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Porto Rubino, lo show con i «pirati» della musica: il mare di Taranto è al sicuro

Porto Rubino, lo show con i «pirati» della musica: il mare di Taranto è al sicuro

foto Vincenzo Cuomo

Grande successo per l'evento del cantautore Renzo Rubino e dei suoi ospiti, da Morgan, a Ron, a Noemi

22 Luglio 2020

Bianca Chiriatti

Un viaggio partito da Polignano a mare, a bordo di «Tramari», un gozzo di nove metri, e finito a Taranto lunedì sera, quando la barca è diventata palco e il pubblico del Molo Sant’Eligio si è fatto trascinare dai racconti musicali sul mare del Capitano Renzo Rubino. È stata questa la tappa finale di «Porto Rubino 2020», un viaggio reale di una settimana, tra le onde dei mari pugliesi - con tanto di Maestrale - e un equipaggio composto da una superband, tanti ospiti e perfino qualche «pirata».

Lo show nel capoluogo, città natale di Rubino, parte poco dopo il tramonto, con l’incredibile contrasto tra le luci dell’imbarcazione e quelle del gigante d’acciaio alle spalle. E il cantautore fa suo fin dai primi minuti il tema dell’inquinamento, «rubando» le parole a Lucio Dalla: «Così stanno uccidendo il mare/stanno umiliando il mare/stanno piegando il mare». Rubino ama il mare, e lo racconta in canzoni e aneddoti sulla navigazione («Siamo rimasti per 6 ore in avaria. All’acqua non bisogna mai dare del ‘tu’»), ribadendo quanto l’uomo possa sentirsi piccolo davanti alla potenza della natura.

La prima ospite traghettata dal backstage (su un altro molo) al palco di «Tramari», è Noemi, che porta «Pescatore» di Pierangelo Bertoli e Fiorella Mannoia, in duetto col padrone di casa, poi «Il mare d’inverno» e una grintosa «Vuoto a perdere». E come ogni buon capitano, durante le esibizioni dei colleghi/amici, Rubino è lì, sulla barca, tra tecnici, fonici, fotografi, tutto a scena aperta, a sorvegliare che la «navigazione musicale» fili liscia. Suo braccio destro, quasi «nostromo», è il giornalista Gino Castaldo, che interviene tra una canzone e l’altra con racconti e storie, da Dalla a Modugno, il mare sempre a fare da «fil rouge». È il momento dei brasiliani Selton, insieme alla giovane rapper barese Priestess, poi con Vasco Brondi, unito al cast della serata a sorpresa. Intensa la versione di Rubino, da solo, su «Com’è profondo il mare», per introdurre l’arrivo di Ron, che emoziona con «Una città per cantare», «Cosa sarà», e «Anima». È poi il turno della voce limpida come acqua della pugliese Erica Mou, che merita più di un applauso per «La casa in riva al mare», in duetto con Capitano Renzo, e «Dove cadono i fulmini», colonna sonora del film «Una piccola impresa meridionale» di Rocco Papaleo. Commozione per «Il postino (Amami uomo)», con cui Rubino è arrivato terzo a Sanremo Giovani nel 2013, poi spazio all’energia di Gabriella Martinelli, che gioca in casa, e propone «Mareluna», di Pino Daniele, e la sua «Il gigante d’acciaio», con cui ha partecipato all’ultimo Festival, e mai luogo fu più adatto per eseguirla.

Gran finale con i due «pirati» della serata: un Bobo Rondelli in grande spolvero, scanzonato e ironico su «Il cielo è di tutti», «Licantropi», «Madame Sitrì» e «Guarda che luna», con il padrone di casa. In chiusura l’imprevedibile e geniale Morgan, che regala in duetto con Rubino «Sapore di mare» e «Onda su onda», insieme a una splendida «Summer on a solitary beach». Pirata anche perché c’è chi giura di averlo visto gettare in acqua il foglio di uno spartito, non si sa se volontariamente. Il saluto al pubblico è con «Ciao mare», e con un «grazie», da parte di Renzo, alla sua terra. «Senza di voi non avrei fatto niente di tutto questo». Visto ciò che ha saputo regalare, il grazie è ampiamente reciproco.

(foto Vincenzo Cuomo)

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