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«Tickets», la salentina Merifiore canta in inglese e cinese nel segno di un mondo libero

Il mio canto in inglese e cinese nel segno di un mondo libero»

È un esperimento unico nel panorama musicale italiano

16 Maggio 2020

Angela Leucci

Incontro musicale fra inglese e cinese nel brano di un’artista salentina. È uscito su tutte le piattaforme digitali «Tickets», nuovo singolo di Merifiore (Artist First), cantautrice electro pop, che segue gli altri due rilasciati quest’anno, «Senza più chiedere» e «Io e te». La produzione musicale a cura del producer e beat maker Frank Carrozza. Il brano si avvale del flauto traverso di Anna Bazueva e di un campione audio estratto dal comune svolgersi di una giornata tipo in aeroporto con l’invito al check-in rivolto ai passegger

Merifiore, originaria di Leverano (Lecce), nel 2014 ha vinto il concorso Arezzo Wave. Ha esordito nel 2013, calcando moltissimi palchi nazionali e facendosi notare nel 2016 con il singolo «Tell Me» poi sigla di un programma Sky. Nel 2019 ha pubblicato «Non Hai Mai Visto Un Porno», per poi esibirsi in numeorsi festival musicali italiani.

Merifiore, come nasce «Tickets»?

«Si tratta di un esperimento linguistico e musicale. Sono stata studentessa di lingua inglese e cinese all’Università del Salento e volevo lasciare una traccia della mia esperienza didattica. In più mi affascinava applicare al contesto dei suoni alla musicalità inglese e cinese: per questo ho scelto i flauti e le atmosfere che richiamano l’Asia».

 Di cosa parla «Tickets»?«

Della voglia inespressa di viaggiare. Il mio è un volo immaginario, un viaggio che vorrei fare ma non posso per via del lockdown. Ho scritto prima però la canzone, poi ho pensato che ha un senso perfetto oggi».
Il primo verso del brano dice: «I just booked a flight to China, I just booked a flight to China-town!»...
«Non c’è nulla di politico, ma cantando in inglese mi andava di gettare una luce nuova sulla cultura cinese, la sua filosofia, la bellezza della sua architettura e naturalmente la sua antichissima storia. Non ho più scritto nulla in cinese. “Tickets” è un esperimento unico e così volevo che rimanesse. Purtroppo non sono mai andata in Cina, proprio come dico nella canzone».

Che cosa significa per un artista affidarsi alla virtualità durante il «lockdown»?

«La condivisione è sempre qualcosa di bello e necessario. Per noi musicisti qualsiasi forma di condivisione è importante, anche quella virtuale, che però può apparire limitante e amara, perché non c’è l’abbracci finale, quello vero. E certo l’entusiasmo e l’energia non sono gli stessi: la musica è aggregazione e la dimensione virtuale sottrae un po’ della sua magia».

E domenica partecipa all’appuntamento virtuale a tema Lgbt Rainbow Day-Home Edition.

«Sì, perché credo che la tematica sia d’attualità. L’amore deve essere libero, l’importante è trasmettersi del bene senza che ci siano discriminazioni».

Progetti per il futuro?

«Stiamo lavorando al disco, che avremmo voluto pubblicare, ma l’uscita è stata rimandata per il lockdown, anche perché il tipo di musica che faccio va portata fuori e quindi posso solo aspettare. Usciranno però dei singoli scaglionati, il prossimo in piena estate».

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