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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Le «Musiche Corsare» risuonano per Pasolini con i grandi del jazz

Le «Musiche Corsare» risuonano per Pasolini con i grandi del jazz

Dal 20 al 29 al Forma il festival diretto da Ottaviano

17 Maggio 2022

Ugo Sbisà

È possibile declinare in musica l’eredità intellettuale di Pier Paolo Pasolini? È quanto proverà a fare a Bari Musiche Corsare, non una semplice rassegna, ma un vero e proprio festival dell’associazione «Nel gioco del jazz» che, dal 20 al 29 maggio, proporrà al Teatro Forma di Bari appuntamenti con alcune leggende del jazz europeo e altri più giovani protagonisti, unitamente a incontri e seminari. «Come associazione - spiega il direttore artistico Roberto Ottaviano - abbiamo deciso dopo 13 anni di attività un cambio di strategia. Non più la classica rassegna durante l’anno, ma un focus più concentrato che ci aiuti anche a superare la difficoltà nel fidelizzare il pubblico».

Ottaviano, indubbiamente maggio è un periodo inusuale per un festival. Una sfida anche questa?

«Senza dubbio è un esperimento in un periodo con minore affanno rispetto ai festival estivi. Questa prima edizione non vuole essere una delle tante celebrazioni del centenario di Pasolini, ma piuttosto intende richiamarne il gesto, l’atto di coraggio, perché la sua è stata una presenza importante nella cultura del Paese. Lo facciamo attraverso la musica e la memoria della forza progettuale del jazz».

E avete scelto di non proporre solo musica, ma anche dei momenti di riflessione.

«Si sviluppa nell’arco di una settimana e prevede anche incontri tra pubblico e artisti grazie a una mostra fotografica allestita al Forma con Luciano Rossetti, un laboratorio di improvvisazione con il pianista Stefano Battaglia, un seminario su jazz e fumetto con Flavio Massarutto e alcuni incontri sul cinema pasoliniano. Servono idee, scambi e riflessioni: usiamo il jazz come rilancio verso altri territori, perché la musica non può essere solo autoreferenzialità».

A proposito di musica, come si traducono, con le note, gli insegnamenti di Pasolini?

«Andando oltre l’idea di un linguaggio che sa farci godere del bello, che in un momento così buio per il Pianeta riesce a farci ritagliare armonia, comunicativa, benessere. La musica, il jazz in questo caso, deve anche mantenere un livello di specchio della società, saper mettere in discussione princìpi, saper testimoniare ciò che avviene nel momento nella creatività. Per questo motivo abbiamo invitato firme antiche, ma ancora attuali come John Surman e Michel Portal, accanto a nuovi talenti. Penso a Enrico Morello che suona la batteria con Rava o alla contrabbassista Silvia Bolognesi che suona anche nell’Art Ensemble di Chicago. Pasolini portava interrogativi in ambito letterario, ma nella musica è un invito a rileggere le proprie radici, l’Europa, cercando di rinnovare uno spirito che si sta perdendo. Il suo è un insegnamento di militanza culturale e noi lo intendiamo come una scommessa contro l’incoerenza del nostro vivere quotidiano».

Il festival partirà venerdì 20 con il quartetto di Enrico Morello (Francesco Lento tromba, Daniele Tittarelli sax e il salentino Matteo Bortone al contrabbasso); il 21 di scena il duo del sassofonista britannico John Surman col pianista norvegese Vigleik Storaas; il 22 doppio set col solo del violoncellista olandese Ernst Reijseger che poi si unirà al Crossing Quartet del sassofonista Enzo Favata (Pasquale Mirra vibrafono, Rosa Brunello basso, Marco Frattini batteria). I concerti torneranno venerdì 27 con il piano solo di Stefano Battaglia e l’avanguardia dei Sound Glance (Silvia Bolognesi contrabbasso, Marco Colonna clarinetti, Fabrizio Puglisi pianoforte e Günter Baby Sommer batteria); il 28 quartetto del sassofonista ucraino Max Kochetov (con i serbi Andreja Hristic pianoforte, Boris Sainovic basso e Milos Grbatinic batteria); il 29 infine il quintetto del clarinettista e polistrumentista francese Michel Portal con il trombonista Nils Wogram, il batterista Lander Gyselinck, il contrabbassista Bruno Chevillon e il pianista Bojan Z. Tra gli appuntamenti infrasettimanali, le conferenze «Pasolini e il cinema» curata da Alessandra Spadino in dialogo con Livio Costarella (21 maggio); la presentazione del libro Imparate dal Sud di Lino Patruno (22). di Storia e cultura nel fumetto a ritmo di jazz di Flavio Massarutto, critico musicale del «Manifesto» e del supplemento «Alias» (28). Quindi, masterclass con Luciano Rossetti, tra i fondatori dell’Associazione Fotografi Italiani di Jazz (20 maggio) e col pianista Stefano Battaglia sull’arte dell’improvvisazione (26, 27 e 28). Due gli incontri curati da Costarella sul cinema di Pasolini con trailer e documentari (20 e 21) e il corto Percussioni in Libertà di Nicola e Giorgio Amato con lo psicologo e psicoterapeuta Antonio Coco, esperto di disagio giovanile e il batterista Pippo D’Ambrosio (26). Info: 3389031130 e 3512101227.

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