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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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«L'arroganza sin qui dimostrata dalla Regione Puglia - scrivono i sindacati - non è più tollerabile»

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BARI - «Si ribadisce la totale mancanza del coinvolgimento delle organizzazioni sindacali per la definizione dei criteri identificativi e del fabbisogno di personale dell’ospedale in Fiera": è un passaggio del documento trasmesso dai sindacati Uil Fpl, Fp Cgil medici, Cisl medici, Fvm, Fesmed, Fassid, Cimo, Anpo-Ascoti-Fials medici, Anaao e Aaroi-Emac alla Regione Puglia con il quale è stato declinato l’invito alla riunione che si sarebbe dovuta tenere oggi pomeriggio in merito all’attivazione dell’ospedale Covid in Fiera del Levante a Bari. "L'arroganza sin qui dimostrata dalla Regione Puglia - scrivono i sindacati - non è più tollerabile». I sindacati «stigmatizzano la decisione unilaterale dell’avvio e organizzazione della struttura emergenziale sottolineandone e rimarcandone la totale assunzione delle relative responsabilità organizzative da parte della Regione Puglia».

I sindacati chiedono, inoltre, di sapere con «estrema urgenza» come si «intenda procedere all’avvio» e i "criteri di scelta del personale coinvolto». Lamentano, inoltre, la «mancata trasmissione dei dati completi su sicurezza del personale e degli utenti; dotazioni organiche effettive; residuo di dotazione organica rimanente lì dove quota parte della stessa viene trasferita in Fiera; modalità di acquisizione degli organici che risultino carenti in relazione alla normativa sui livelli essenziali organizzativi». Infine, ricordano che "l'attivazione/organizzazione di un ospedale spetta all’azienda/Regione, ma sulle scelte che riguardano il personale è obbligatoria la contrattazione in sede decentrata e, ad oggi, questo non è assolutamente avvenuto». 

Sono 106 i posti letto che il Policlinico di Bari e la Regione Puglia hanno programmato di attivare inizialmente nell’ospedale Covid in Fiera del Levante, di questi 14 sono di terapia intensiva. E’ quanto si legge nel report che la Regione ha trasmesso questa mattina ai sindacati. Complessivamente, stando al Piano, i medici che lavoreranno nella struttura saranno 70 (9 per la terapia intensiva), 156 gli infermieri, 50 gli Oss, 38 gli ausiliari. «Tutti i posti letto di area medica organizzati ad «alta intensità» di cura - si legge nella relazione - permetteranno di trattare meglio i malati Covid. Il lavoro medico ed infermieristico e di assistenza è notevolmente facilitato per la presenza per ogni posto letto di telemetria (visibile all’interno ed all’esterno del modulo), di respiratori e, presenza nel modulo, di ECG, rx portatile, ecografo e POCT (emogas e emocromo)». Oltre alla Terapia intensiva è prevista l’attivazione della Subintensiva pneumologica e Area medica e nefrologia e dialisi. A regime, «i posti letto di Area medica - è scritto ancora - saranno gestiti da: 37 medici, 72 infermieri, 24 OSS (6 per ogni modulo) e 24 ausiliari (6 per ogni modulo). Sarà garantita la presenza di 0,6 medici per posto letto, 1.2 infermiere per posto letto e 0,75 per posto letto di personale di supporto. Tale dotazione organica genera circa 357 minuti di assistenza sanitaria (infermiere ed OSS) per paziente/die». I posti letto di subintensiva pneumologica «saranno gestiti da 18 medici, 48 infermieri, 12 OSS (6 per ogni modulo) e 12 ausiliari (6 per ogni modulo). Sarà garantita la presenza di 0,6 medici per posto letto, 1,7 infermieri per posto letto e 1.2 per posto letto di personale di supporto. Tale dotazione di personale dedicato genera circa 510 minuti di assistenza sanitaria (infermiere ed OSS) per paziente/die». Infine, «a regime i posti letto di Terapia Intensiva Covid saranno gestiti da 9 medici, 45 infermieri, 6 OSS e 6 ausiliari. Sarà garantita la presenza di 0,6 medici per posto letto, 3.2 infermieri per posto letto e 0,9 per posto letto di personale di supporto. Tale dotazione organica genera circa 870 minuti di assistenza sanitaria (infermiere ed OSS) per paziente/die».

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