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Ambiente

Polignano, in stallo il progetto del resort a Costa Ripagnola

Interrogata dai carabinieri una dirigente regionale (non è indagata) per ricostruire le tappe amministrative della vicenda

BARI - L’autorizzazione per realizzare un resort di lusso nei trulli di Costa Ripagnola, a Polignano a Mare, resta nel limbo. La Regione non ha infatti ancora preso alcuna decisione sull’iter autorizzativo finito nel mirino. Ma l’inchiesta giudiziaria della Procura di Bari va avanti e sembrerebbe esplorare ipotesi più ampie rispetto a quella, più semplice, dei possibili reati ambientali.

I sette trulli fronte mare in uno dei posti più pittoreschi della Puglia, che la Serim vorrebbe trasformare in alloggi per turisti, stanno facendo discutere da mesi. Venerdì scorso il comitato Via, riunito per discutere della richiesta di riesame del Provvedimento autorizzativo unico regionale (Paur) rilasciato a marzo, non ha formalizzato alcuna decisione. I tecnici hanno però condiviso una parte dei dubbi sollevati dalla relazione del capo dipartimento Barbara Valenzano, relativamente alla possibilità che l’autorizzazione «spacchettata» finisca per dare il «la» a una lottizzazione abusiva.

Il progetto originale conteneva infatti anche la previsione di un albergo (da realizzare lato terra, oltre il tracciato della statale 16) e un parco pubblico con relativo parcheggio: tutti elementi che sono spariti sia dal Paur che dal successivo permesso a costruire rilasciato dal Comune di Polignano. La competenza a esprimersi sul progetto da parte del comitato Via della Regione è dovuta all’esistenza di un finanziamento (non ancora erogato) da parte di Puglia Sviluppo per la realizzazione dell’albergo: senza quel finanziamento (senza l’albergo) la competenza sul progetto sarebbe stata del comitato Via della Città metropolitana. E, in più, i trulli sorgono su area agricola: è vero che la proposta della Serim prevede interventi soft (solo ristrutturazione interna dei trulli, passerelle in legno e tettoie), ma si tratta pur sempre di attività alberghiera con 21 posti letto.

Da qui le due ipotesi che il comitato Via dovrà esplorare: l’annullamento del Paur (che farebbe cadere, a cascata, anche il permesso a costruire), o la ripetizione della valutazione di impatto ambientale limitata al resort nei trulli.
Prima di Ferragosto la Procura di Bari aveva fatto acquisire dai carabinieri forestali, nella sede dell’assessorato regionale all’Ambiente e poi negli uffici del Comune di Polignano, tutta la documentazione relativa all’iter autorizzativo del progetto. Il fascicolo, nato dall’esposto presentato dagli ambientalisti, è assegnato al pm Baldo Pisani (che si occupa di reati ambientali) e al procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, che coordina il pool «pubblica amministrazione»: dunque non solo l’ipotesi di una lottizzazione abusiva, ma anche quella di reati da parte degli uffici regionali o comunali.

I documenti acquisiti dovranno essere esaminati - probabilmente da un consulente tecnico - per analizzare la rispondenza dell’iter autorizzativo alle norme di legge. E proprio per saperne di più, i carabinieri forestali hanno ascoltato come testimone (non è indagata) la dirigente della sezione Autorizzazioni ambientali della Regione, Antonietta Riccio, da cui dipende (a interim) anche il servizio Via-Vas. Una lunga audizione, durata parecchie ore, incentrata proprio sull’esame del progetto e dei documenti.

La proposta della Serim ha seguito un iter burocratico lungo e molto complesso, che ha portato a due revisioni progettuali dopo altrettante bocciature. Tra queste, appunto, il «no» al parco pubblico sulla costa (e al relativo parcheggio pubblico, ritenuto troppo impattante in un’area sottoposta a tutela). Nel frattempo, proprio a seguito delle polemiche che si sono scatenate sul resort, la Regione ha avviato l’iter per l’istituzione dell’area protetta «Costa dei trulli», che abbraccerebbe quasi l’intero territorio di Polignano a Mare. Le due iniziative (il resort e il parco naturale) viaggiano su binari paralleli, ma per la seconda serve una legge: il presidente Michele Emiliano vorrebbe farla approvare entro la fine della legislatura. [m.s.]

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