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Verso le regionali

Regionali, a Bari vecchia Emiliano apre la campagna elettorale: un migliaio in piazza
Governatore: le lobby contro di me

Presente la giunta, alcuni sindaci, direttori generali ed ex parlamentari e consiglieri comunali

Poco meno di un migliaio di persone in piazza a Bari per la presentazione della candidatura di Michele Emiliano. A largo Albicocca, nella città vecchia a Bari, molto ceto politico. Con il governatore i sindaci di Bari, Antonio Decaro, di Taranto, Rinaldo Melucci, di Lecce, Carlo Salvemini e di Brindisi, Riccardo Rossi. La giunta regionale è quasi al completo, compreso Totò Ruggeri coinvolto con Emiliano nell’inchiesta di Foggia per corruzione. Una piazza gremita ma non pienissima: presenti molti direttori generali della sanità e dirigenti regionali, ex parlamentari e consiglieri comunali.

L'appuntamento era stato fissato per salutare l'inizio della campagna elettorale di Michele Emiliano verso le nuove regionali, iniziativa vista come fuga in avanti ma adottata sia pure nel rispetto del tavolo delle primarie del centrosinistra fissato a gennaio. Un evento sottotono, in qualche modo funestato dall'inchiesta di Foggia - l'arresto dell'ex parlamentare Cera e di suo figlio Napoleone, consigliere regionale Udc - ma ormai era stato programmato e quindi non più rinviabile.

DECARO: LA PUGLIA CHIEDE A EMILIANO DI CONTINUARE -

«La Puglia chiede a Michele Emiliano di continuare il suo lavoro, che non è finito. Partiamo da oggi, per le primarie per le elezioni, comunque oggi comincia la campagna elettorale». Lo ha detto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, da piazza Albicocca, nel centro storico della città.

«Bari risponde, ma risponde la Puglia, qui c'è la famiglia del centrosinistra - ha detto Decaro -. È un percorso iniziato 15 anni fa. Mi ricordo che la prima volta che ho incontrato Emiliano ero al rione Madonnella, c'era l’onda Emiliano, era una giornata come questa, c'erano tante persone che si affacciavano dai balconi, tanti papà e tante mamme con i bambini sulle spalle. Sento lo stesso fermento, la stessa energia di quei giorni. Oggi è domenica e normalmente si sta con la famiglia, soprattutto chi rappresenta le istituzioni coglie l’occasione la domenica per stare con la famiglia. E io oggi mi sento in famiglia. Questa è casa mia, sono le persone con le quali ho avviato un percorso 15 anni fa e oggi c'è bisogno di andare avanti».

«Credo che Emiliano in questi anni ha restituito a questa città e a questa regione il futuro. Questa città nella migliore delle ipotesi la conoscevano come 'Berì, usando un dialetto che non è nemmeno barese, oggi - ha concluso il sindaco del capoluogo pugliese - siamo una capitale europea del turismo e lo dobbiamo anche al lavoro che ha iniziato Emiliano 15 anni fa e che io ho provato a continuare in questi anni». (ANSA).

IL SINDACO DI LECCE E CAROFIGLIO

Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini ha detto: «mi sento un periferico, marginale giocatore di una squadra in cui ciascuno di noi svolge un ruolo importante ma nessuno è indispensabile. E sulle Regionali: sono la classica curva del tornante, e se i nostri avversari continuano a dire che ci manderanno a casa, noi dobbiamo unirci per dire che respingeremo questo attacco».

Il sindaco di Lecce ha parlato anche di Carofiglio: «C’è stato un vostro concittadino che si colloca in posizione di terzietà - ha detto -, che si chiama Gianrico Carofiglio, che ci ha ricordato come la politica si fa con i piedi nel fango. Qui c’è una classe dirigente che avverte l’impegno a migliorare ogni giorno, senza saccenze. Michele come tutti noi è fallibile. Chi si offre come infallibile ci prende in giro».

EMILIANO: SIAMO LA REGIONE PIU' BELLA DEL MONDO

Il governatore Emiliano, che è apparso un po' nervoso, è intervenuto sul palco dopo i sindaci: «Quando io non ho fatto una cosa che dovevo fare, basta il vostro sguardo a ricordarmelo. Noi siamo la Puglia, siamo le sue città e le sue statue. Andare, dare il proprio numero di telefono e rispondere a chi è importante e a chi non conta niente. È così che stiamo diventando la Regione più bella del mondo».

«CONTRO DI ME LA LOBBY DEL CARBONE»

«Noi stiamo in mezzo alla strada a prenderci i fischi - ha aggiunto -, che rifanno i pronto soccorso. E ancora: «I capi delle più grandi aziende del petrolio, non posso fare i nomi, mi hanno detto: Emiliano vai piano perché quelli del carbone sono pericolosi, hanno comprato miniere a quattro soldi e vogliono fare affari sulla salute dei nostri figli. Questi del carbone non vogliono che io sia rieletto presidente. Stanno facendo di tutto».

Noi rispettiamo tutte le istituzioni, rispettiamo gli avversari, rispettiamo anche i lobbisti. Rispettiamo i magistrati, sempre, in ogni caso, anche quando non siamo d’accordo con loro.

