Domenica 05 Luglio 2020 | 22:27

NEWS DALLA SEZIONE

Il punto
Stop al razzismo, Europa sempre più intransigente

Stop al razzismo, Europa sempre più intransigente

 
L'ANALISI
Il tesoro dei santi medici al tempo della pandemia

Il tesoro dei Santi Medici al tempo della pandemia

 
L' editoriale
Quelle parole di Moro sui rischi della politica factotum

Quelle parole di Moro sui rischi della politica factotum

 
Analisi
Osare significa facilitare la vita

Osare significa facilitare la vita

 
L'Analisi
Siamo tornati nella palude dell’epoca Ante Covid

Siamo tornati nella palude dell’epoca ante covid

 
L'analisi
Menopausa post covid

Menopausa post covid

 
Il commento
Figli del sud tutti al sud progetto contro l’emigrazione

Figli del Sud tutti al Sud: progetto contro l’emigrazione

 
Il commento
Il difficile equilibrio tra i poteri dello stato

Il difficile equilibrio tra i poteri dello Stato

 
L' editoriale
«Mes», a punto politica estera in rimonta sui temi interni

«Mes» a punto: politica estera in rimonta sui temi interni

 
La riflessione
Fuga dal M5S. Non è solo una questione di poltrone

Fuga dal M5S: non è solo una questione di poltrone

 
Il punto
Dal sovranismo giudiziario al globalismo investigativo

Dal sovranismo giudiziario al globalismo investigativo

 

Il Biancorosso

SERIE C
Bari calcio, Schiavone: «In campo sempre per vincere»

Bari calcio, Schiavone: «In campo sempre per vincere»

 

NEWS DALLE PROVINCE

BatIn Località Fiumara
Barletta, tragedia in mare 43enne muore dopo aver salvato la figlia

Barletta, tragedia in mare 43enne muore dopo aver salvato la figlia

 
BariPet terapy
Bari, a grande riscossa degli asini

Bari, la grande riscossa degli asini di Lama Balice

 
TarantoIl siderurgico
ArcelorMittal, sindaco di Taranto: «Valutiamo esposto su emissioni»

ArcelorMittal, sindaco di Taranto: «Valutiamo esposto su emissioni»

 
LecceSocial news
Gianni Morandi da Matera a Lecce: continua la vacanza del cantante al Sud

Gianni Morandi da Matera a Lecce: continua la vacanza del cantante al Sud

 
HomeLa tragedia
Femminicidio a Cerignola, una donna uccisa a colpi di pistola

Femminicidio a Cerignola, donna uccisa a colpi di pistola: fermato il marito

 
PotenzaSanità
Potenza, il gioco dell'oca delle prescrizioni: le strutture possono rifiutarle

Potenza, il «gioco dell'oca» delle prescrizioni: le strutture possono rifiutarle

 
MateraIl fenomeno
Marina di Pisticci, chiazze sullo Jonio, già scomparse. Al via gli accertamenti

Marina di Pisticci, chiazze sullo Jonio, già scomparse: al via gli accertamenti

 
BrindisiNel brindisino
Bruciati automezzi di una casa vinicola a Cellino San Marco

Cellino San Marco, bruciati automezzi di una casa vinicola

 

i più letti

L'analisi

Generazione di ignoranti ma accusando sempre il Sud

Se siano in ritardo i ragazzi o la scuola, il dibattito è aperto. Se siamo diventati tutti ignoranti, è l’altra domanda

scuola

Avviso ai naviganti: questo articolo sarà scritto nella maniera più semplice possibile. Per consentire a un ragazzo di terza media o a uno dell’ultima di liceo non solo di leggerlo. Ma di capirlo. Non è un insulto, ma il risultato dell’ultima valutazione Invalsi, secondo la quale il 35 per cento di loro è incapace appunto di capire ciò che legge. Difficoltà di apprendimento. Così come avviene anche per la matematica e l’inglese. Soprattutto, dice lo stesso Invalsi, se il ragazzo è nato al Sud. Perché, vero o non vero, una botta al Sud non ci sta mai male.
Se siano in ritardo i ragazzi o la scuola, il dibattito è aperto. Se siamo diventati tutti ignoranti, è l’altra domanda. Sconcertando che ciò avvenga dopo un corso di studi di anni che sembra non essere servito granché.

