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L'uva fa bene al cuore: studio sperimentale del Crea Viticoltura ed Enologia di Turi

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Ricercatori del CREA Viticoltura ed Enologia, sede di Turi, in collaborazione con ricercatori dell’Università di Bari, ha realizzato una ricerca sull’uomo per valutare i rapporti fra assunzione prolungata di uva e alterazione dei processi di coagulazione e fibrinolisi che possono indurre patologia cardiovascolare.

I ricercatori hanno fatto assumere a volontari, per tre settimane, in aggiunta alla propria dieta abituale, 5g per kg del loro peso corporeo di uva da tavola fresca.

Ad altri volontari (gruppo controllo), invece, i ricercatori hanno consentito di continuare a seguire la propria dieta abituale escludendo completamente l’uva.

I componenti dei due gruppi sono stati sottoposti ad esami ematici prima, a fine prova e ad un mese di distanza.

Ci si attendeva un aumento della glicemia ma non si è registrata alcuna variazione di tali valori.

Analogamente il profilo lipidico (grassi nel sangue) è rimasto invariato.

“Il dato, invece, che ha confermato l’ipotesi dell’indagine è stata – dicono i ricercatori - la constatazione, attraverso appunto i risultati dell’esame del sangue, di consistente aumento della capacità fibrinolitica del plasma con effetto anticoagulante. Si è registrata una lotta vincente contro i meccanismi di formazione dei trombi e l’esaltazione di quelli deputati alla loro rimozione.

In definitiva, è emerso che gli effetti salutari derivanti dall’assunzione dell’uva da tavola fresca potrebbero contribuire a proteggere l’organismo dall’insorgenza delle malattie cardiovascolari. Tali effetti antitrombotici, inoltre, persistono anche dopo l’interruzione dell’assunzione”.

Per la ricerca è stata utilizzata, per la prima volta, uva da tavola fresca e non derivati. È stata scelta la varietà Autumn Royal, a bacca nera, per le sue caratteristiche: moderato contenuto di zuccheri, elevato contenuto di composti polifenolici e in particolare di antociani, elevata attività antiossidante.

“L’uva, se assunta nella dieta alle dosi suddette (5 grammi per kg del peso corporeo: per es. soggetto che pesa 65 kg. 325 gr. al giorno) risulta indicata come valido ausilio nel trattamento dei principali fattori di rischio dell’aterosclerosi come ipertensione, diabete, iperlipidemia e stress ossidativo, al punto da poter contribuire a ridurre la mortalità legata ai disturbi cardiovascolari”.

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