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tradizioni

Calze e dolciumi
a Bari la lunga notte
della Befana

befana

di ANNADELIA TURI

BARI - La tradizione resiste. I baresi non hanno alcuna voglia di rinunciare alle usanze tipiche legate alla festa della befana. Già da qualche giorno in casa, tra nonni, genitori e bambini si parla di una vecchina brutta e gobba, con il naso adunco, vestita di stracci che entra in casa attraverso il camino. Per tutti è la befana che arriva nella notte tra il 5 e il 6 gennaio mentre tutti dormono infilando dolcetti nelle calze. Ai bimbi buoni la vecchina lascia cioccolate e caramelle. A quelli un po’ monelli e capricciosi la vecchina lascia il carbone: un modo per invitarli a diventare più buoni durante l’anno. Ma qual è la vera origine di questo personaggio? Secondo la storia la befana si festeggia nel giorno dell’Epifania che, come dice il proverbio, tutte le feste porta via. Una festa celebrata tra il 5 e il 6 gennaio, quando cioè i Re Magi raggiunsero la capanna dov’era avvolto in fasce Gesù bambino offrendo oro, incenso e mirra. In questa notte si racconta che anche la befana si manifestò in cielo a cavallo di una scopa distribuendo doni e carbone ai bambini. A Bari la tradizione vuole che la sera del 5 gennaio si apparecchi la tavola per offrire qualcosa da mangiare alla befana dopo che è entrata in casa. Cartellate, frutta, dolcetti di mandorla, vino rosso… ecco cosa si lascia sulla tavola prima di andare a letto. Un rituale che di solito compiono genitori e nonni insieme ai piccoli prima di andare a letto.

«Io sono originaria di Bari ma vivo da anni a Bologna – spiega la signora Teresa – e ho deciso di portare al Nord questa tradizione anche se qualcuno lo faceva già. Ora sto acquistando i dolcetti da mettere nelle calze per i miei sei nipotini. Lo faccio ogni anno perché loro aspettano questa notte magica e adorano svegliarsi di buon mattino curiosi di capire cosa ha lasciato la befana. Stasera, quando i bambini sono a letto, appendo le calze e su ciascuna scrivo i nomi dei miei nipoti. In particolare quella della piccola Martina che non vede l’ora di riceverla».

Dunque, anche quest’anno tra dolci, giocattoli e calze già confezionate la befana porterà i suoi doni. «Sappiamo che c’è ancora una forte tradizione per l’acquisto dell’ultimo giocattolo – spiega Antonio Bonucci, direttore dell’Area Sud Italia Coop Alleanza 3.0 – nell’ambito dell’Epifania e su questo ci stiamo concentrando. Attraverso una svendita particolare sui giocattoli rimasti oppure attraverso le calze che contengono giocattoli creati ad hoc da alcune aziende si sta promuovendo la vendita di questi prodotti a prezzi bassi. I dati ci dicono che è una tradizione abbastanza consolidata perché stiamo vendendo più o meno lo stesso giocattolo che si vendeva negli anni passati. E poi c’è la classica calza piena di dolci le cui vendite sono addirittura cresciute rispetto al passato. Si vende meno quella preconfezionata, nonostante ci sia una grande offerta, e molto di più quella da riempire con dolciumi che si acquistano per l’occasione. La gente è disposta a spendere con la stessa logica che ha contraddistinto il 2016, ovvero un acquisto mirato, attento alla convenienza senza tralasciare la qualità».

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