Lunedì 17 Giugno 2019 | 15:08

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Il disorientamento, tra studenti e docenti, per le nuove regole della maturità, piombate come un fulmine a ciel sereno nelle scorse ore, è palpabile

Studenti verso lo sprint  Professori in sciopero

Il disorientamento, tra studenti e docenti, per le nuove regole della maturità, piombate come un fulmine a ciel sereno nelle scorse ore, è palpabile. Per gli studenti che affronteranno la prossima maturità il 19 giugno prossimo, le novità annunciate dal ministro Bussetti potrebbero rivelarsi una vero e proprio percorso ad ostacoli. Sulla carta le nuove prove dovrebbero rendere più facile la maturità. L’addio ai vecchi schemi e la modernizzazione forzata delle prove potrebbe però rendere tutto più complicato. Due scritti invece di tre, con l’eliminazione della terza prova, elaborata dalle commissioni, e una conseguente maggiore attenzione alle prime due prove, predisposte a livello nazionale, dovrebbero rendere in teoria più semplice affrontare l’esame, senza il famigerato quizzone.

La seconda prova è quella che presenta le più importanti novità. Niente più alternanza tra le prove di latino e di greco, ma addirittura una prova nella quale compaiano le due materie. Il compito sarà composto da stralci di brano da tradurre accompagnato da una batteria di tre quesiti relativi alla comprensione e interpretazione dello stesso brano e alla sua collocazione storico-culturale. Stessa sorte per gli studenti dello scientifico. La prova prevede la soluzione di un problema a scelta del candidato tra due proposte e la risposta a quattro quesiti tra otto proposte, anche in questo caso con le due discipline caratterizzanti: Matematica e Fisica.

Per i Tecnici la struttura della prova prevede una prima parte, che tutti i candidati sono tenuti a svolgere, seguita da una seconda parte, con una serie di quesiti tra i quali il candidato sceglierà sulla base del numero indicato in calce al testo. Anche qui potranno essere coinvolte più discipline. Ad esempio per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing l’elaborato consisterà in una delle seguenti tipologie: analisi di testi e documenti economici attinenti al percorso di studio; analisi di casi aziendali; simulazioni aziendali. Per i Professionali la seconda prova si comporrà di una parte definita a livello nazionale e di una seconda parte predisposta dalla Commissione, per tenere conto della specificità dell’offerta formativa dell’Istituzione scolastica. Otto ore a disposizione molto più delle 6 previste per la prima prova di Italiano nel vecchio esame. Una vera e propria rivoluzione dunque. Per questo il Ministero, a partire dal mese di dicembre, metterà a disposizione tracce-tipo per accompagnare ragazzi e insegnanti verso il nuovo Esame. Agli insegnanti invece saranno indicate apposite griglie nazionali di valutazione, che consentiranno alle commissioni di garantire una maggiore equità e più omogeneità nella correzione degli scritti.

Addio dunque ad un Sud pieno di 100 e lode e a un Nord con valutazioni decisamente più severe. A gennaio saranno pubblicate le materie per la seconda prova, a febbraio la complessiva ordinanza sugli Esami, che normalmente viene emessa a maggio. La prima prova è sicuramente più complicata del passato. I maturandi dovranno innanzitutto dimostrare di “padroneggiare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti” e, per la parte letteraria, di aver raggiunto un’adeguata competenza sull’”evoluzione della civiltà artistica e letteraria italiana dall’Unità ad oggi”. I testi prodotti saranno valutati in base alla loro coerenza, alla ricchezza e alla padronanza lessicali, all’ampiezza e precisione delle conoscenze e dei riferimenti culturali, alla capacità di esprimere giudizi critici e valutazioni personali. La prova avrà una durata di sei ore. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra sette tracce riferite a tre tipologie di prove (tipologia A, due tracce – analisi del testo; tipologia B, tre tracce – analisi e produzione di un testo argomentativo; tipologia C, due tracce – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. Cambia anche l’orale con l’addio alla tesina. Nel corso del colloquio, il candidato esporrà, con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro svolte. Il colloquio accerterà anche le conoscenze e le competenze maturate nell’ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione. Marginale la prova di inglese, che accompagnerà solo la relazione sull’alternanza scuola lavoro.

La Commissione avrà la facoltà di proporre ai candidati di analizzare testi, documenti, esperienze e progetti così da verificare l’acquisizione delle competenze proprie alle singole discipline affrontate nel corso di studi, oltre alla capacità di saperle collegare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera. La commissione dovrà comunque tenere conto di quanto indicheranno i docenti nel documento di classe che sarà consegnato ai commissari con il percorso effettivamente svolto. Nel voto finale avrà più peso il percorso di studi del triennio: fino a 40 punti su 100, invece degli attuali 25. Alla Commissione spetteranno fino a 60 punti. Per l'ammissione all'esame conterà la frequenza a scuola - almeno i tre quarti delle ore previste di lezione - e il 6 in ciascuna disciplina, compresa la sufficienza nel comportamento. In teoria le novità preannunciate dal Ministro e che saranno confermate a gennaio, promettono una modernizzazione al passo con i tempi, uniformità di giudizio, possibilità di esprimere capacità e conoscenze da parte degli studenti. Il Governo giallo- verde vuole cambiare strada e dimenticare la buona scuola. Via la chiamata diretta dei docenti, dimezzamento e ridiscussione dell’alternanza scuola lavoro ed ora il nuovo esame di stato.

Per gli studenti una opportunità in più o l’ennesimo cambiamento che non produrrà risultati concreti? Le proteste dei giorni scorsi non ci fanno presagire nulla di buono, così come poi nulla viene destinato ai docenti ai quali il Governo ha promesso un” cospicuo” aumento di 14 euro mensile accompagnato da nuovi impegni e , se possibile, dall’aumento delle ore di lezione.

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