Giovedì 21 Novembre 2019 | 19:45

NEWS DALLA SEZIONE

L'analisi
Fattore debito l’Italia euro-promossa con riserva

Fattore debito l’Italia euro-promossa con riserva

 
il libro di Scheidel
Ma c'è davvero rimedio alla disuguaglianza?

Ma c'è davvero rimedio alla disuguaglianza?

 
il movimento
«Sardine» contro Salvini in Puglia: «Voglia di politica, manca un soggetto che faccia sintesi»

«Sardine» contro Salvini in Puglia: «Voglia di politica, manca un soggetto che faccia sintesi»

 
l'opinione
Dallo scudo alla prescrizione: l'idea giustizia del Movimento

Dallo scudo alla prescrizione: l'idea giustizia del Movimento

 
L'analisi
Opere e ritardi perché in Italia il tempo non è una risorsa

Opere e ritardi perché in Italia il tempo non è una risorsa

 
L'analisi
La politica italiana tra leadership e flash mob

La politica italiana tra leadership e flash mob

 
l'opinione
Niente acciaio e infrastrutture: il nonsipuotismo blocca il Sud

Niente acciaio e infrastrutture: il nonsipuotismo blocca il Sud

 
La riflessione
Da Venezia a Matera le “due Italie” continuano

Da Venezia a Matera le “due Italie” continuano

 
L'analisi
L'ingordigia del Nord: loro più autonomi. E i servizi al Sud?

L'ingordigia del Nord: loro più autonomi. E i servizi al Sud?

 
Il punto
Perché è giusto risarcire la fuga dall’area inquinata

Perché è giusto risarcire la fuga dall’area inquinata

 
L'analisi
Ipotesi di lavoro per salvare una città

Ipotesi di lavoro per salvare una città

 

Il Biancorosso

serie c
Bari cerca più bocche di fuoco: le gioie Antenucci non bastano

Bari cerca più bocche di fuoco: le gioie Antenucci non bastano

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariIl caso
Bari, posta foto con 'Salvini Premier', Facebook oscura la pagina della consigliera Manginelli

Bari, posta foto con 'Salvini Premier': Facebook oscura la pagina della consigliera Manginelli

 
BrindisiL'allarme
Ceglie Messapica, esche avvelenate per i randagi: trovata cagnetta morta

Ceglie Messapica, esche avvelenate per i randagi: trovata cagnetta morta

 
TarantoLa nave
Taranto, l'Alan Kurdi salpata dal porto: «Torniamo a salvare vite»

Taranto, l'Alan Kurdi salpata dal porto: «Torniamo a salvare vite»

 
Foggianel Foggiano
S.Giovanni Rotondo, assaltato furgone carico di sigarette: banditi in fuga

S.Giovanni Rotondo, assaltato furgone carico di sigarette: banditi in fuga

 
Leccenel Leccese
Merine, rissa con accoltellamento per consumazioni al bar non pagate: arrestato 47enne per tentato omicidio

Merine, rissa con accoltellamento per consumazioni al bar non pagate: arrestato 47enne

 
Materanel Materano
Metaponto, museo invaso da topi e serpenti: panico e stupore

Metaponto, museo invaso da topi e serpenti: panico e stupore

 
Potenzala decisione
Basilicata, Cassazione annulla domiciliari dirigenti Eni

Basilicata, Cassazione annulla domiciliari dirigenti Eni

 
Batnella Bat
Violenza sulle donne: a Trinitapoli Barbara De Rossi firmerà simbolicamente panchina

Violenza sulle donne: a Trinitapoli Barbara De Rossi firmerà simbolicamente panchina

 

i più letti

L'analisi

Nessuna creazione è gratis (pure su google)

È una decisione storica quella assunta ieri dal Parlamento europeo, dopo un lungo e travagliato iter durato tre anni, in materia di tutela del diritto d’autore in rete.

Macché bavaglio, parola d'autore

È una decisione storica quella assunta ieri dal Parlamento europeo, dopo un lungo e travagliato iter durato tre anni, in materia di tutela del diritto d’autore in rete. L’aggettivo “storico”, spesso abusato, appare in questa circostanza perfettamente calzante rispetto alla portata – e alle prevedibili ricadute – della Direttiva, vincolante per tutti gli Stati, che sancisce un principio all’apparenza elementare: anche sul web le opere dell’ingegno – se condivise – debbono ricevere un adeguato compenso, da corrispondere ad autori ed editori.
Artisti, giornalisti, pittori, scultori, musicisti, letterati, attori, registi, sceneggiatori e via discorrendo, insomma, hanno diritto a vedere riconosciuto un equo compenso per la circolazione delle loro creazioni intellettuali in rete.

