Giovedì 17 Gennaio 2019 | 10:54

LETTERE ALLA GAZZETTA

Italia e Canada, dai social un verdetto opposto

Leggo sui vari quotidiani le omelie laiche domenicali dei direttori e giornalisti di prestigio soprattutto dedicate alla pagina politica, all'incarico che sta per essere conferito a Gentiloni per traghettare il Paese alle nuove elezioni, non si sa ancora con quale legge elettorale!
Per chi come me ha votato SI è la conferma della inutile perdita di tempo per il nostro paese dimostrata dal voto di protesta da parte di chi la Costituzione non l'ha mai letta e non la leggerà mai ma intendeva mandare a casa Renzi.
Soprattutto i giovani afflitti da vari problemi primo fra tutti quello della difficoltà/impossibilità di trovare un lavoro. I giochi sono ormai fatti ed è inutile piangere sul latte versato anche da parte chi ha votato SI.
Ma c'è un episodio che mi fa pensare, In un club di amici nato per altri motivi, frivoli, tifosi del Bari calcio, tra cui ci scambiamo mail su quell'argomento, c'è un italiano trasferito in Canada a Toronto che, esulando dal tema calcistico scrive:
"ma che sta succedendo in Italia? Non volete davvero cambiarla? Se il referendum è stato inteso come una protesta contro Renzi potevate aspettare il 2018. Avete perso una buona occasione per creare i presupposti per dar vita ad un Paese dalle procedure più veloci ecc. Che figuraccia di fronte al mondo e noi italiani all'estero viviamo la cosa con molta delusione ecc.ecc.Noi italiani all'estero ci preoccupiamo della nostra patria molto più di voi ecc.ecc. Volete vedere un Salvini o un Grillo al G7 o a una visita ufficiale alla casa Bianca (che peraltro ospita inquilino non tanto affidabile) ecc.ecc. Un italiano, qui finisce la citazione, uno fra i tanti del il 60% dei residenti all'estero che hanno votato il Si. Ma nel Canada c'è un motivo in più. Diciamo estetico e pratico:
Energico, bello, attraente, c'è un premier che ha instaurato la "Trudeaumania", termine che è entrato perfino nei vocabolari. Justin Trudeau, è il primo ministro del Canada, che in rete ha già vinto la palma del capo di governo più sexy del mondo. A 43 anni, eletto con il Liberal, Justin diventa il secondo primo ministro più giovane della storia canadese e tra i paesi del G7 (dopo Renzi, guarda caso).
Che sia bravo lo hanno deciso i canadesi, eleggendolo grazie al suo impegno per ridurre la spesa pubblica, tassare i più ricchi, legalizzare la marijuana e per la lotta al cambiamento climatico. In più, è stato consacrato dai social (strumento fondamentale per la campagna) come il perfetto erede di suo padre, l'ex primo ministro Pierre Trudeau, famoso per aver avuto love story con Barbra Streisand, Margot Kidder e Kim Cattrall e per cui fu coniata la "Trudeaumania". Da questo punto di vista una specie di Trump!
Già i social! In Canada hanno fatto vincere Trudeau in Italia hanno fatto perdere Renzi. Vacci a capire qualcosa

Mimmo D'Aloia, Bari

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