Venerdì 20 Maggio 2022 | 00:53

In Puglia e Basilicata

Ambiente violato

San Giovanni Rotondo, sotto sequestro la discarica fuorilegge: 15 indagati

Sigilli anche a 28 camion utilizzati per trasportare il materiale di risulta che finiva in una vecchia cava

28 Aprile 2022

Rosaria Galasso

SAN GIOVANNI ROTONDO - Finisce sotto chiave una discarica di rifiuti inerti non autorizzata. E insieme a quella un centro di conferimento e 28 camion utilizzati per il trasporto del materiale di risulta.

L'operazione è stata eseguita dai carabinieri forestali di Foggia, in collaborazione con i colleghi della sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Foggia. 

Per la presunta attività illecita risultano indagate a vario titolo, e in concorso fra loro, 15 persone: avrebbero raccolto, trasportato rifiuti e gestito la discarica di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività di demolizioni e costruzioni, in mancanza delle autorizzazioni.

Stando alle indagini della Procura, i rifiuti erano affidati per lo smaltimento a un imprenditore di San Giovanni Rotondo, gestore di due distinte aree di smaltimento illecito di rifiuti, entrambe ubicate a San Giovanni Rotondo. Ad allertare la Procura, sarebbe stata una segnalazione di quanto accadeva. Da quel momento la Forestale avrebbe pianificato una serie di servizi di controllo e, fra gennaio e aprile, avrebbero trovato conferma di quanto denunciato.

Nel mirino degli investigatori sono finite dieci ditte, tutte della zona, che avrebbero consegnato il materiale di risulta all'imprenditore sangiovannese, titolare di un'azienda non autorizzata alla gestione di rifiuti. Quest'ultimo - secondo la tesi accusatoria - una volta ricevuto il materiale l'avrebbe scaricato, violando la normativa ambientale, all'interno di una vecchia cava abbandonata di ottomila metri quadri. Per farlo avrebbe utilizzato autocarri e macchine operatrici privi di autorizzazione.

Un'attività monitorata nei tre mesi di indagine, in cui sono stati rilevati 450 conferimenti e smaltiti illecitamente circa 1500 metri cubi di rifiuti.

Gli indagati sono di San Giovanni Rotondo, San Giovanni in Lamis e Rigliano Garganico.

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