Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 16:05

LETTERE ALLA GAZZETTA

Sì al Ponte sullo Stretto senza guerre di religione

Allora il ponte sullo Stretto di Messina si fa o no? È la domanda che Giovanni Valentini si pone sulla «Gazzetta del Mezzogiorno». «L’Italia del No - dice - rinuncia a tutto, ritirandosi istintivamente nelle sue incertezze e nelle sue inquietudini. Rinuncia al futuro e allo sviluppo. Rinuncia a crescere e a cambiare».
Dopo aver ricordato che «è bastato che il presidente del Consiglio si dichiarasse favorevole al progetto per scatenare la consueta rissa ideologica su un’opera di cui si discute ormai dai tempi dell’Unità d’Italia». Non gli si può dar torto, ricordando i casi dalla Tav al Tap, dall’alta velocità Torino-Lione al gasdotto trans-adriatico in Puglia... fino alla Raggi, la quale ha dichiarato che «per me, la priorità è la ricostruzione del dopo terremoto».
Eppure, aggiunge al riguardo il dottor Valentini, lo Stato dovrebbe sostenere soltanto le spese per i collegamenti a terra, spese comunque preventivabili da esperti qualificati e autorevoli, mentre la realizzazione dell’opera verrebbe finanziata dalla società privata aggiudicataria della concessione.
E l’impatto ambientale? Il progetto originario prevede un’unica campata sospesa a 70 metri di altezza, lunga 3,3 chilometri, 12 corsie per gli automezzi e 2 linee ferroviarie. Non prevedendo pilastri in mare, dal punto di vista estetico, poi, il risultato sarebbe spettacolare, ricorderebbe San Francisco, Lisbona... E il rischio sismico? Il progetto prevede la realizzazione con moderni requisiti anti-sismici. Non bisogna trascurare infine i tentacoli della mafia sul mega-appalto e sulla gestione del ponte! Qui però è compito dello Stato prevenire e reprimere i reati, altrimenti nulla si potrà realizzare in Calabria e in Sicilia nonché altrove.
In conclusione, un’opera così importante e vitale per il ricongiungimento del territorio nazionale deve abbandonare la «guerra di religione» per avviarsi finalmente verso la concreta realizzazione del ponte sullo Stretto.

Pietro Mattiace, Bari

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