Lunedì 21 Gennaio 2019 | 21:35

LETTERE ALLA GAZZETTA

Si ricorre all'etica solo quando fa comodo

Per spiegare il perché di un comportamento o di una norma, quando ci fa comodo si ricorre all’etica e quando non ci fa comodo, l’etica non conta.
L’etica non è sempre sorretta da una logica concreta, visibile, dimostrabile. Per esempio, per quale ragione logica non posso palpare lascivamente una donna, contro la sua volontà? Mica la metto incinta, palpandola. Mica la graffio. Mica le lascio un’ecchimosi.
Non posso palparla perché sul piano etico, sebbene di segni concreti supponiamo non ci sia traccia, commetterei una grave infrazione.
Per quale ragione logica, nei luoghi di lavoro, devo vestirmi in un dato modo e osservare un certo stile di comportamento? Mica uccido nessuno, nel caso mi vesta a modo mio o cambi turno secondo le mie esigenze. Mica rubo. Mica lascio scoperto il turno di lavoro. Mica lavoro peggio.
Non posso fare a modo mio, perché esiste l’etica del lavoro.
Tuttavia, se nel primo esempio, noi applichiamo rigorosamente l’etica, nel secondo esempio, furbescamente, l’etica del lavoro facciamo finta che non esista proprio.

Fabio Sìcari, Foggia

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