Venerdì 23 Luglio 2021 | 17:06

NEWS DALLA SEZIONE

L'analisi
Mattarella, i suoi primi 80 anni e la partita quirinale

Mattarella, i suoi primi 80 anni e la partita quirinale

 
Il commento
Le notti magiche seduti sul divano di casa

Le notti magiche seduti sul divano di casa

 
La riflessione
Lo Stato dice ai giovani del Sud «Dovete emigrare»

Lo Stato dice ai giovani del Sud «Dovete emigrare»

 
il punto
Quell’inferno cantieri sulla via delle vacanze

Quell’inferno cantieri sulla via delle vacanze

 
l'approfondimento
Dobbiamo attrezzarci per una vita da precari

Dobbiamo attrezzarci per una vita da precari

 
l'approfondimento
La compagnia che marcia verso il Quirinale. Come in un libro di Tolkien

La compagnia che marcia verso il Quirinale. Come in un libro di Tolkien

 
il punto
Cambiare tv, una botta a indigenti e pensionati

Cambiare tv, una botta a indigenti e pensionati

 
Il caso
Il mondo in un display sconnesso dalla realtà

Il mondo in un display sconnesso dalla realtà

 
il punto
La lotta alla pandemia e la salvezza della specie

La lotta alla pandemia e la salvezza della specie

 
il punto
Tanti teatri silenziosi un’offesa agli antenati

Tanti teatri silenziosi un’offesa agli antenati

 
L'editoriale
Quella «cultura» che cancella l’Odissea, Mozart e Colombo

Quella «cultura» che cancella l’Odissea, Mozart e Colombo

 

Il Biancorosso

serie c
Calcio: Bari, ritiro con allenamenti individuali

Calcio: Bari, ritiro con allenamenti individuali

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoIl siderurgico
Ex Ilva, cassa Covid di 13 settimane per massimo 3.500 addetti. Usb: «Mancanza di prospettiva»

Ex Ilva, cassa Covid di 13 settimane per massimo 3.500 addetti. Usb: «Mancanza di prospettiva»

 
BariIl caso
Mafia ed estorsioni a Bari, confermate 22 condanne al clan Capriati

Mafia ed estorsioni a Bari, confermate 22 condanne al clan Capriati

 
PotenzaIl caso
Potenza, truffe on line: nove denunciati, hanno preso 12 mila euro

Potenza, truffe on line: nove denunciati, hanno preso 12 mila euro

 
Foggiala polemica
Foggia, non ancora attivati presidi medici nelle località turistiche

Foggia, non ancora attivati presidi medici nelle località turistiche

 
Cinema e Spettacolimusica
Nando Popu nell'ultimo lavoro del cantautore  Martix

Nando Popu nell'ultimo lavoro del cantautore Martix

 
PotenzaEffettuate 5.800 vaccinazioni
Covid: in Basilicata 18 positivi su 611 tamponi esaminati

Covid: in Basilicata 18 positivi su 611 tamponi esaminati

 
HomeBrutale aggressione
Latiano, intera famiglia aggredita in piazza: tre arresti

Latiano, intera famiglia aggredita in piazza: tre arresti

 

i più letti

L'analisi

La variante impazzita fra Beppe e Giuseppe

Due personaggi più distanti fra loro di Giuseppe Conte da Volturara Appula e Beppe Grillo da Genova sarebbe difficile trovarli anche in una commedia di Oscar Wilde

La variante impazzita fra Beppe e Giuseppe

Uno calmo e compassato, l’altro istrionico e facile all’ira. Uno a suo agio nel Palazzo, l’altro nella piazza. Si erano tanto amati e ora si sono tanto armati. L’uno contro l’altro.
Due personaggi più distanti fra loro di Giuseppe Conte da Volturara Appula e Beppe Grillo da Genova sarebbe difficile trovarli anche in una commedia di Oscar Wilde. Ma proprio a questa polarità irriducibile è appeso, in una sorta di apnea politica, il futuro del Movimento 5 Stelle.
Qui le chiavi interpretative sono diverse. Si può scegliere la via personale, quella che suggerisce un irrigidimento di Conte sulle proprie posizioni e un colpire di coda di Grillo per evitare un pensionamento anticipato e tenere le mani sulla creatura che, anni fa, battezzò a colpi di vaffa. Effettivamente sono molti gli indizi che suggeriscono la bontà di questa interpretazione a cominciare dal tranello renziano che licenziò l’avvocato da Palazzo Chigi, un precedente al veleno che avrà convinto Conte a non galleggiare mai più in vita sua, ma solo a blindarsi qualunque sia l’avventura da affrontare. D’altra parte, Grillo ha esplicitato le sue intenzioni senza troppi fronzoli: «Non esiste che non abbia voce in capitolo».

Appunto. Sembra una di quelle favole in cui la regina madre non ci sta a lasciare i riflettori alla principessa in procinto di essere incoronata.
In tempi di crisi economica e di varianti Delta, tutta la faccenda appare molto poco interessante. C’è da dire che solo i partiti italiani hanno la capacità straordinaria di aprire duelli rusticani proprio nei frangenti in cui alla cittadinanza interessa tutto tranne che le beghe interne ai diversi movimenti. Ma tant’è. E allora forse, visto che ci siamo, conviene nobilitare un po’ la faccenda, magari armandosi di una prospettiva politica più che individuale. Lo scrivemmo in tempi non sospetti: Conte ha il passo del premier, il phisique du role dell’incravattato che governa la nave in piena tempesta con piglio rassicurante. Quindi Beppe Grillo non sbaglia quando accusa l’amico-nemico di aver trasformato lo Statuto pentastellato «in una roba da avvocati».

Probabilmente, Conte potrebbe trasformare l’intero Movimento in una roba da avvocati con molte regole, tanto buon senso e poco sangue. D’altra parte, Grillo - che di sangue ne ha e ne sparge - ha un grosso conto in sospeso con la storia recente. In principio furono i vaffa, poi l’opposizione irriducibile, poi il governo con la Lega, poi la svolta europeista e l’intesa col Pd e ancora l’ingresso nell’esecutivo di Draghi, impreziosito da una valanga di espulsioni e da un tragicomico balletto vengo-non vengo. Ognuna di queste giravolte è stata benedetta dall’Elevato. Ora, Conte sconterà pure il difetto di «non essere un visionario» (sempre Grillo dixit) ma la visione, questo è il punto, nessuno sa più quale sia. L’ultimo sussulto ideale era stato affidato ai fasti della transizione verde con tanto di ministero dedicato. Trombe, fanfare, annunci roboanti ma pochi risultati concreti. Lo stesso fondatore ha lasciato trapelare insoddisfazione per l’operato del povero ministro Roberto Cingolani al quale, però, andrebbe concesso quantomeno il beneficio del dubbio: è lui che non funziona o è forse la transizione a essere un spot più che una rivoluzione?

Il problema, dunque, è ideale prima ancora che personale. Sia che Conte riesca ad agguantare il M5S o che Grillo s’imponga per una forzata diarchia, il Movimento s’è preso una brutta malattia, la peggiore possibile a quelle latitudini: la crisi di identità. Di fatto, una «variante Delta» della politica per la quale, ahiloro, non esistono nemmeno vaccini.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie