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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Il progetto

Bari, le donne del Libertà cucinano per migranti e senzatetto

Oltre a Bari Social Cooking c'è anche l'iniziativa Adotta un nonno, per prendersi cura degli anziani soli

Bari, le donne del Libertà cucinano per migranti e senzatetto

Il Libertà è il quartiere dei baresi e dei migranti, dei conflitti, a volte della paura. Ma è anche il quartiere degli abbracci, delle mani tese per aiutare il vicino di casa soprattutto se ha i capelli bianchi e il volto segnato dalle rughe. È il quartiere della scoperta, del piacere di incontrare e conoscere i nuovi cittadini, dove l'amicizia nasce anche intorno a una tavola che ha i colori, i profumi, i sapori della tradizione, di quella barese e di quella dei Paesi del mondo.


Abitano al Libertà le donne che hanno deciso di costruire una comunità accogliente e solidale: sono pronte a offrire tempo, competenze e sorrisi sia agli anziani e sia a chi è sbarcato sulle nostre coste con il sogno di rifarsi una vita.
Sono una decina le signore del Libertà che hanno sposato due progetti promossi dall'assessorato al Welfare. Il primo si chiama «Bari social cooking» e ruota intorno ai fornelli: l'obiettivo è quello di attivare strategie condivise di sostegno e di integrazione interculturale in un territorio nel quale la scorsa estate è arrivato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, invitato dal movimento «Riprendiamoci il futuro» per fermare i clandestini. Le donne che hanno come punto di riferimento il Centro servizi per le famiglie vanno a cucinare nelle comunità residenziali, nei dormitori e nelle mense sociali insieme ai migranti. Un servizio volontario e itinerante che sa di buono.


Spiega l'assessore al Welfare, Francesca Bottalico: «È una iniziativa che si aggiunge al programma di attività di educazione alimentare e di lotta contro lo spreco che stiamo promuovendo in tutta la città. Solidarietà, mutuo aiuto, cittadinanza attiva fanno da sfondo a questa sperimentazione che trae la sua forza dall'impegno volontario delle donne, le stesse donne di un quartiere, il Libertà, dove qualche mese fa è stata promossa una raccolta firme per allontanare i migranti».
Le attività sono partite da Area 51 e coinvolgeranno l'intero territorio urbano. «L'auspicio - dice l'assessore - è che tale esperienza possa trasformarsi in un'opportunità di inserimento lavorativo per le donne coinvolte, attraverso, per esempio, la creazione di un'impresa di catering solidale».


Prende il nome di «Adotta un nonno» il secondo progetto rivolto alla terza età e agli anziani soli, che sta per partire a giorni. Un modo per prevenire la solitudine e il disagio. Protagoniste, ancora una volta, dieci donne che frequentano il Centro servizi per le famiglie del Libertà, gestito dalla cooperativa Aliante. Compagnia, ascolto, attenzione, cura e accompagnamento dal medico come pure nei centri di aggregazione sono alcune delle azioni che saranno realizzate in risposta alle richieste, ai bisogni e alla storia di ciascun anziano, segnalato dai servizi socio-educativi. L'iniziativa si avvale della collaborazione dell’associazione di volontariato per i diritti degli anziani Ada.
Le donne del quartiere, in base alle loro disponibilità, trascorreranno qualche ora con i nonni, un supporto per svolgere commissioni, fare la spesa oppure acquistare i medicinali. Le donne si sono offerte inoltre di prestare un servizio taxi per raggiungere il Centro servizi per le famiglie e la sede dell’Ada, dove saranno organizzate una serie di attività. Nella struttura comunale gli anziani saranno impegnati nei laboratori creativi e manuali, ma anche teatrali, di cucina tradizionale, di scacchi, di inglese, di informatica e di risveglio muscolare, questi ultimi incentrati sulla ginnastica dolce, sull’aerobica e sui balli popolari. I nonni potranno anche partecipare a cineforum, eventi, feste, presentazioni di libri o uscite in città. Per loro sarà attivato un servizio di consulenza psicologica.


Nella sede dell’Ada, invece, sarà creato uno sportello di orientamento, con percorsi pure di tipo legale. Gli anziani potranno essere accompagnati in caso di condizioni di non autosufficienza, potranno partecipare agli incontri tematici sui problemi causati dal caldo, sulla prevenzione di truffe e raggiri, su fisco e previdenza oppure partecipare ad incontri con i dentisti, i dermatologi o con i medici esperti di malattie legate all’avanzamento dell’età. L’associazione, inoltre, offrirà la possibilità di mettersi alla prova nel laboratorio di giornalismo e nella redazione di un giornale periodico.


«La rete del Welfare cittadino, costruita in questi ultimi anni, è cresciuta molto – commenta l’assessore Bottalico - così come il desiderio di contribuire al miglioramento della qualità della vita di tante persone che hanno ancora molto da offrire, ma che spesso si sentono ai margini. L’idea di questo progetto, come tanti altri portati avanti dall’assessorato in favore della terza età, è nata proprio per far sì che le persone anziane vivano questa fase della loro vita con maggiore serenità e soprattutto con la consapevolezza di poter godere ancora di momenti di svago e benessere. Credo sia un modo utile per permettere loro di uscire dall’isolamento in cui in tanti purtroppo si ritrovano e, allo stesso tempo, di sentirsi più vivi, attraverso l’incontro con i coetanei oppure con donne e uomini di generazioni diverse. In seguito è previsto l’avvio delle prime sperimentazioni dei Cantieri della terza età, l’emporio sociale e le Case sociali per la terza età dove gli anziani soli potranno provare l'esperienza della convivenza, evitando di restare isolati nella propria dimora o di essere ricoverati nelle strutture tradizionali».

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