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Il caso Costa Ripagnola

Polignano, ecco la natura da difendere: grotte bivacco, trulli discarica e cemento sugli scogli

Tutti vogliono il Parco: peccato che un parere del Paesaggio della Regione ha fatto sì che il Parco Urbano previsto nel progetto non venisse più realizzato per aver ridotto da 270 a 42 i posti auto

Siamo tra Cozze e Polignano, a sud di Bari, nel tratto chiamato Costa Ripagnola. Come si vede, una una splendida zona ad alta valenza naturalistica: qui è previsto un progetto di riqualificazione e valorizzazione dell’area che si estende su una superficie di circa 15 ettari.

Il progetto (della società Serim), che ha ottenuto le autorizzazioni da parte di Regione e Comune di Polignano prevede il recupero architettonico di nove trulli per destinazione turistico alberghiera, nonché la valorizzazione di alcune aree archeologiche e del sistema vegetazione e ambientale. Non sarà costruito nulla e questo emerge dagli atti che siamo riusciti a recuperare.

Su questa area si sono recentemente accesi i riflettori di chi chiede a gran voce di lasciarla così com’è e di voler istituire un Parco.

Abbiamo deciso di fare un sopralluogo per renderci conto dello stato dei luoghi, dopo aver dato un’occhiata anche agli atti che ricostruiscono la vicende. Abbiamo scoperto che in quest’area ci sono due importanti siti archeologici di cui nessuno parla e che nel progetto è previsto il recupero e la valorizzazione. Si tratta di due grotte del neolitico che raccontano una storia che risale fino a 130mila anni fa.

Ecco cosa abbiamo scoperto in queste grotte che in un altro luogo sarebbero state tutelate a dovere.

Dopo aver superato l’ingresso di una delle due Grotte, detta la Grotta del Guardiano, ci imbattiamo in una brace usata, in uno sgabello, nonchè in una serie di rifiuti e un contenitore: tipici indizi per luogo di bivacco. Questa grotta dovrebbe far parte del nostro patrimonio archeologico e invece chi abusivamente si intrufola nell'area saccheggia questo sito.

Ma non è tutto. Sugli scogli c'è chi ha realizzato una piazzetta con tanto di zona d'ombra e panchina con cemento e piastrelle: alla faccia dell'interesse alla salvaguardia dell'ambiente. Anche l'altro sito archeologico, la Grotta dei ladroni, è un esempio di degrado e vandalismo. 

Ma le sorprese non finiscono qui. In questi giorni sta montando la protesta di chi chiede l’istituzione a gran voce di un Parco. Peccato però che il progetto originario prevedeva un Parco urbano ma le obiezioni della Regione - settore Paesaggio - per un parcheggio (passato dagli originari 470 posti 270 e per finire ai 42) ha di fatto decretato – come si legge in un documento ufficiale del Comune di Polignano  – la non realizzabilità. Insomma un vero e proprio paradosso perché con il suo parere la Regione ha di fatto concesso un parcheggio al privato (legittimamente), ma ha penalizzato l'opera pubblica.

Non è tutto. Abbiamo visto in che condizioni sono i trulli: le immagini documentano in maniera abbastanza chiara lo stato in cui si trovano. In parte sono crollati, e all’interno vengono utilizzati come discarica o addirittura come deposito. Lasciarli così a chi gioverebbe?

Leggendo le carte sono arrivate le risposte anche ad alcuni interrogativi, per esempio sui servizi igienici: esattamente come accade ovunque in posti in cui non c'è (perchè non può arrivare) la fogna e cioè con le vasche imhoff.

Dunque in questa zona era previsto un parco da 22 anni, ora che c’era una possibilità, tutto ciò è stato vanificato. E intanto mentre qualcuno chiede il rispetto della natura, ecco come risponde qualcun altro: con ammassi di rifiuti sugli scogli addirittura all'ingresso di quello che si vorrebbe far diventare un Parco. E’ questo il tipo di rispetto invocato?

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Commenti all'articolo

  • Raziel

    07 Luglio 2019 - 16:04

    Tutto questo grazie ai molteplici incivili selvaggi baresi che si riversano ogni fine settimane sulle nostre coste. Se si vogliono preservare le nostre coste basta mettere un divieto di accesso ai baresi e agli abitanti delle sue zone limitrofe.

    Rispondi

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