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In Puglia e Basilicata

l'intervista

«L'arte non può abbattere il mostro, ma desta la mente», parola di Renzo Rubino

«L'arte non può abbattere il mostro, ma desta la mente», parola di Renzo Rubino

foto Vincenzo Cuomo

Il «grido» dello skipper melodico

22 Luglio 2020

Alessandro Salvatore

«L’arte non può fare miracoli, come piegare un molosso industriale, ma è in grado di smuovere la coscienza, andando in profondità». In versione skipper della musica, Renzo Rubino «insaporisce» Taranto con la brezza marina. La sua insenatura, al Molo Sant’Eligio, diventa un palco sotto le stelle. È l’effetto di «Porto Rubino», il progetto di circumnavigazione della sua Puglia da parte del cantautore martinese che, a bordo del suo gozzo di nove metri «Tramari», ha attraversato il mare, «incontrando lupi, sirene, pirati e mostri», con il cuore ricolmo della canzone italiana ispirata al mare stesso.

Da Polignano in direzione Taranto, dove l’altroieri sera Rubino, sul proscenio di una imbarcazione a vela, ha de-cantato il blu naturale, attorniato da colleghi big sulla cresta dell’onda poetica. «Avevo nella testa di costruire un progetto che fosse fortemente basato sull’emozione - spiega il premio della critica di Sanremo 2013 con Il postino -. Stasera omaggiamo il mare, con artisti incredibili, che tanto hanno avuto a che fare con il mare».

Rubino spiega come «non è stato facile realizzare questo progetto in quest’anno segnato dalla pandemia. Pensare di attuarlo quando i porti erano chiusi. Ma i porti sono stati una salvezza, perché hanno dimostrato la loro apertura. Il mare, dunque, va rispettato per la sua generosità verso l’uomo». Ma tale sentimento non è sempre contraccambiato, «come dimostrano i mostri marini. Penso alla plastica incontrata in navigazione e penso alla fabbrica che qui trasuda inquinamento» annota Rubino durante il suo concerto avvolgente. Le parole del cantautore teatrante sono intrise di verità sul Meridione, «dove ho deciso di restare facendo musica senza andare altrove. Ciò significa vivere la mia terra con le sue bellezze periodiche, come la lasagna della domenica, ma anche di accettare il compromesso di lavorare in una fabbrica che rischia di farti ammalare. Qui il mostro marino ha delle dinamiche che sono difficili da accettare».

A Taranto ed alle sue contraddizioni, Rubino ha dedicato il suo ultimo singolo di un anno fa Dolcevita. «Passeggio tra bastoni e angeli/I vecchi guai son sempre giovani/Son sempre là cassaintegrati e nuvole/Il fumo che ci fa morire angeli/Dolcevita, dolcevita/Per un weekend sia dolcevita». Parole evocative di un possibile cambiamento, che la musica fa risuonare. Il suo progetto, «Porto Rubino», diventerà un documentario per Sky Arte. Dalla Puglia, Taranto compresa, sarà inviato all’Italia un grido di bellezza.

(foto Vincenzo Cuomo)

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