Venerdì 20 Settembre 2019 | 01:19

NEWS DALLA SEZIONE

L'analisi
Dalle tv ai giornali, i «pirati» fanno strage

Dalle tv ai giornali, i «pirati» fanno strage

 
Economia
L'autunno caldo delle tasche degli italiani

L'autunno caldo delle tasche degli italiani

 
L'analisi
L'assedio dei clan alle curve

L'assedio dei clan alle curve

 
L'editoriale
L'effetto proporzionale ha scatenato l'ex premier

L'effetto proporzionale ha scatenato l'ex premier

 
Il punto
Maggioranza e opposizione tra presente e futuro

Maggioranza e opposizione tra presente e futuro

 
L'analisi
Occasione Sud dopo il freno all’autonomia differenziata

Occasione Sud dopo il freno all’autonomia differenziata

 
L'analisi
Lo stile di vita europeo tra un danese e un pugliese

Lo stile di vita europeo tra un danese e un pugliese

 
Il punto
Dov’è il fantasma stramilionario

Dov’è il fantasma stramilionario

 
L'editoriale
Ora il sud si muove e reagisce ai danni

Ora il Sud si muove e reagisce ai danni

 
L'editoriale
Stabilità o crescita? Il compromesso Italia-Europa

Stabilità o crescita? Il compromesso Italia-Europa

 
L'analisi
Clausole di salvaguardia un’imposizione europea

Clausole di salvaguardia un’imposizione europea

 

Il Biancorosso

Serie C
Il Bari si dà una mossa: mini-ciclo per la svolta

Il Bari si dà una mossa: mini-ciclo per la svolta

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceNel Salento
Nardò, rubava da negozio di elettronica insieme alla figlia di 8 anni: arrestato

Nardò, rubava da negozio di elettronica insieme alla figlia di 8 anni: arrestato

 
TarantoNel tarantino
Martina Franca, asinelli incatenati e feriti: denunciato allevatore

Martina Franca, asinelli incatenati e feriti: denunciato allevatore

 
PotenzaSul raccordo Potenza-Sicignano
Furgone portavalori si schianta sul guardrail nel Potentino: un ferito

Furgone portavalori si schianta sul guardrail nel Potentino: un ferito

 
MateraTentato omicidio
Matera, lite per le spese del picnic, 31enne accoltella cognato: arrestato

Matera, lite per le spese del picnic, 31enne accoltella cognato: arrestato

 
BatLa proposta
Barletta, un'app sui cellulari per segnalare i cattivi odori

Barletta, un'app sui cellulari per segnalare i cattivi odori

 
Foggianel foggiano
Cerignola, polizia scopre autorimessa centrale del riciclaggio: 3 arresti

Cerignola, polizia scopre autorimessa centrale del riciclaggio: 3 arresti

 
BrindisiNel Brindisino
Villa Castelli, il paese festeggia la prima unione civile

Villa Castelli, il paese festeggia la prima unione civile

 

i più letti

La riflessione

Da bruco a farfalla così è cambiato Conte

In questa metamorfosi, gioca un ruolo non irrilevante l’apprezzamento della gente

Il premier Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

C’è stato un tempo in cui Giuseppe Conte da Volturara Appula era il vice dei suoi vice. I tribuni della plebe, Salvini e Di Maio, firmavano contratti e dettavano la linea e lui, vaso di coccio tra i vasi di ferro, declamava il dettato.

