Venerdì 18 Gennaio 2019 | 22:44

LETTERE ALLA GAZZETTA

La civiltà di un popolo si misura dal modo di trattare gli animali

Il 5 settembre scorso, mentre viaggiavamo in auto, tra Mattinata e Monte Sant’Angelo, ci siamo imbattuti in un cane che si trovava in mezzo alla strada e che a stento si reggeva sulle zampe, disorientato, con un occhio fuori dall’orbita oculare, terrorizzato, con le auto che gli passavano vicino senza prendersi alcuna briga di soccorrerlo.
Intenzionati ad aiutare il povero animale - che stava anche rappresentando un pericolo per la circolazione - mia moglie ed io abbiamo chiesto l’intervento della Polizia Locale di Monte Sant’Angelo la quale, dopo breve discussione, ha portato il cane presso il canile di Manfredonia per le prime cure.
Al canile è emerso che il cane era stato probabilmente investito qualche giorno prima e riportava un trauma cranico con perdita della vista, lussazione dell’anca con una ferita ormai infetta.
Abbiamo deciso di adottare la povera bestiola, che ora si trova presso la nostra abitazione, ancora in uno stato di salute molto precario, e ci auguriamo di poterle regalare una vita dignitosa, pur in presenza di problematiche fisiche gravi (il cane rimarrà cieco e zoppo).
Per completezza di racconto aggiungiamo che il personale ENPA presso il canile di Manfredonia si è dimostrato qualificato, gentile e disponibile, così come i Vigili del Comando di Monte Sant’Angelo, dopo le iniziali incomprensioni.
Già in passato, nel 2007, abbiamo salvato e adottato un altro cane randagio trovato a Monte Sant’Angelo e così abbiamo fatto l’anno successivo con un altro cane salvato nelle Foresta Umbra.
Ora ci domandiamo: è possibile che nel terzo millennio si debba ancora assistere a scene come quella che abbiamo raccontato? E’ possibile che sulle strade si debbano vedere cani randagi o abbandonati, vaganti e magari feriti o uccisi, nell’indifferenza generale delle persone?
Oltretutto è innegabile che tale situazione deplorevole e inaccettabile mette anche in pericolo gli automobilisti, oltre che gli stessi poveri animali.
Quale immagine la Puglia da di sé al turista o a quelle persone che non reagiscono con indifferenza alle sofferenze degli animali?
Consideri, egregio Governatore, che noi abbiamo una serie di amici che deliberatamente hanno deciso di non trascorrere più le ferie in Puglia (nonostante amino le bellezze che offre la regione) per non dovere più sopportare la vista di situazioni vergognose riguardanti i cani (e anche altri animali): quindi anche un danno economico per le casse della Regione che Lei governa.
Inoltre, al di là di ogni valutazione di tipo etico, ci domandiamo: come mai sul territorio pugliese rimangono largamente inapplicate le disposizioni della Legge n. 281/91, con grave carenza di strutture e personale?
Come mai sussiste una situazione di degrado nonostante siano previsti contributi regionali destinati proprio a garantire una condizione di benessere e di igiene ai cani attraverso la costruzione di strutture adeguate quali i canili?
Dove vanno a finire i soli dei contribuenti destinati alla prevenzione e tutela del randagismo?
Tale situazione di mala gestione del denaro pubblico è intollerabile e stiamo valutando se procedere con un esposto rivolto alla procura della Corte dei Conti.
Infine: non sarebbe anche ora di creare nelle persone, soprattutto nei bambini e ragazzi, una coscienza animalista insegnando il rispetto per i nostri amici a quattro zampe e più in generale per gli animali?
Come ha detto saggiamente Ghandi “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”…

Antonio Rinaldi, Giuliana Menchini, Como

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