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Bari, edicole votive «luoghi del cuore» nello scrigno della città vecchia

Bari, edicole votive «luoghi del cuore» nello scrigno della città vecchia

Bari, edicole votive «luoghi del cuore» nello scrigno della città vecchia

 
Francesca Di Tommaso

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Francesca Di Tommaso

Il comitato del Circolo Acli - Dalfino partecipa alla decima edizione del censimento Fai

Giovedì 28 Maggio 2020, 12:27

BARI - Un «luogo del cuore» per il devoto, che affida alle icone la sua preghiera. Un «luogo del cuore» per la città, che le icone custodisce e deve tutelare, intanto dall’incuria del tempo e degli agenti atmosferici. Ma un «luogo del cuore» lo sono anche per il turista, che se le ritrova improvvisamente mentre passeggia tra i vicoli della città vecchia: vista fugace ed effimera emozione quanto il profumo del bucato appena steso e l’odore del ragù lasciato a sobbollire per l’intera mattinata. I luoghi del cuore in questione, straordinario museo a cielo aperto fruibile da tutti, sono le edicole votive di Bari Vecchia. I piccoli templi creati per custodire immagini sacre di santi e madonne, sono ora candidati al censimento Fai «I luoghi del cuore», giunto alla decima edizione: un invito, quello del Fondo Ambiente Italiano, rivolto a tutti i cittadini per votare i luoghi italiani che più amano e che vorrebbero vedere salvati, tutelati e valorizzati.

L’iniziativa parte dal comitato «Edicole votive di Bari Vecchia», promosso dal circolo Acli «Enrico Dalfino» ed il suo instancabile presidente Michele Fanelli, in collaborazione con la Delegazione FAI di Bari: «straordinario patrimonio culturale della nostra città - come dice bene l’assessore alle Culture Ines Pierucci – per il quale l’iniziativa del Fai rappresenta un autentico valore aggiunto per continuare a diffondere la conoscenza di questi piccoli altari». A Bari vecchia sono 240 le edicole votive, chiamate anche «madonnelle» o «nicchie»: incastonate nelle facciate dei palazzi, a volte nascoste dallo svolazzare delle tovagliette di pizzo che le ornano. Sono i devoti della città vecchia i primi difensori di questo patrimonio culturale: spesso riuniti in confraternite, si accollano le spese per le luci, i fiori e a volte le feste per celebrare il santo che raffigurano: da San Nicola, patrono della città, ai Santi Sabino, Rocco, Antonio da Padova, Cosma e Damiano, Vito, Domenico e infine la Madonna, in tutti i suoi aspetti iconografici: Addolorata, Odegitria, del Carmelo, del Rosario, degli Angeli.

Sono immagini sacre su bassorilievi del XVI sec. e affreschi del XVII sec., ma non mancano pitture ad olio su lastre di metallo. Emblema della religiosità popolare, tra l’Ottocento e il Novecento sono state realizzate da artisti locali come Michele Montrone e i suoi allievi Dentamaro e Lanave. «Una ricchezza inestimabile da tutelare per valorizzare le più antiche tradizioni della nostra terra». Sottolinea Micaela Paparella, consigliera delegata alle politiche di valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Per la loro stessa natura e posizione, esposta agli agenti atmosferici, sono manufatti molto fragili, la cui bellezza e manutenzione sono garantite proprio grazie al popolo dei devoti. Sarà possibile votare fino al 15 dicembre 2020 cliccando su www.fondoambiente.it/luoghi/edicole-votive-bari?ldc Nel caso si raggiungano almeno 2000 voti, il comitato «Edicole votive di Bari Vecchia» potrà presentare al FAI e a Intesa Sanpaolo una richiesta di finanziamento per il restauro.

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