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In Puglia e Basilicata

Il sit in

Bari, pescatori in rivolta: «Resteremo fermi finché non ci ascolteranno»

La mobilitazione è scattata a seguito di un nuovo intervento della Guardia costiera che ha imposto sanzioni ed effettuato sequestri ad alcuni pescherecci che stavano utilizzando reti a strascico con maglie piccole, quelle considerate illegali dall’Unione Europea

08 Ottobre 2019

Antonio Galizia (Foto Luca Turi)

BARI - Il mercato ittico resterà chiuso ad oltranza. I pescherecci non toglieranno gli ormeggi fino al giorno in cui i pescatori riceveranno rassicurazioni sulle più volte annunciate modifiche al regolamento comunitario che impone sanzioni pesanti a carico degli operatori che non si atterranno alle norme che impongono l’impiego delle reti a maglia larga in questa zona dell’Adriatico.

Prosegue, a Mola e in tutte le marinerie del Barese e del basso Adriatico, la mobilitazione degli operatori della pesca scattata martedì mattina a seguito di un nuovo intervento della Guardia costiera che ha imposto sanzioni ed effettuato sequestri ad alcuni pescherecci che stavano utilizzando reti a strascico con maglie piccole, quelle considerate illegali dall’Unione Europea. L’intervento dei militari aggiunto ad analoghi fermi scattati in altre marinerie pugliesi, ha fatto scattare, quattro mesi dopo l’ultimo sciopero, l’astensione dal lavoro di tutta la marineria di Mola di Bari.

Infatti martedì, alla notizia dell’intervento della Guardia costiera, tutti i pescherecci di Mola hanno fatto rientro nel porto, il mercato ittico ha sbarrato i cancelli e i pescatori hanno dichiarato l’intenzione di intraprendere «un’azione di protesta ad oltranza - spiegano i pescatori, riuniti nel piazzale antistante il mercato ittico, sul lungomare - se non verrà attuata, come annunciato, la normativa che depenalizza le infrazioni per la pesca sottomisura, facendo schizzare alle stelle le sanzioni».
«Non bastano le riduzioni applicate in modifica alla legge 154 - aggiungono - a seguito della nostra protesta di febbraio, è importante intervenire sul regolamento comunitario che poggia su basi scientifiche secondo noi non veritiere, in quanto stabiliscono che nel basso Adriatico bisogna pescare con reti a maglia larga». La mobilitazione continuerà oggi, quando alle 7.30 si raduneranno per un sit in le marinerie pugliesi.

Hanno aderito alla manifestazione le marinerie di Bari Santo Spirito, Barletta, Bisceglie, Giovinazzo, Manfredonia, Margherita di Savoia, Mola di Bari, Monopoli, Molfetta, Trani, Vieste.

In arrivo anche adesioni da Gallipoli, Otranto, Fasano-Savelletri, Taranto. «Alla ministra Bellanova chiediamo un incontro urgente - è l’appello dei pescatori - affinché si faccia portavoce di una revisione integrale dei regolamenti europei. Fino alla revisione chiediamo un sostegno al reddito delle nostre famiglie, visto che è diventato impossibile pescare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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