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Benny sempre a mille: la Pilato in finale nei 50 rana

Benny sempre a mille: la Pilato in finale nei 50 rana

«Sono un po’ stanca, devo recuperare energie»

25 Giugno 2022

Patrizia Nettis

Tutto come previsto. Benedetta Pilato entra nella finale dei 50 rana con il miglior crono e stasera (ore 18.09) si tufferà nella corsia 4, quella dei più forti, per conquistare il titolo mondiale nella gara in cui è padrona di tutto.

Nessuna sorpresa, niente scossoni nella penultima giornata dei Mondiali di Budapest. Che la 17enne tarantina fosse (e sia) la favorita per la vittoria era scontato e logico. E l’impressione che si è avuta dalle batterie e dalle semifinali di ieri è che alla pugliese «basti» fare il suo per vincere il titolo iridato, mentre tutte le altre dovranno inventarsi qualcosa di straordinario se vogliono provare a rovesciare il tavolo.

Già dal primo turno del mattino l’atleta di Fiamme Oro e Circolo Canottieri Aniene aveva mostrato i muscoli chiudendo in 29.80, secondo crono, per appena 3 centesimi alla sudafricana Lara Van Niekerk (29.77, record continentale). Nel pomeriggio però i rapporti di forza si sono ribaltati. Pilato ha confermato lo stesso tempo del mattino (29.83) mettendosi però dietro tutte le altre: Ruta Meilutyte (29.97), vincitrice di tutto 10 anni fa e bronzo nei 100 e proprio Van Niekerk (27.99).

Pilato ha condotto na buona gara con una leggera sbavatura in partenza (tempo di reazione 0.70) e un arrivo non proprio perfetto, ma ha mantenuto una buona ondulazione durante tutta la nuotata su una distanza in cui l’allieva di Vito D’Onghia dimostra sempre di essere a proprio agio. Anche se la 17enne non è propriamente soddisfatta: «Sono un po’ stanca - ha detto in zona mista subito dopo la gara - ma l’importante era mettere la mano davanti a prescindere dal tempo. Anche in mattinata ho fatto fatica a trovare il ritmo e sono calata negli ultimi 15 metri, non sono al meglio della forma, ma ora occorre raccogliere le energia per il titolo».

E sarà tutta un’altra storia: perché quando arriva la finale la stanchezza se ne va: «In questo periodo faccio più fatica sui 50 che sulla doppia distanza, ma vediamo come va». Strano a sentirsi, ma vero, un paradosso per lei che tanta fatica all’inizio ha fatto sui 100 rana (ma ha bruciato le tappe contro ogni migliore previsione). Che proprio non le piaceva quella gara e poi «ha imparato» a nuotarla, a gestirla, più che altro, con progressi impressionati, dimostrando dedizione, impegno, concentrazione. Ma i 50 rana sono i 50 rana, sono la gara che ormai fa rima con Pilato, la distanza in cui Benny ha abituato ad imprese che virano sempre oltre ogni immaginazione. La Duna Arena è come se fosse la piscina di casa: qui la pugliese ha conquistato il titolo europeo e ha atto il record nel mondo nei 50 (29.30). Ci ha passato un mese per la Isl lo scorso anno e conosce a memoria ogni mattonella, come fosse a Taranto. Qui due giorni fa ha commosso tutti con le sue unghie arcobaleno, conquistando il primo titolo mondiale della storia di Puglia nei 100 rana, la prima minorenne italiana a salire sul gradino iridato, la più piccola di sempre, più precoce di Novella Calligaris che aveva 18 anni nel 1973 quando vinse il Mondiale negli 800 stile e poi si ritirò l’anno dopo. Ma erano altri tempi e altre storie. Lei, Benny, è la nuova donna delle imprese.

La regina della rana che con il suo scettro trasforma ogni bracciata in oro. «Voglio cantare ancora l’inno italiano sul podio», ha detto in questi giorni. Più chiaro di così…

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