Le loro opere hanno comportato, oltre all’inevitabile scintilla creativa, un impegno di tempo e di risorse (non soltanto umane) cui è giusto e legittimo riconoscere un controvalore economico. Il lavoro umano, da che mondo e mondo, viene retribuito. Altrimenti ci troviamo di fronte a una forma di schiavitù, quant’anche fosse una schiavitù occulta e digitale. Scontato, verrebbe da dire.

E invece no. Per una malintesa concezione della libertà, nata e maturata all’indomani dell’esplosione della rete e rapidamente diffusasi tra gli internauti, tutto ciò che accade nel web è esente dalle regole comuni, è una zona franca, e qualsiasi contenuto vi circoli deve essere liberamente fruibile perché accresce la conoscenza (senza considerare la fonte e chi l’abbia prodotto). E, soprattutto, è gratuito. Ergo, le pretese di chi rivendica un corrispettivo per aver prodotto tali contenuti – articoli, brani musicali, poesie, romanzi, etc. – sono ritenute incomprensibili e irricevibili, perché minano la libertà della rete.
Una lettura fatta propria anche da alcuni di coloro che hanno votato contro la Direttiva (per l’Italia il Movimento Cinquestelle e la Lega). A commento della disciplina, difatti, il vicepremier Luigi Di Maio ha parlato di «bavaglio alla rete», arrivando addirittura ad evocare scenari da Grande Fratello di George Orwell, per il pericolo di censure preventive sul libero flusso di dati e informazioni in internet. Posizione comprensibile, se si considera che i Cinquestelle sono nati in rete e grazie alla rete si sono affermati – è su di essa che si fonda lo slogan “uno vale uno”, questo sì di sapore orwelliano, (La fattoria degli animali) – e che la ritengono strumento privilegiato di comunicazione e di partecipazione politica. E che in rete gestiscono aspetti fondamentali della vita del Movimento, ivi compresa la selezione delle candidature per le competizioni elettorali, grazie alla piattaforma Rousseau, Piccola Sorella dei grillini, con le sue luci ed ombre. Di questo si dovrà tener conto, prestando la dovuta attenzione, in sede di attuazione della Direttiva comunitaria nel nostro Paese che potrebbe essere ostacolata da un governo ostile.
La Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, viceversa, non fa che garantire ai creativi gli stessi benefici di cui godono offline e che – a causa di una normativa obsoleta in materia di diritto d’autore – fino ad ora non erano estesi all’universo online. Mira, in sostanza, a parificare il mondo virtuale al mondo reale, infrangendo il dominio incontrastato dei c.d. “aggregatori di notizie” – Google News, Facebook, YouTube – che dalla condivisione dei prodotti intellettuali altrui traggono multimilionari e quasi esclusivi vantaggi

Ben si comprende, allora, l’aspra battaglia condotta dai giganti del web per difendere tale privilegio, che si aggiunge alla irrisoria tassazione cui gli stessi sono sottoposti. Singolare è che Google abbia acquistato una pagina sui maggiori quotidiani italiani per esprimere la propria opinione e per sostenere il pluralismo informativo, la possibilità di «conoscere i diversi punti di vista su una notizia». Surreale. Un po’ come se Gutenberg avesse fatto appello agli amanuensi per difendere la libertà di stampa. Ma al contempo paradossale. Perché se lo sfruttamento del lavoro intellettuale dovesse portare in un futuro prossimo all’esaurimento dei “produttori di notizie”, già in forte crisi anche per la crescente concorrenza della rete, quali news aggregherebbero i colossi del web? Magari potrebbe venire in soccorso qualche algoritmo, ma con effetti del tutto imponderabili. Anche Wikipedia, pur non essendo interessata direttamente alla vicenda in quanto organizzazione no profit (ma recentemente destinataria di una donazione di 3,1 milioni di dollari da parte di Google), si è unita alla protesta oscurando il proprio sito per un giorno e invitando – al pari di Google – gli utenti a scrivere ai propri europarlamentari per bloccare l’approvazione della Direttiva.

Una Direttiva che non impone alcun obbligo od onere per l’utente, il quale potrà continuare a condividere contenuti protetti dal diritto d’autore. Sarà la piattaforma – che da quei contenuti trae un vantaggio economico – a dover corrispondere l’equo compenso ad autori ed editori. Nessuna censura, quindi. E nessun filtro automatico. Soltanto un riequilibrio tra le forze in campo, tra Davide e Golia, allo scopo di conferire dignità a chi produce beni immateriali (spesso di questi vivendo in maniera esclusiva), ma non per questo di minor valore rispetto a quelli tangibili.
Grazie all’Europa, insomma, il copyright in rete non è più un optional.
E della proprietà intellettuale non ci sarà più furto on line.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie