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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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mostra a Bari

Laterza, volti e volumi
di una storia di famiglia

«La libreria» è da sempre il cuore di quella storia e della città

Laterza

BARI - «Le librerie indipendenti sono oggi a serio rischio di chiusura, minacciate dagli acquisti on line. Il pubblico, i lettori, i cittadini presto dovranno scegliere fra ricevere comodamente a casa il volume acquistato sul web e le opportunità che tutti i giorni offrono le librerie come la Laterza: competenze, consigli, varie iniziative e incontri con gli autori». L’editore Alessandro Laterza è chiaro e netto nell’inaugurare la bella mostra «Laterza - Una storia di famiglia», allestita da ieri nella storica libreria barese (via Dante, 49).

In questi locali e un tempo in quelli di via Sparano sono passati i protagonisti di oltre cent’anni della cultura, dell’arte, della politica, dell’economia. Un «secolo lungo» si potrebbe dire parafrasando lo storico Eric Hobsbawm, perché il ‘900 laterziano di fatto prosegue nello spirito, sebbene rinnovato nelle forme e nelle collane, grazie all’impegno della quarta e ormai anche della quinta generazione di editori, tra Bari e Roma.

«La libreria», come molti nel capoluogo pugliese definiscono la Laterza senza bisogno di specificarne il nome, è da sempre il cuore di quella storia. Lo testimoniano le settanta fotografie che accoglieranno il visitatore durante il periodo natalizio, nell’agile esposizione voluta da Maria Laterza e curata dalla giovane Antonella Fiorio. Ritroviamo Giovanni Laterza a fianco di Benedetto Croce che nel 1901 dettero l’abbrivo alla prestigiosa attività editoriale della «Gius. Laterza & figli». Ecco la villa di famiglia in via Cancello Rotto, frequentata dai giovani intellettuali antifascisti negli anni ‘30 e ‘40. E i volti e le vicende del dopoguerra e dei decenni successivi, da Luigi Einaudi a Leonardo Sciascia, da Renato Guttuso a Natalia Ginzburg, da Giorgio Amendola a Renzo De Felice. Fino a Bauman, Ronconi, Amoruso, Canfora, Cassano, Barbero, Cardini, De Cataldo, Carofiglio, Placido, Rubini, Lagioia, Leogrande...

Ci sono naturalmente Vito Laterza e suo fratello Paolo, scomparso poco meno di due mesi fa, che riuscì a sventare il rischio della vendita della casa editrice a un gruppo milanese. E ci piace pensare che questa mostra sia anche un omaggio all’avvocato Paolo Laterza da parte dei figli e dei nipoti.

Oggi la Laterza ha allargato le sue attività all’organizzazione di eventi, dal Festival dell’Economia di Trento alle «Lezioni di Storia» nei teatri (a Bari domenica 17 dicembre l’ultima del ciclo sul viaggio, con Corrado Augias, di cui riferiamo in questa stessa pagina). La libreria resta però il senso primo e ultimo di una preziosa «storia di famiglia» all’insegna del motto Constanter et non trepide iscritto nel marchio. «Costantemente e senza trepidare», purché l’attaccamento alla cultura e il coraggio non siano estranei ai lettori. «Non ho nulla contro Amazon - conclude Alessandro Laterza -, tuttavia è difficile incontrare dal vivo Eduardo De Filippo su Amazon... Qui è successo. Basta sapere che cosa si vuole». [Oscar Iarussi]

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