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«Attori per la Puglia»: la poesia recitata sul web diventa mezzo per supportare la raccolta fondi

Il progetto coinvolte undici attori pugliesi, coordinati da Eliana Manca, che si è basata su un testo di Mariangela Gualtieri

Un video per accompagnare la raccolta fondi a sostegno del sistema sanitario della regione: è "Attori per la Puglia", un video in cui undici attori pugliesi si uniscono virtualmente per un reading della poesia '9 marzo 2020', di Mariangela Gualtieri, con un invito a dare una mano (ecco come contribuire). Il progetto e il concept del video, che si può vedere a questo link, sono stati curati da Eliana Manca, l'abbiamo contattata per farci raccontare qualcosa in più.

Come è nata l’idea di unire un progetto artistico, come un reading virtuale di una poesia, a una causa solidale?

«Nel mio isolamento pensavo a cosa potessi fare di concreto per dare un aiuto all’emergenza sanitaria. Ho sempre amato le poesie di Mariangela Gualtieri, molto legate al teatro. Appena ha pubblicato la poesia “9 Marzo 2020” ho pensato che fosse il testo giusto per poter dare il mio contributo attraverso un video, e dedicarlo alla promozione della raccolta fondi della protezione civile. Ho contattato 11 attori e ho chiesto loro di interpretarla liberamente. Ho volutamente rinunciato a dirigerli a distanza, senza scegliere le inquadrature, senza chiedere ausili di microfoni per avere un audio più pulito, senza fare appunti sull’interpretazione. Mi interessava vivere anche nel mio lavoro questa privazione del contatto e del controllo sugli eventi, che in genere caratterizza la creazione di un video. Ho dato l’effetto “telecamere di sicurezza” a tutta la clip, come se gli attori fossero spiati nel loro isolamento dal pubblico, con la data del 9 Marzo stampata come un tatuaggio su ogni fotogramma.
Con i pochi mezzi che attualmente ho a disposizione, ho cercato di cucire quasi chirurgicamente le voci, gli echi, le sovrapposizioni. Volevo che dessero l’idea di connessione e unione, nonostante tutto, in questo epocale “mal comune”»

Che risposta c’è stata, sia da parte degli attori che da parte del pubblico?

«La risposta del pubblico è forte e piena di “grazie”, come sempre la gente ha bisogno degli artisti che diano voce al loro vissuto, attualmente ha anche la necessità di sentirli vicini e calati in questo contesto che chiede solidarietà e concretezza.
È bello anche vedere come un video con una lettura di una poesia, in genere adatto a un pubblico di nicchia, in questo caso abbia avuto una risonanza e un’accoglienza diversa. Gli attori hanno risposto subito positivamente, felici di poter contribuire alla raccolta fondi attraverso il loro lavoro. Mi hanno anche ringraziata di aver avuto un’idea con un risvolto pratico, e cercare di promuovere la raccolta fondi a scopi sanitari è il primo obiettivo e un nobile intento. Ma mi piace anche pensare a quello che tutti gli artisti di ogni settore stanno facendo per le milioni di persone sane e in lockdown: ore di streaming di film, musica, spettacoli, libri che la gente ora forse può apprezzare maggiormente. Se non altro può capire meglio qual è il valore del lavoro degli artisti: tenere la mente e l’anima in vita»

La filiera dello spettacolo, completamente ferma, è uno dei settori che sta soffrendo di più: quali sono secondo te gli scenari che si prospettano?

«È difficile prevedere gli scenari futuri, dato che il futuro ora è veramente ignoto e si pone in un altrove senza data e senza prospettive prevedibili. Il lockdown è una condizione mai sperimentata prima, che sicuramente cambierà la fruizione, le modalità e la percezione dello spettacolo. Prima di tutto bisognerà fare i conti con il lato pratico, con la politica e i sostegni economici per far ripartire il settore. Dopo ci saranno nuovi contorni da definire a seconda delle necessità collettive.
La gente avrà paura degli spettacoli dal vivo o ne sentirà una necessità dirompente come mai prima?  Ci sarà un consolidamento del virtuale o verrà accantonato perché si riscoprirà il valore dell’esperienza dal vivo comunitaria?
Vorrà stare a guardare streaming e tv impaurita e traumatizzata, o vorrà stare il più possibile fuori e spegnere tutto?
Il cosa raccontare, il come e il dove, è tutto da vedere»

Che ne pensi degli spettacoli portati sul web, oggi unico “palcoscenico” disponibile?

«Il web attualmente è l’unico palco disponibile per qualsiasi cosa, non solo per lo spettacolo. Condividiamo globalmente questa situazione kafkiana di deprivazione della libertà e della socialità, e possiamo incontrarci, lavorare, imparare, creare, persino amarci solo sul web. Come ogni palcoscenico si può calcare, rimanere dietro le quinte o essere sulla ribalta. Ma ci siamo.
Tutti riversi in questo virtuale che è l’unico spazio dove ci è dato muoverci, mentre le quinte immobili delle nostre città deserte ci fissano silenziose senza poter fare da scenografia a nessuna storia. Alcuni invocano il silenzio della gente che canta sui balconi, delle attività degli artisti che inondano il web, anche andando incontro alla saturazione, e io in genere sono una grande ammiratrice del silenzio. Ma in questo caso trovo che questa ridondante offerta di contenuti sia il segno della vita, della creatività e della voglia di comunicare che nessuna circostanza può sopprimere. Penso che l’arte, a differenza della vita, sia cronica: a lungo decorso, senza possibilità di guarigione né pericolo di morte a breve scadenza»

CREDITS VIDEO:

testo di: Mariangela Gualtieri
progetto e video di: Eliana Manca
con: Sara Bevilacqua, Dario Cadei, Ilaria Carlucci, Ippolito Chiarello, Luigi D’Elia, Silvia Lodi, Enrico Messina, Cristina Mileti, Daria Paoletta, Luca Pastore, Giuseppe Semeraro

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