Italia in primo piano ma non solo Italia. Recenti dati dicono che dagli anni ‘70 il quoziente di intelligenza dei giovani europei si è ridotto di sette punti percentuali per generazione. Proprio ora che hanno a disposizione Internet che potrebbe essere uno strumento portentoso di rinascimento invece di essere fra le cause dei loro mali.
Ma se tu tratti la scuola come se fosse l’ultima delle preoccupazioni. Se la scuola deve fare sempre i conti della massaia per andare avanti. E se ogni due anni la riformi puntualmente confondendola o peggiorandola, il risultato non sorprende. Una delle riforme è quella del 2003. E’ quella delle tre <I>: informatica, inglese, impresa. Quella secondo la quale la scuola deve educare più al saper fare che al sapere e basta. Non importa tanto che tu conosca l’italiano, essenziale che ti prepari a un mestiere. Si dice: meno conoscenze, più competenze. Concetto fumoso ma che sotto sotto vuol dire: più preparato un po’ a tutto anche se scambi Alessandro Manzoni per un cantante rapper.
Così quella che un tempo si chiamava <didattica> è frantumata in una miriade di <offerte formative>, di nuovi cosiddetti insegnamenti invece della lingua madre e dei numeri. Si va dal corso di teatro al corso di vela. Con tanto di pubblicità e di promozione con la scuola ridotta a prodotto come un detersivo. Per attirare fondi che non bastano mai. Ma anche per qualche carriera scegliendo la scorciatoia delle mode del momento.

Informatica e inglese poi sono sicuramente importanti, di questi tempi. Ma non a danno di italiano e matematica compressi fin dalle elementari. Né a danno di storia e geografia. Con semplificazione generale sui libri di testo, dovessimo dare ragione a un Gramsci il quale diceva che lo studio è sforzo, dolore e noia. Ieri come oggi. Libri in cui le sintesi e le immagini sono oramai dominanti dovessimo, appunto, affaticare. Una bestemmia per adolescenti santificati, anche loro malgrado, fino a non costringerli al sudore. E con genitori che, invece di incitarli al meglio, ne diventano sindacalisti fino al punto che un voto negativo è considerato un reato da parte degli insegnanti. Da lavare, a volte, col sangue.
Poi i ragazzi parlano come ascoltano parlare. Sono infarciti da parole sempre più banali e sempre più rozze in un mondo in cui un capo di Stato comunica usando solo quelle ridotte di un tweet. Con azzeramento di sintassi e grammatica come se fossero pregiudizi borghesi. Si legge poco, si pensa male, si scrive peggio. Non basta avere in classe il tablet o la lavagna elettronica. E leggere su un video non sarà mai la stessa cosa di un libro, come ha ammesso lo stesso Bill Gates che toglieva il computer ai figli per studiare. Né è giusto incolpare i nuovi strumenti tecnologici, che sono buoni o cattivi secondo l’uso che ne fai. Che non può essere quello di YouTube.

In questa atmosfera vatti a mettere nei panni degli insegnanti. Non solo privati del rispetto della società. Non solo indifesi e sottopagati. Ma continuamente frastornati dai mutamenti oltre che delegittimati come maestri. E nuovi giovani insegnanti essi stessi figli dell’aria che respirano i loro alunni. Che non meritano tutto questo. Ma, come diceva l’eroina dei cartoni animati Jessica Rabbit, sono stati disegnati così. Mentre l’analfabetismo è sempre comodo per il potere che non ama chi più sa e più sa ragionare criticamente.
Fa poi essere del Sud questi ragazzi, e dalli addosso. Sempre con valutazioni inferiori a quelli del Nord. Ignorando il monito di un Nobel come l’indiano Amartya Sen: l’uomo è figlio del suo contesto. Se le famiglie sono più povere. Se c’è maggiore dispersione scolastica e si abbandonano gli studi per andare a fare il ragazzo del bar. Se da piccoli non ci sono gli asili nido pubblici. Se ci sono meno biblioteche. Se c’è meno tutto, non si può pretendere di più. Eppure, dice uno scrittore come Eraldo Affinati, quando vado nelle scuole del Sud trovo sempre una potenza fortissima negli occhi. Trovo intuizioni folgoranti. Ma le classifiche, si sa, si affidano ai numeri e ignorano tutto il resto.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie