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Polignano, ecco come la Regione ha fatto «saltare» il Parco urbano a Costa Ripagnola

Il Settore del Paesaggio prima ha trovato una intesa su un parcheggio, poi ha ridotto il numero dei posti auto da 270 a 42 «salvando» solo l'investimento privato

Polignano, ecco come la Regione ha fatto «saltare» il Parco urbano a Costa Ripagnola

Il Parco a Costa Ripagnola? Era pubblico, era stato previsto tre anni fa dal Comune di Polignano con costi a carico del privato, ma un ufficio della Regione - il Settore Paesaggio - è riuscito a far naufragare il progetto dopo aver fatto riformulare la proposta di un parcheggio per poi bocciarla.

Il parcheggio della discordia e il Parco saltato

Già, quell'area di sosta «regolare» - a dispetto delle migliaia di auto che ogni settimana inondano la costa - nonostante fosse stata prevista di comune accordo (tra Regione e tutti gli organi di tutela, Soprintendenza compresa) in zona perpendicolare alla complanare, è stato frutto di un ripensamento. In che senso? Dai 360 posti iniziali, il numero di stalli si è ridotto a 270 e, alla fine, dopo aver perso un anno, il settore Paesaggio della Regione lo ha portato a 42 consentendo la sosta solo alle attività alberghiere. Insomma, salvo l'investimento del privato, «a mare» quello dell’interesse pubblico. Un paradosso.

E il Comune, in un atto ufficiale del 15 maggio scorso (il permesso di costruire), scrive a chiare lettere che «il progetto è stato ridimensionato a seguito delle prescrizioni contenuta nel nulla osta rilasciato dalla Sezione tutela d Valorizzazione del Paesaggio della Regione Puglia, decretando - di fatto - la non realizzabilità del Parco urbano previsto nella progettazione originaria». L'area destinata a Parco urbano era di 5 ettari. Un inciso: il nuovo Prg del Comune di Polignano prevede l'area a Parco urbano in tutta il territorio che arriva fino al confine con Monopoli.

Il particolare emerge dall'inchiesta della Redazione on line della «Gazzetta» che ieri ha eseguito un sopralluogo nel tratto compreso tra Cozze e Polignano, a sud di Bari: una splendida zona ad alta valenza naturalistica dove è previsto un progetto di riqualificazione e valorizzazione dell’area che si estende su una superficie di circa 15 ettari.

Le due grotte del neolitico abbandonate

Il progetto (della società Serim), che ha ottenuto le autorizzazioni da parte di Regione e Comune di Polignano, prevede il recupero architettonico di 9 trulli per destinazione turistico alberghiera, nonché la valorizzazione di alcune aree archeologiche e del sistema di vegetazione e ambientale. Non sarà costruito nulla e questo emerge dagli atti ufficiali che abbiamo consultato.
Abbiamo scoperto che in quest’area ci sono due importanti siti archeologici di cui nessuno parla e che nel progetto è previsto il recupero e la valorizzazione. Si tratta di due grotte del neolitico che raccontano una storia che risale fino a 130mila anni fa e che sono oggetto di continue «violenze» da parte di chi trasforma quei siti in luoghi di bivacco, entrando furtivamente nell'area che fino a prova contraria è proprietà privata.

Dopo aver superato l’ingresso di una delle due grotte, detta la Grotta del Guardiano, ci imbattiamo in una brace usata, in uno sgabello, nonchè in una serie di rifiuti e un contenitore: tipici indizi di un luogo di bivacco. Questa grotta dovrebbe far parte del nostro patrimonio archeologico e invece, chi abusivamente si intrufola nell'area, saccheggia questo sito.

Lo scempio dei vandali sugli scogli

Ma non è tutto. Sugli scogli c'è chi ha realizzato una piazzetta con tanto di zona d'ombra e panchina con cemento e piastrelle: alla faccia dell'interesse alla salvaguardia dell'ambiente. Anche l'altro sito archeologico, la Grotta dei ladroni, è un esempio di degrado e vandalismo. 

Le sorprese non finiscono qui. Abbiamo visto in che condizioni sono i trulli: le immagini documentano in maniera abbastanza chiara lo stato in cui si trovano. In parte sono crollati, e all’interno vengono utilizzati come discarica o addirittura come deposito. Lasciarli così a chi gioverebbe? E intanto mentre qualcuno chiede il rispetto della natura, ecco come risponde qualcun altro: con ammassi di rifiuti sugli scogli addirittura all'ingresso di quello che si vorrebbe far diventare un Parco. È questo il tipo di rispetto invocato? 

L'altro progetto del resort bocciato a Ripagnola

Ma nella zona di Costa Ripagnola c'è un altro progetto che allo stato è bloccato e riguarda la realizzazione di un resort da parte del Gruppo Andidero e della società Giada. In questo caso era previsto un grande albergo e circa 250 ville nell’area a monte della statale 16, in cambio della realizzazione di un parco pubblico sulla linea del mare. Dopo l'approvazione del nuovo Prg del Comune di Polignano, però, la situazione è cambiata perchè è intervenuto il vincolo e la Regione non ha approvato il bonus inizialmente concesso dal municipio operando quasi un dimezzamento e sancendo l'inedificabilità sul lato mare.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/966389/polignano-stop-al-parco-dei-trulli-impossibile-costruire-le-villette.html

Contro tale provvedimento - approvato anche dalla Regione - le imprese hano proposto ricorso al Tar che ha però respinto la sospensiva oltre un anno fa. Allo stato, quindi, le imprese potrebbero solo valorizzare i trulli per i quali è previsto dal Prg il cambio di destinazione d'uso. Ma l'iter è ancora in alto mare perchè in questo caso mancano le autorizzazioni.

Quello di Parco dei Trulli era il terzo tentativo di costruire nell’area di Costa Ripagnola. Nel 2000 ci fu l’accordo di programma Agape (mai attuato), nel 2010 una seconda proposta in cui era compreso anche un enorme campo da golf (bocciato dalla Regione nel 2013). L’ultimo progetto aveva tentato di aggirare i vincoli cedendo al Comune un’area di circa 10 ettari dove sarebbe sorto un parco pubblico attrezzato: ma in quell’area esistono cale e grotte che non si possono toccare.

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