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«Matera non si lega»: fischi e contestazioni per Salvini in piazza

Il leader della Lega ha parlato anche di scuola e di migranti

Dopo la prima tappa della giornata di campagna elettorale ad Ariano Irpino (Avellino), Matteo Salvini è arrivato a Matera dove ha tenuto un comizio a sostegno del candidato sindaco di centrodestra, Rocco Luigi Sassone. Durante il suo intervento dal fondo della piazza sono arrivati fischi, cori e contestazioni da parte di un gruppo di persone che ha anche esposto dei cartelloni contro il leader della Lega.

«In Basilicata ci sono 1.934 alunni con problemi di disabilità: ragazzi e ragazze con relative famiglie che soffrono più delle altre le troppe incertezze». Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, a Matera, a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Rocco Luigi Sassone.
«Mancano - aggiunge - circa 50mila insegnanti di sostegno specializzati in tutto il Paese, il trasporto pubblico è indebolito da tagli e restrizioni che mettono a rischio la frequenza scolastica, l’eventuale isolamento o quarantena avrà effetti devastanti su studenti e genitori e le linee guida sono lacunose, escludono le famiglie e non garantiscono progetti inclusivi. Rivolgo un appello accorato al ministro Azzolina: nessuno deve restare solo. Gli studenti disabili e le loro famiglie non sono invisibili e non meritano di essere cancellati come il Governo ha fatto con il ministero ad hoc voluto dalla Lega. È necessario un impegno anche economico concreto, serio, efficace. C'erano problemi negli anni passati, dopo il virus e la chiusura - conclude Salvini - i problemi saranno ancora più grandi: cosa ha fatto il ministro negli ultimi sei mesi, ha dormito?».

«Tornerò a Matera da Presidente del Consiglio, se non mi arrestano...": è stata questa la battuta usata dal leader della Lega, Matteo Salvini, durante un comizio nella Città dei Sassi, facendo riferimento al processo sullo sbarco dei migranti in cui dal 3 ottobre sarà imputato al Tribunale di Catania. «Ho fatto una battuta, però - ha poi aggiunto ai giornalisti - leggendo le intercettazioni dei Palamara di turno è una battuta fino a un certo punto. Io conto di aver fatto il mio lavoro, di aver esercitato i miei poteri nel pieno rispetto della legge, però - ha concluso Salvini - non ho la minima paura di andare in quel Tribunale».

(foto Genovese)

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