«MAI CON M5S SE NON SI SCUSANO»

«In Puglia, sia chiaro, con quelli che prima dicevano una cosa e poi ne fanno un’altra, noi la maggioranza almeno al primo turno non la faremo mai, se non ci chiedono scusa di tutte le cose che hanno detto contro di noi, per poi rimangiarsi tutto» ha aggiunto Emiliano. «Avevano detto che avrebbero spostato il Tap e noi siamo rimasti con il cerino in mano; avevano detto che avrebbero chiuso l’Ilva e non hanno avuto la forza di farlo e non vogliono neanche aiutarci a decarbonizzarla. Con gente così, - ha detto Emiliano - che non rimedita sulle fesserie che ha detto, al Governo non ci vado, e noi vinciamo le elezioni anche senza di loro. Li travolgeremo, travolgeremo le chiacchiere e le infamità che vanno raccontando».

LA GRATITUDINE PER VENDOLA - 

«Siamo grati a chi ci ha preceduto e un pò oggi mi manca. Io e Nichi Vendola non sempre siamo riusciti ad essere come dovevamo e io mi assumo tutte le responsabilità che mi competono, però se non ci fosse stato lui io non sarei qui. Una leadership politica e umana come quella di Nichi oggi mi manca. Se fosse qui oggi io sarei l’uomo più felice del mondo». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, aprendo a Bari la campagna elettorale per le Regionali del 2020.
«Mi manca Vendola, - ha precisato Emiliano - non quelli che si sono serviti di lui, che sono una cosa diversa, perché fingono di rappresentare una sinistra della quale non hanno mai fatto parte». 

SINDACI: APPELLO UNITÀ DEL CENTROSINISTRA 

 Appelli all’unità del centrosinistra pugliese per le prossime elezioni regionali del 2020 sono stati lanciati oggi dal palco montato in largo Albicocca, nel centro storico di Bari, per l’avvio della campagna elettorale di Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia.

«Il nemico non è nel centrosinistra, è la destra reazionaria, che ha deciso di mettere in discussione i valori della nostra democrazia» ha detto il segretario regionale del Pd, il deputato Marco Lacarra. «Dobbiamo essere più indulgenti con noi stessi, - ha detto Lacarra - dobbiamo finirla di farci prendere da una sindrome di autolesionismo che non serve a nulla. Non possiamo permetterci di lasciare questa regione in mano alla destra, dobbiamo sentirci una comunità unita». Sul palco sono intervenuti prima di Emiliano i sindaci di Bari, Antonio Decaro, Taranto, Rinaldo Melucci, Lecce, Carlo Salvemini, Brindisi, Riccardo Rossi, Trani, Amedeo Bottaro e Bernardo Lodispoto, sindaco di Margherita di Savoia e presidente della Provincia Bat.
«Dovremmo riscoprire il sentirsi tutti parte di una squadra, nel rispetto delle differenze - ha detto Salvemini -. Di fronte ai nostri avversari, quelli che oggi riempiono le piazze per ricordarci valori che sono contrari anche alla Costituzione e che dicono che ci manderanno a casa a partire dalle regionali, noi dobbiamo unirci, a casa, per respingere quell'attacco». Riccardo Rossi ha detto che «la Piazza San Giovanni di ieri ci impaurisce, dove c'è la destra estrema e che accoglie con noncuranza i fascisti di Casapound, rispetto ai quali non possiamo fare distinguo. Dobbiamo essere uniti e respingerli. Se perdiamo qui, perderemo anche il Governo nazionale e ridaremo questa Italia a Matteo Salvini. Il voto dell’anno prossimo ha due valori: mantenere in Puglia un governo che ha riportato in alto la regione ma allo stesso momento è una partita che ha un profondo significato nazionale». Da Lodisposto l’appello esplicito «a tutte le forze di centrosinistra: l’unico candidato che può vincere è Michele Emiliano. Uniti si vince, non ci sono alternative».

LA REPLICA DEI 5 STELLE - «Non vogliamo avere niente a che fare con chi governa come ha fatto lui, cercando di raccattare consensi per mantenersi attaccato alla poltrona e distribuendo poltrone pur di aumentare il suo bacino elettorale. Ed è un no che vale per la campagna elettorale e per tutto quello che ci sarà dopo». Così i consiglieri regionali pugliesi del M5S replicano a Michele Emiliano che oggi, in apertura della sua campagna elettorale per le regionali, ha detto che con i pentastellati «almeno al primo turno» non farà mai alleanze «se non chiedono scusa di tutte le cose che hanno detto contro di noi, per poi rimangiarsi tutto».
«Ha provato a 'comprarè anche noi - sottolinea il M5S - proponendoci tre assessorati in cambio del silenzio su tutti gli altri provvedimenti della Giunta. E siamo stati gli unici a rifiutare l’offerta e andare avanti».
I penstastellati accusano Emiliano di aver condotto una "finta battaglia contro il gasdotto» Tap «solo su giornali e tv, limitandosi a chiederne lo spostamento a Brindisi, città letteralmente abbandonata dalla sua Giunta». «Oggi avrebbe dovuto parlare del suo programma per la Puglia, ma su temi come sanità, consorzi di bonifica, Arif, PSR, fondi per la pesca persi, emergenza rifiuti neanche una parola. Fallimenti evidenti anche ai consiglieri di quella che dovrebbe essere la sua maggioranza, oggi quasi del tutto assenti. Neanche loro hanno avuto il coraggio di presenziare a questa farsa. Pertanto visti i fallimenti e gli scandali giudiziari della sua maggioranza, riteniamo che sia Emiliano a dover chiedere scusa ai pugliesi». 

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