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Fondazione d'impresa Roche in controtendenza

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Garantire a tutti la possibilità di mantenersi in salute e combattere efficacemente i rischi e le malattie significa non fermarsi nella ricerca. Purtroppo, recentemente, si è lamentato qualche abbandono in particolari campi della ricerca, peraltro comprensibile, da parte di società private.

Ma c’è chi non lascia e raddoppia come fa Roche Italia che, celebrando i 120 anni di sua presenza nel Paese, dà vita ad una Fondazione d’impresa e si impegna “per fare ricerca oggi per la salute di domani”. Anche questa iniziativa in controtendenza visto che, delle 121 presenti nel 2009, oggi restano in attività meno della metà.

Una sfida da ora per il futuro che vedrà, fra 50 anni, un 50enne su 3 italiani, 1 ottantenne su 10, La Fondazione Roche – dice la presidente on. Maria Pia Garavaglia (ex ministro della sanità) – vuole promuovere, informare, formare, sostenere la ricerca, favorire il colloquio con istituzioni, cittadini, pazienti come persone, associazioni malati.

Il paziente, in particolare – dice il dr. Francesco Frattini – sarà interlocutore autorevole e credibile in campo della salute e della sua difesa, avrà ausili per risolvere problemi pratici in materia di sanità.

Fare cultura, sviluppare conoscenze considerando, per esempio, che un laureato ha, in media, 5 anni più di vita rispetto a chi vive di stenti e che il diplomato va incontro al 15% in più di rischi di salute rispetto a chi ha una laurea.

Fare e promuovere ricerca lasciando ai ricercatori libertà e rispetto della proprietà intellettuale.

Conoscere, sapere è essenziale e, per questo – dice Massimo Ceriotti – la neo-Fondazione sceglie di far cultura specifica.

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