Giuseppe Caso per cominciare a recuperare la qualità. La manovra del Bari non decolla e negli ultimi metri la mediocrità è evidente. Una lacuna sottolineata dai numeri che inchiodano l’attacco biancorosso come il penultimo della B (appena 16 le reti realizzate, peggio solo il Mantova con 15), ma anche dal tecnico Vivarini che ha sottolineato la necessità di alzare il livello in fase realizzativa.
CASO SEMPRE PIU’ VICINO, PIACE KOUDA - Una missione ardua da compiere nel mercato invernale: il 27enne esterno in uscita dal Modena rappresenta al momento una delle occasioni alla portata. L’accordo è virtualmente raggiunto: il calciatore di Torre Annunziata dovrebbe arrivare in Puglia con la formula del prestito con diritto di riscatto. Caso potrà aggiungere senz’altro rapidità, imprevedibilità e irriverenza ai Galletti: non a caso, l’abilità nell’uno contro uno è una delle sue peculiarità. Tuttavia, dovrà integrarsi subito nel nuovo contesto: nell’attuale campionato, infatti, ha disputato appena 16’ con la maglia degli emiliani. Ben 30, invece, le presenze nello scorso torneo con cinque reti, così come fondamentale si era rivelato nella cavalcata in A del Frosinone del 2023, realizzando nove gol e rivelandosi una delle principali fonti di gioco ciociare. Nel 3-4-2-1 di Vivarini dovrebbe agire con ogni probabilità tra i due trequartisti, con licenza di allargarsi sulla prediletta corsia sinistra.
Tuttavia, il club pugliese guarda anche altri profili per alzare l’asticella della fantasia. Piace, infatti, Rachid Kouda, 23enne originario di Cantù, di proprietà del Parma, ma in forza allo Spezia. Nel match d’andata con i Galletti, segnò la rete del pari ligure (finì 1-1 dopo il vantaggio barese di Gytkjaer), ma rimediò anche l’espulsione nel corso del primo tempo. Centrocampista offensivo rapido e potente, può all’occorrenza agire anche da mezzala.
IL FLOP DEI BIG - La strategia di mercato biancorossa ha una ragione ben precisa che risiede nel clamoroso fallimento di tutti gli uomini deputati a garantire tecnica, raccordo con l’attacco, personalità ed efficacia nelle soluzioni. Un folto gruppo che è mancato in blocco. Nel 4-3-3 immaginato da Fabio Caserta, infatti, la batteria degli esterni era composta sulla carta da Giuseppe Sibilli, Anthony Partipilo, Mirko Antonucci, Gaston Pereiro ed Emanuele Rao. Quest’ultimo, in realtà, è il meno «colpevole»: pur non avendo collezionato assist e gol nei 403’ spalmati su 13 presenze, quantomeno ha provato puntualmente a conferire iniziative e velocità con la freschezza dei suoi 19 anni. Non è certo sulle sue spalle che doveva gravare il peso di responsabilità destinate a ben altri interpreti. Giuseppe Sibilli è uscito di scena dopo appena cinque gettoni e 365’ in campo, senza gol e passaggi vincenti: la squalifica rimediata per le scommesse effettuate sul calcio lo terrà fuori fino a fine stagione. Non a caso, è già stato tagliato dalla rosa barese e posto al minimo salariale. Undici, invece, le presenze di Partipilo, ma in 393’ il 31enne del quartiere San Girolamo ha collezionato soltanto prove insufficienti. Il ritorno nella sua città natale inseguito per un’intera carriera si è rivelato amarissimo: ora è tra i principali indiziati alla cessione e il suo destino è in discussione con il Parma che ne detiene il cartellino. Potrebbe salutare pure Mirko Antonucci: 13 gettoni, 516’ disputati, ma un eloquente zero alla voce gol e assist. Il 26enne di proprietà dello Spezia non ha convinto in alcun ruolo: è stato provato da esterno offensivo, trequartista, seconda punta o laterale a tutta fascia, ma mai ha offerto una prestazione degna di nota. Potrebbe rientrare al club ligure e partire per altri lidi. Si sta concludendo nel peggiore dei modi anche l’avventura di Gaston Pereiro: l’uruguaiano acquistato proprio un anno fa con grandi aspettative aveva già deluso nella seconda parte dello scorso torneo. In estate, invece, prima è sfumata la sua partenza, poi non ha sfruttato la chance di recuperare posizioni nelle gerarchie dopo la squalifica di Sibilli. I suoi numeri sono eloquenti: due apparizioni, 22’ in campo privi di guizzi.
UNO SCATTO D’ORGOGLIO - Qualche timido segnale in più è arrivato dagli altri due interpreti deputati a conferire qualità. Ovvero, Gaetano Castrovilli e Nicola Bellomo: il campione in cerca di se stesso e il barese purosangue forse all’ultimo valzer con la maglia del cuore. 16 le presenze di Castrovilli con un gol, inutile, messo a segno contro il Frosinone (vittorioso 2-1 al San Nicola), mentre 1.007 sono i minuti giocati. Dopo qualche bagliore iniziale che ne ha confermato la classe cristallina, tuttavia, anche il fantasista di Minervino Murge si è appiattito perdendo spunti e smalto. Qualcuno sussurra che sia anche rimasto fortemente turbato dai vergognosi attacchi social subiti dalla moglie Rachele Risaliti, e stesse persino contemplando l’addio. Tuttavia, al momento prevale l’impressione che l’ex azzurro campione d’Europa nel 2021voglia restare per vincere la sua sfida. Appena quattro spezzoni e 51’ per Bellomo che ha trovato il gol su rigore nel match perso in casa contro il Catanzaro. Il dinamismo non è più quello di un tempo, la condizione non è brillante. Eppure, nel momento più delicato, la sua vita in biancorosso può rappresentare comunque un valore da non accantonare.















