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Emergenza contagi

Corato, focolai Covid nelle Rsa cittadine. Il sindaco: «Abbiamo bisogno di personale»

Finora otto morti e 118 contagi in quattro strutture per anziani: potrebbe peggiorare. preoccupazione da parte delle famiglie

Covid 19, focolai nelle Rsa: oltre 100 contagi in 4 residenze per anziani nel Barese

CORATO - Otto morti e 118 contagiati. Si aggrava il bilancio dei focolai Covid che si sono sviluppati nelle Rssa della città. La situazione più seria è quella di «Casa Alberta» nella quale si contano ben 7 degli 8 decessi complessivi. Quasi tutti gli ospiti sono attualmente positivi (50 su 59), 7 sono invece negativi mentre altri 2 sono ancora in attesa di essere sottoposti al tampone.

Nella struttura sono stati registrati anche 20 casi di positività tra i 55 operatori in servizio nei giorni scorsi.

Molto seria anche la situazione nella Rssa «Regeneration Home» dove si è già verificato un decesso e 31 dei 35 anziani presenti sono stati contagiati. Sono invece 15 i positivi accertati tra il personale. Negli ultimi giorni il virus sta iniziando a farsi strada anche in altre strutture della città. È infatti stato verificato un caso di positività tra gli operatori della cooperativa sociale «Rosiba onlus», nella quale 8 ospiti sono in attesa di conoscere l’esito del tampone. C’è un positivo anche tra il personale della Rssa «Dono di speranza».

Quello che è stato ribattezzato da molti osservatori «il caso Corato» desta comunque una grande preoccupazione. Innanzitutto nelle famiglie degli anziani, alcune delle quali hanno chiesto di conoscere in maniera più dettagliata lo stato di salute dei propri congiunti.

A questo proposito il sindaco, Corrado De Benedittis, ha fatto sapere che «l’amministrazione comunale è più che mai vicina alle famiglie degli ospiti delle Rssa segnate dalla emergenza sanitaria. Nel pieno rispetto delle norme sulla privacy, sono quotidianamente impegnato dalle famiglie che lo richiedono a favorire una corretta informazione sullo stato di salute dei loro congiunti».

Infine l’appello urgente del primo cittadino di Corato: «Se ci sono infermieri e operatori sociosanitari disponibili a lavorare con pazienti affetti da Covid-19, sono pregati di contattarmi». In città insomma c’è fibrillazione non solo tra le famiglie degli ospiti delle case protette ma anche a livello istituzionale per il timore di non disporre di un numero sufficiente di professionisti in grado di gestire l’emergenza sanitaria in atto.

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