agli sportivi con disabilità

Da settembre al via i corsi di studi personalizzati per gli studenti

Bebe Vio

di ANTONELLA FANIZZI

BARI - Le lezioni di pallacanestro, pallavolo, orienteering, tennis tavolo, scacchi, vela, canoa si fanno da tempo durante le ore di lezione. A turno, ad ogni materia viene rosicchiata un’ora che viene dedicata alla pratica sportiva. Qual è il vantaggio? Che gli studenti che conseguono il diploma di programmatore oppure di esperto in economia aziendale all’istituto tecnico Lenoci hanno un titolo che consente loro di diventare arbitro, istruttore delle varie discipline sportive, gestore di una palestra oppure di una società sportiva, creatore di eventi sportivi.

Da settembre questa opportunità continuerà a essere riservata a tutti gli studenti, ma quelli con disabilità avranno una marcia in più. L’istituto tecnico che si trova all’interno del Polivalente di Japigia è l’unico in Italia a essere stato selezionato dal Cip, il Comitato italiano paralimpico, per sperimentare un progetto che ha più obiettivi: creare uno scambio di competenze fra tutti i ragazzi, inclusi i portatori di handicap, valorizzare questi ultimi e offrire loro percorsi di formazione personalizzati, perché condotti dai tecnici del Cip.

Il progetto «La scuola di tutti gli sportivi» viene presentato alle famiglie dei potenziali nuovi iscritti durante le giornate dedicate alle matricole.

Spiega il preside Cataldo Olivieri: «Attraverso questa iniziativa, si intende approfondire la pratica e la conoscenza delle discipline sportive paralimpiche con percorsi educativi, formativi, didattici, culturali e sociali. Da anni il Lenoci ha un progetto di orientamento sportivo che coinvolge gli studenti degli indirizzi Amministrazione, finanza e marketing e Informatico aziendale in più discipline sportive, praticate negli impianti di cui la scuola dispone. L’intesa con il Comitato paralimpico completa quel progetto e rappresenta una nuova pagina nella qualificazione della nostra offerta formativa. Il progetto guarda a un obiettivo centrale: fare dell’integrazione a scuola non solo una dichiarazione di intenti ma un’esperienza concreta e quotidiana. Nelle attività educativo-didattiche che realizzeremo a partire da settembre, i ragazzi con disabilità diventeranno una risorsa preziosa, capace di favorire un cambio culturale, un diverso approccio alla vita da parte di tutti i loro compagni».

Aggiunge il delegato provinciale del Cip, Francesco Manfredi: «In una società che cambia, in cui le persone con disabilità trovano sempre più un proprio spazio dignitoso nel mondo del lavoro, dello sport e dello spettacolo è di fondamentale importanza il ruolo della scuola nell’aprire nuovi percorsi. La disabilità sta entrando con più naturalezza nelle nostre case anche attraverso i media: basti pensare a Bebe Vio, campionessa paralimpica mondiale di fioretto individuale, e Luca Mazzone e Alex Zanardi, medaglie d’oro di paraciclismo internazionale, esempi che, grazie alla televisione, sono entrati a far parte della nostra quotidianità. Il mondo dello sport e il Cip sono un mezzo per far conoscere le vite delle persone con disabilità, non solo fisica ma anche sensoriale, intellettiva e relazionale. In una società che cambia ma che poco conosce, è importante il ruolo della scuola e in quest’ottica l’intesa del Cip con l’istituto Lenoci rappresenta un passo molto importante che potrà essere da esempio e fare da apripista per iniziative simili in altre scuole d’Italia».

Insomma, gli studenti con disabilità che amano lo sport avranno l’occasione di trasformare questa passione in un lavoro, indispensabile per conquistare l’autonomia.

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