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Davanti al portone, sul ballatoio, per le scale. Persone in attesa di sottoporsi al tampone che di questi tempi non può che essere per Covid-19. Una pratica quotidiana, purtroppo, in tempi di escalation dei contagi, e che preoccupa non poco i condomini che vivono al civico 12 di via Quintino Sella, lì dove opera anche lo storico laboratorio di analisi Di Tonno. «Qui rischiamo il contagio», lamentano soprattutto dalla scorsa estate con l’aumento dei casi e dei tamponi. «Non correte alcun pericolo», è la replica del laboratorio. Il virus, insomma, sembra avere deteriorato i rapporti di buon vicinato.

«Risulta che i vostri pazienti, prima di accedere singolarmente nel vostro laboratorio, stazionano nell’androne condominiale, creando disagi e intralcio agli altri condomini, nonché pericoli di eventuali contagi», per dirla con le parole del legale che ha preso carta e penna in nome e per conto dello stabile. Qui, al primo piano, c’è una parte del laboratorio che si sviluppa sul piano stradale, al civico 14. I residenti del condominio sono quasi tutti anziani.

Anche per questo, temono il viavai di persone potenzialmente positive. Anche per evitare promiscuità con pazienti che devono sottoporsi ad altri tipi di analisi, insomma, proprio per rispettare le norme anti-contagio, chi si sottopone al tampone per verificare se ha contratto il coronavirus, accede dunque al primo piano del laboratorio, lì dove peraltro ci sono personale e laboratori dedicati. Ma il risultato, lamentano i residenti dello stabile, è che i pazienti entrano nel portone, prendono l’ascensore, utilizzano le scale comuni. Potenzialmente positivi che si incrociano con chi vive qui. «Per entrare e uscire siamo costretti a farci largo tra persone con altissima probabilità di essere infettive rispetto a quello che può capitare normalmente andando in giro», sintetizza uno dei condomini che ha scritto al governatore Emiliano, al Comune e anche alla Asl.

Ma dal Laboratorio convenzionato con il Servizio Sanitario e sul mercato da oltre mezzo secolo, sottolineano «la correttezza delle procedure da noi adottate». «Ci atteniamo strettamente alle regole anti covid», premette Maria Adorisio, direttore amministrativo del laboratorio. «Mascherine, accorgimenti, sanificazione due volte al giorno di scale e androne sono alcune delle misure che adottiamo. Tra l’altro, si accede per appuntamenti scaglionati nel corso della giornata, dalle 8 alle 17.

Di conseguenza il flusso è contingentato. Abbiamo a nostra disposizione un nostro ascensore interno che porta direttamente al primo piano, l’androne non si trasforma in una sala d’attesa. Infine, gran parte della nostra attività viene svolta all’esterno con i nostri infermieri specializzati che si recano a domicilio dei pazienti che presentano sintomi sospetti e presso tutte le aziende che, nell’ambito della sicurezza sul lavoro, ci richiedono i tamponi. Da noi non vengono pazienti con sintomi. Abbiamo anche acquistato un macchinario per sanificare tutti gli ambienti. I condomini posso stare davvero tranquilli».

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