Giovedì 17 Gennaio 2019 | 14:36

LETTERE ALLA GAZZETTA

L'ecomessaggio del Pontefice non è una denuncia apocalittica

L’umanità contemporanea ha il dovere etico di preservare la salute dell’ecosistema Terra. In questo controverso villaggio globale l’asse politica-tecnica-economia, talvolta, con i suoi eccessi iperefficientistici, produce danni consistenti non solo all’ambiente fisico, ma anche alla convivenza civile, alla democrazia, alla giustizia, alla libertà. In questi giorni, il santo padre ricevendo in udienza i partecipanti alla plenaria della Pontificia accademia delle scienze, in Vaticano, sul tema «Scienza e sostenibilità. Impatto delle conoscenze scientifiche e della tecnologia sulla società umana e sul suo ambiente», ha lanciato un forte grido d’allarme. Giustificatissimo. Papa Francesco ha lamentato, con piglio politico, esitazioni e manchevolezze della politica mondiale: il ritardo cronico con cui vengono ratificati gli accordi mondiali sul clima, l’efferatezza delle guerre di dominio e di potere, che fanno cencio dell’uomo, mascherate sovente da opinabili rivendicazioni, e che vanno sempre a detrimento della ricchezza morale e culturale dei popoli.
Eppure, la politica internazionale, per sua mansione precipua, dovrebbe ricercare costantemente la fiaccola ardente del bene comune e dei beni universali. Politico e di enorme rilevanza civile l’ammonimento del Papa, che ha denunciato «la sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza, che cercano anzitutto il profitto». Epperò, le parole di Francesco non sono apocalittiche, s’aprono al vento del futuro, all’attesa, alla speranza. Egli fa un appello vibrante e accorato agli scienziati, perché abbraccino «uno sviluppo sostenibile e integrale», dal momento che mai come in quest’era difficile la scienza può giovare a creare equilibri sistemici, ecologici, globali. Devono essere, soprattutto, gli scienziati, che agiscono svincolati da interessi politici, economici e ideologici, a guidare le danze. Essi devono saper edificare una leadership su questioni di prioritaria attualità: acqua, energie rinnovabili, sicurezza alimentare. Se solo una parte delle idee e rosei propositi di Papa Francesco dovessero divenire piattaforme delle agende istituzionali, saremmo sulla retta via d’un plausibile equilibrio ambientale e umano.

Marcello Buttazzo, Lequile (Lecce)

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