Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 05:12

Lettere alla Gazzetta

Le contraddizioni dei nuovi riformatori

Il nostro è proprio un Paese strano, non abbiamo la capacità di valutare razionalmente situazioni che potrebbero dare un inversione al nostro sistema politico ed amministrativo, o almeno provarci. Abbiamo usato un referendum, che tutto si poteva dire ma che almeno alleggeriva sensibilmente il sistema, per far cadere un governo, anzi Renzi, dando ascolto a gente che per vendetta o interessi di partito hanno condizionato questa scelta.
Cioè a dire, fare fuori una persona e tenerci 315 senatori, le provincie, il cnel e gli stipendi onerosi dei consiglieri regionali. Intelligente.
Ottenuto tutto questo i signori promotori del no davanti al Presidente della Repubblica alzano le mani e non si assumono la responsabilità di un nuovo governo. Perfetto.
Adesso sento parlare di nuovo di vitalizzi, di scandalosi stipendi e di una legge elettorale che ancora è in alto mare. Ci siamo scandalizzati di una legge che prevedeva il doppio turno, perchè non garantiva la maggioranza di una parte politica, che in un sistema tripolare come il nostro è l'ideale. In Francia c'è il doppio turno. Sorprendente.
Qualche settimana fa una consigliera regionale pugliese dei "5 stelle" proponeva la riduzione dei loro stipendi; con il referendum si riducevano in tutta Italia. Coerenza.
Sono scesi in campo intellettuali professori che in difesa di qualche articolo della Costituzione hanno dato fuoco alle polveri, io chiedo a costoro come mai 70 anni fa sono riusciti a farne una di zecca e oggi non riusciamo a cambiare gli articoli che no funzionano. Moderni.
Non capisco come la gente non si rende conto che in ballo ci sono i nostri interessi e valutare.

Mimmo Zannetti, Francavilla Fontana (Brindisi)

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