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Il miracolo di S. Nicola sul lungomare di Bari

Il dispositivo di sicurezza approntato durante la festa patronale non è apparso il più adeguato per gestire la folla oceanica (in questo caso l’aggettivo è meritato) che si è raccolta sul lungomare per assistere all’esibizione delle «Frecce tricolori»

Il miracolo di S. Nicola sul lungomare di Bari

«San Nicola ha fatto il miracolo: il maltempo è scomparso ed è arrivato il sole». Così una delle tante voci dei fedeli che l’altra sera a Bari assistevano alla processione che riportava la statua del Santo vescovo di Myra dal mare in Piazza del Ferrarese. Vox populi, vox dei insegnavano i latini. E in effetti un miracolo il patrono l’ha compiuto: ha messo la sua mano là dove gli uomini forse non avevano valutato bene. Il dispositivo di sicurezza approntato non è apparso il più adeguato per gestire la folla oceanica (in questo caso l’aggettivo è meritato) che si è raccolta sul lungomare per assistere all’esibizione delle «Frecce tricolori». È vero, non ci sono stati incidenti, ma questo non vuol dire che fosse garantita la sicurezza.
Il momento più critico si è avuto al termine dello show aeronautico, che ha visto come protagonista la Pattuglia acrobatica nazionale. Le «Frecce» hanno offerto uno spettacolo indimenticabile e regalato momenti di orgoglio identitario.

Non capita tutti i giorni di ascoltare l’inno di Mameli cantato da una folla enorme raccolta sul lungomare. L’altro pomeriggio è successo anche questo. Le fonti ufficiali hanno parlato di trecentomila presenze, una stima forse per eccesso. Più verosimile che fossero 200-250mila, facendo un calcolo a spanne fra superficie occupata e capienza per metro quadro. In ogni caso un numero tanto alto quanto difficile da gestire. E qui nasce il problema, perché se l’afflusso sul lungomare di Bari è avvenuto gradualmente, il deflusso è stato invece di massa e - per fortuna o per intervento di San Nicola, fate voi - non è accaduto nulla. La probabilità che si potesse verificare un incidente, però, è stata alta. Giovani, anziani, tante madri con passeggini e bambini, disabili, tutti alla ricerca di un varco per allontanarsi. Le strade che dal lungomare consentivano di defluire verso le altre zone della città risultavano infatti ostruite dai «new jersey» in cemento piazzati al centro della carreggiata. Una misura dettata dalle norme antiterrorismo e per impedire l’accesso alle auto. Il problema è che impedivano anche il passaggio dei pedoni. Se qualcuno fosse caduto o se qualche stupido avesse fatto qualche sciocchezza, si sarebbe potuto verificare uno di quei parapiglia mortali tipo Piazza San Carlo a Torino.

Non solo, ma le riprese fatte dall’alto hanno mostrato come gli oltre duecentomila radunati sul lungomare fossero una distesa umana uniforme, senza corridoi di sicurezza per il passaggio di mezzi di soccorso né vie di fuga. In Piazza San Pietro, dove si radunano spesso folle paragonabili a quella di Bari, la piazza è divisa in quadranti da corridoi che permettono il transito dei mezzi di sicurezza e di soccorso oltre che costituire vie di fuga in caso di pericolo. Che cosa sarebbe accaduto se qualcuno si fosse sentito male in quella marea di gente compattata sul Lungomare?
Torniamo alle vie di fuga inesistenti o bloccate. Perché oltre ai new jersey antiterrorismo, molte delle strade che dal lungomare portano verso corso Cavour, visto che erano chiuse al traffico, erano state trasformate in parcheggi da automobilisti indisciplinati. E questo nonostante le centinaia di vigili urbani mobilitati. Per cui la gente che aveva assistito all’esibizione delle «Frecce Tricolori» prima doveva riuscire a superare le forche caudine dei blocchi al centro strada, poi doveva proseguire camminando fra due file di auto parcheggiate (regolarmente) ai lati e una terza (clandestina) al centro strada. Senza contare che chi aveva parcheggiato in quel modo folle pretendeva anche di farsi subito largo tra i pedoni.

Le strade chiuse al traffico e la mancanza di «corridoi» hanno anche impedito l’arrivo di un’ambulanza per un’emergenza nel quartiere Madonnella. L’equipaggio ha dovuto portare il paziente in barella per cinque isolati, fino al punto in cui l’ambulanza era riuscita ad arrivare. No, non si può pensare di gestire numeri così importanti in questo modo. Affidarsi alle capacità taumaturgiche di San Nicola va bene, però gli uomini devono fare al meglio il loro dovere. Non si possono creare eventi che richiamano centinaia di migliaia di persone senza un piano di sicurezza adeguato a quei numeri. Laddove sicurezza non significa solo la difesa da possibili attentati terroristici - preoccupazione molto presente alla festa di Bari - ma anche gestione dell’imponderabile, di tutte quelle situazioni in cui si scatena il panico e nelle quali se la prevenzione non è stata predisposta a regola d’arte è difficilissimo intervenire. Per l’anno prossimo contiamo ancora sull’appoggio di San Nicola, ma magari solo per il bel tempo. Per il resto proviamo a fare da soli, a cominciare da un piano sicurezza per trecentomila presenze.

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