E a nulla, nei primi tempi, servì il tentativo un po’ goffo di inglobarlo nella narrazione corsara dei gialloverdi promuovendolo ad «avvocato del popolo». Lo streaming della realtà restituiva ogni giorno la verità più spietata. Memorabile quanto accadde nel giugno del 2018: nel bel mezzo di una arringa a Montecitorio, Conte sussurrò a Di Maio «posso dire che..?» e quello, senza nemmeno lasciarlo terminare, lo gelò: «No». Fine della discussione e giù risate e commenti di scherno sul premier burattino manovrato dai suoi sottoposti.
Oggi, un anno dopo, Conte è pronto a fare la sua mossa. Dopo aver bastonato Salvini a mezzo lettera, sulla questione Open Arms, è pronto a fare altrettanto in Aula, di fronte a tutta la nazione, per poi magari salire al Colle e rimettere il mandato. Un gesto, eventuale, che potrebbe certificare l’avvenuto cambiamento: il burattino ha rotto i fili, s’è coperto le spalle (stringendo le mani «giuste» in Europa) e ora almeno uno dei due vicepremier non lo controlla più. Con l’altro è presumibile si discuta alla pari, mentre non è un mistero che il Quirinale ne apprezzi il garbo e il procedere misurato. E chissà che dopo la fine della burrasca, Conte non possa recitare ancora un ruolo di primo piano, magari a Bruxelles. Il bruco, insomma, è diventato farfalla.

In questa metamorfosi, gioca un ruolo non irrilevante l’apprezzamento della gente. Il premier è stimato e non solo nell’orticello della sua patria dauna. Ciò che piace al «popolo», ormai una specie di categoria dello spirito, è la sua dissonanza con la bagarre che ci circonda. Conte procede controcorrente: nell’epoca in cui tutti gridano, lui parla piano. Nell’epoca in cui l’uomo di Stato è tenuto a dilagare sui rotocalchi, lui se ne tiene lontano. Nell’epoca in cui la politica ragiona sulla lunghezza di un tweet, lui usa Facebook per spedire al «caro Matteo» una lettera chilometrica che nessuno, c’è da giurarci, avrà letto per intero (chi vi scrive boccheggiava già a metà) ma tutti dicono di aver apprezzato. Sembra non aver senso, ma funziona. Gli esperti del marketing la chiamerebbero «strategia controintuitiva» ed è una fra la più gettonate.
Anche in Europa lo stilema «contiano» ha dato i suoi frutti: niente grida, niente gesto delle corna, non ha fatto aspettare la Merkel (Berlusconi) né si è presentato al suo cospetto con il giubbotto abbottonato male (Renzi). Trump, probabilmente incuriosito dall’altro da sé, lo ha apprezzato fin da subito, gli altri ci sono arrivati col tempo. E il premier ha giocato bene le proprie carte, regalando alla tedesca Ursula Von der Leyen quella manciata di voti decisiva per la sua elezione alla guida della Commissione europea. Per alcuni, ha venduto se stesso e il Movimento alla vecchia Unione teutonica e oligarchica, tradendo ogni afflato sovranista. Per altri, ha semplicemente dato un ruolo alla propria compagine, quella pentastellata, che da settimane vagava per Bruxelles senza sapere dove fare l’uovo. Comunque la si veda, il premier ha promosso se stesso, dandosi un ruolo e irrobustendo il fortino da cui lanciare i futuri attacchi.

Come vorrà spendere i crediti accumulati e, soprattutto, l’affetto conquistato, lo vedremo a breve. C’è chi giura che sia pronto a lanciare un partito. E sarebbe un errore, lo stesso in cui sono caduti tanti. La popolarità di Conte, per propria natura, assomiglia a quella di Mattarella, non a quella di Salvini. La sua forza non è nell’interventismo ma nella capacità di segnalarsi, in virtù della pacatezza di cui è capace, come porto sicuro nella tempesta. Se l’impressione sia fondata o infondata poco importa, ma il segreto del suo successo è tutto lì. Se dovesse dismettere i panni, un po’ ingessati, dell’uomo delle istituzioni per indossare quelli del capopopolo che, in maniche di camicia, tuona nelle piazze perderebbe molto del suo fascino. E se invece decidesse di continuare a sussurrare, anche da candidato, i vari Salvini, Di Battista, Grillo, Renzi lo seppellirebbero con quel gridare di cui sono maestri. Il bruco è diventato farfalla, certo. Ma ora dovrà stare attento a non avvicinarsi troppo a quella luce che rischia di tentarlo. E di bruciarlo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie