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Un cd per Digressione Music sui lavori dei compositori bitontini

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Se non è proprio la prima volta, poco ci manca, perché come ogni incallito discografo potrebbe facilmente verificare, le registrazioni delle musiche di Traetta, anzi, dei Traetta, il padre Tommaso e il figlio Filippo, quando non sono inesistenti sono quasi irreperibili. È quindi un’operazione meritoria quella che, auspice la collaborazione tra la Città metropolitana di Bari con la sua Ico e il Traetta Opera Festival di Bitonto, si sta realizzando in questi giorni e vedrà presto la luce con una registrazione edita dall’etichetta molfettese Digressione Music di don Gino Samarelli.

A beneficio dei Lettori, giova ricordare che se Tommaso Traetta (Bitonto 1727 – Venezia 1779) è stato uno dei maggiori esponenti della cosiddetta Scuola napoletana del suo tempo, da più parti considerato un anticipatore della celebre riforma di Gluck, il figlio Filippo (Venezia 1777 – Philadelphia 1854) non ha goduto di altrettanta notorietà. Allievo per la composizione di Niccolò Piccinni, Filippo Traetta ebbe una gioventù particolarmente movimentata a causa dei suoi ideali politici. Seguace degli intellettuali massoni napoletani, prese infatti parte attiva ai moti rivoluzionari di Napoli del 1799 e fu di conseguenza costretto, nel 1800, a riparare in America per sfuggire al patibolo. E fu proprio nel Nuovo Mondo, dove americanizzò il suo nome in Phil Traetta (o Trajetta) che compose la maggior parte delle proprie opere. È solo il caso di ricordare che si deve a lui, nel 1801, la nascita del Conservatorio di Boston e, nel 1838, di quello di Philadelphia.

Due parole con il direttore d’orchestra Vito Clemente, bitontino e traettiano doc, che dirige anche la registrazione con la Sinfonica metropolitana.
«Nell’attesa di tornare a esibirci dal vivo – spiega Clemente – questo disco è come un raggio di sole che ci consente di fare musica e di consolidare la collaborazione nata nel 2016 tra la Città metropolitana di Bari con la sua Orchestra e il Traetta Opera Festival. In questi anni abbiamo proposto in concerto non solo le musiche traettiane, ma anche quelle di numerosi compositori del passato, assieme ad altre di autori viventi, sempre pugliesi».

Il cd però è interamente dedicato ai Traetta, cosa state registrando?
«Sebbene Tommaso Traetta si sia distinto come operista e autore di musica vocale, abbiamo scelto di concentrarci solo su pagine orchestrali. Registreremo quindi sue Sinfonie d’opera da Il Cavaliere Errante (1778), Buovo d’Antona (1759), Armida (1767), Didone abbandonata (1763), Olimpiade (1769) e la Ciaccona da Antigona (1772). Del figlio Filippo registreremo le Ouverture da The Daughter of Zion e Jerusalem in Affliction, i primi oratori mai composti in America, l’Andante sostenuto da un quartetto per archi e la Sinfonia concertata, entrambi del 1803. Una buona parte di queste composizioni viene registrata per la prima volta. Il cd dura circa settanta minuti».

Dirigere pagine di Traetta non è una novità per lei, che ormai ha conquistato la fama di traettiano doc.
«È diventata un po’ una missione. A questo proposito, ci tengo a dire che tutti i brani di Tommaso Traetta vengono incisi nelle revisioni curate dal Traetta Opera Festival sui manoscritti originali; quelli di Filippo invece vengono eseguiti nelle revisioni di un italoamericano, Sciannameo, a suo tempo commissionate dal Centro studi musicali Traetta di Bitonto, presieduto da Tommaso Urbano».

Parlava della collaborazione con l’Ico barese, che nel tempo si sta rivelando fruttuosa. Cos’altro avete in cantiere dopo il disco?
«In effetti siamo al sesto anno di collaborazione e ci piacerebbe capire quando riusciremo a esibirci nuovamente dal vivo. Intanto i nostri progetti camminano e ci accingiamo a lavorare su musiche di autori pugliesi “under 50”: fra i tanti Massimo De Lillo, Leonardo Furleo Semeraro, Massimo Parente e Vittorio Pasquale».

Quella con la Sinfonica barese però non è la sola delle collaborazioni: col Traetta Opera Festival siete arrivati fino in Giappone.
«Esattamente, dal 2012 esiste a Tokyo un festival gemello, il Japan Apulia Festival animato dal soprano Konomi Suzaki. Siamo stati in Giappone a eseguire musiche dei Traetta, ma anche di altri bitontini come La Rotella e Logroscino e poi sono venuti i giapponesi a Bitonto e abbiamo inciso anche dei dischi assieme. Siamo stati persino a Venezia, città dove Tommaso Traetta è morto, per eseguirne il Miserere e lo Stabat Mater con coro e solisti misti, Puglia e Giappone».

Come ha reagito il pubblico giapponese davanti a questo repertorio che non conosceva. Ci sono altri progetti in arrivo?
«Il pubblico giapponese ha manifestato grande entusiasmo e lo stesso si può dire per gli interpreti, sempre interessati al nuovo: con piacere hanno scoperto degli autori interessanti, sebbene molto diversi tra loro. In estate torneremo a incontrare i nostri partner giapponesi per realizzare Mediterraneo, un progetto su liriche di autori latini e greci messe in musica da compositori pugliesi viventi».

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