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Gli emblemi di fede

Bari, edicole votive «luoghi del cuore» nello scrigno della città vecchia

Il comitato del Circolo Acli - Dalfino partecipa alla decima edizione del censimento Fai

BARI - Un «luogo del cuore» per il devoto, che affida alle icone la sua preghiera. Un «luogo del cuore» per la città, che le icone custodisce e deve tutelare, intanto dall’incuria del tempo e degli agenti atmosferici. Ma un «luogo del cuore» lo sono anche per il turista, che se le ritrova improvvisamente mentre passeggia tra i vicoli della città vecchia: vista fugace ed effimera emozione quanto il profumo del bucato appena steso e l’odore del ragù lasciato a sobbollire per l’intera mattinata. I luoghi del cuore in questione, straordinario museo a cielo aperto fruibile da tutti, sono le edicole votive di Bari Vecchia. I piccoli templi creati per custodire immagini sacre di santi e madonne, sono ora candidati al censimento Fai «I luoghi del cuore», giunto alla decima edizione: un invito, quello del Fondo Ambiente Italiano, rivolto a tutti i cittadini per votare i luoghi italiani che più amano e che vorrebbero vedere salvati, tutelati e valorizzati.

L’iniziativa parte dal comitato «Edicole votive di Bari Vecchia», promosso dal circolo Acli «Enrico Dalfino» ed il suo instancabile presidente Michele Fanelli, in collaborazione con la Delegazione FAI di Bari: «straordinario patrimonio culturale della nostra città - come dice bene l’assessore alle Culture Ines Pierucci – per il quale l’iniziativa del Fai rappresenta un autentico valore aggiunto per continuare a diffondere la conoscenza di questi piccoli altari». A Bari vecchia sono 240 le edicole votive, chiamate anche «madonnelle» o «nicchie»: incastonate nelle facciate dei palazzi, a volte nascoste dallo svolazzare delle tovagliette di pizzo che le ornano. Sono i devoti della città vecchia i primi difensori di questo patrimonio culturale: spesso riuniti in confraternite, si accollano le spese per le luci, i fiori e a volte le feste per celebrare il santo che raffigurano: da San Nicola, patrono della città, ai Santi Sabino, Rocco, Antonio da Padova, Cosma e Damiano, Vito, Domenico e infine la Madonna, in tutti i suoi aspetti iconografici: Addolorata, Odegitria, del Carmelo, del Rosario, degli Angeli.

Sono immagini sacre su bassorilievi del XVI sec. e affreschi del XVII sec., ma non mancano pitture ad olio su lastre di metallo. Emblema della religiosità popolare, tra l’Ottocento e il Novecento sono state realizzate da artisti locali come Michele Montrone e i suoi allievi Dentamaro e Lanave. «Una ricchezza inestimabile da tutelare per valorizzare le più antiche tradizioni della nostra terra». Sottolinea Micaela Paparella, consigliera delegata alle politiche di valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Per la loro stessa natura e posizione, esposta agli agenti atmosferici, sono manufatti molto fragili, la cui bellezza e manutenzione sono garantite proprio grazie al popolo dei devoti. Sarà possibile votare fino al 15 dicembre 2020 cliccando su www.fondoambiente.it/luoghi/edicole-votive-bari?ldc Nel caso si raggiungano almeno 2000 voti, il comitato «Edicole votive di Bari Vecchia» potrà presentare al FAI e a Intesa Sanpaolo una richiesta di finanziamento per il restauro.

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